Diverse culture leggono in modo differente le emozioni sul volto?

Uno degli aspetti estremamente intriganti della comunicazione non verbale è la capacità più o meno innata che abbiamo di leggere e decriptare i segnali che gli altri ci mandano con il loro corpo, con la loro voce, con il loro volto.

Le espressioni facciali sono state a lungo ritenute un “linguaggio universale delle emozioni”.

Invero, però, persone di culture diverse percepiscono le espressioni di volti felici, tristi o arrabbiati in modo molto diverso, a detta di una nuova ricerca pubblicata dalla American Psychological Association.

“Compiendo questo studio, abbiamo sperato di dimostrare che persone di culture diverse considerano e leggono le espressioni facciali in modi differenti”, ha detto Rachael E. Jack della University of Glasgow.

“Gli asiatici orientali ed i caucasici  occidentali differiscono in termini di caratteristiche che pensano costituiscono un volto arrabbiato o una faccia felice.”

Lo studio è stato pubblicato online nella Gazzetta dell’APA di Psicologia Sperimentale Generale.

Alcune ricerche precedenti hanno sostenuto l’idea che le espressioni facciali siano un comportamento innato umano con origini evolutive, pertanto le espressioni facciali non dovrebbero differire tra le varie culture.

L’indagine in questione, però, mette alla prova  simili ipotesi utilizzando tecniche statistiche di elaborazione delle immagini per esaminare come i partecipanti allo studio percepiscono le  espressioni facciali attraverso proprie rappresentazioni mentali.

“Una rappresentazione mentale di un’espressione del viso è l’immagine che vediamo con gli occhi della  mente quando pensiamo a come sembra essere la faccia di uno che ha paura o che è felice”, ha spiegato Jack.

“Le rappresentazioni mentali sono modellate dalle nostre esperienze passate e ci aiutano a sapere che cosa aspettarsi quando stiamo interpretando le espressioni facciali.”

Quindici i cinesi ed altrettanti caucasici che vivono a Glasgow hanno preso parte alla ricerca.

Hanno visto apparire sullo schermo di un computer, in modo casuale, i volti di persone prive di emozioni. Le immagini sono, poi, state categorizzate come espressioni facciali, quali la felicità, la tristezza, la sorpresa, la paura, il disgusto o la rabbia.

Le risposte hanno permesso ai ricercatori di identificare le caratteristiche espressive del viso che i partecipanti associati ad ogni emozione.

Lo studio ha trovato che i partecipanti cinesi eleggono preferibilmente gli occhi come parte che denota, in modo trasparente, le emozioni di una persone.

Di contro, i caucasici occidentali guardano in modo prevalente le sopracciglia e la bocca.

Tali distinzioni culturali potrebbero portare a decodificare in modo non coretto i segnali emozionali non verbali altrui in ambiti di comunicazione cross-culturale.

“I nostri risultati evidenziano l’importanza di comprendere le differenze culturali nella comunicazione. Questo è particolarmente rilevante nel nostro mondo sempre più connesso”, ha concluso Jack. “Ci auguriamo che il nostro lavoro possa servire a chiarire i canali di comunicazione tra culture diverse e contribuire a promuovere la comprensione delle differenze culturali all’interno della società.”

In uno scenario multietnico e multiculturale, dovrebbe essere prestata molta più attenzione al ruolo chiave della comunicazione non verbale, troppo spesso trascurata, malgrado la sua funzione fondamentale nelle dinamiche di relazione ed interazione con il prossimo. 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: