Le gemelle Megan e Gracie: un destino, una speranza

Che tra i gemelli ci sia un legame fortissimo quanto insondabile è un fatto che abbiamo già assodato insieme qualche tempo addietro.

Optimistic: Mother Emma Garwood has said that her daughters are 'doing brilliant'

E l’unione è tanto profonda che, talvolta, è persino capitato che due gemelli possano provare gli stessi dolori o, persino, per una più o meno fortuita coincidenza, morire quasi contemporaneamente.

Ma ci sono anche dei casi nei quali due gemelli, pur condividendo lo stesso preoccupante destino, lo combattono insieme per cercare di averne la meglio conquistandosi, così, fino in fondo, il diritto non solo a vivere ma anche, per quanto possibile, ad essere felici.

Le due gemelline Megan e Gracie Garwood sono state sulle pagine dei giornali di tutto il mondo dopo che era stato ad entrambe, tragicamente, diagnosticato un tumore letale quando avevano solo quattro anni.

Emma Garwood, la loro mamma quarantenne, era devastata dopo averlo appreso e suo marito Mark,di 37 anni, ha detto di essersi sentito morire dopo avere appreso la straziante notizia.

A due anni di distanza i genitori  hanno dichiarato che le due bambine, adesso di sei anni, stanno molto bene.

Emma spiega che stanno incrociando le dita perché gli esiti degli esami ai quali si dovranno sottoporre le due bambine l’anno prossimo siano positivi.

“Vogliamo sentire che è tutto finito a febbraio ed io voglio che le mie due bambine continuino a combattere questa malattia e che, grazie a questa esperienza, diventino sempre più forti e sane.”

“L’anno prossimo spero di iniziare una raccolta fondi per aiutare tutte le associazioni di beneficenza e le persone che ci hanno, a loro volta, sostenuti: sono stati assolutamente fantastici.”

La situazione tragica delle due gemelline ha toccato profondamente le coscienze in tutto il mondo inducendo moltissime persone a raccogliere fondi per aiutarle.

A Megan è stata diagnosticata una devastante leucemia acuta linfoblastica il 4 settembre mentre a Gracie il 12 settembre.

“Avevamo appena cambiato casa e stavamo progettando di trasferirci qui. Avevamo visto una casa proprio quel giorno e già pensavamo alla scuola delle bambine. Il futuro ci sembrava davvero arridere. Come fai, in una situazione del genere, a raccontare a tua figlia che ha il cancro. E che questo cambierà la sua e le nostre vite per sempre?”

Sicuramente, per un genitore non è già facile accettare di sapere che un figlio rischia di morire e lo è, sicuramente, ancora meno quando deve cercare di spiegare quanto sta accadendo ad un bambino di pochi anni.

Per riuscire a sopportare una simile ansia, angoscia, preoccupazione bisogna già essere molto forti, ma quando il tutto è duplicato, si deve essere davvero delle persone speciali e molto coraggiose.

Emma aggiunge: “Due anni fa posso dire, onestamente, che non avevamo la minima idea di quello che ci aspettava. Siamo rimasti in una specie di incubo infernale fino a quando non hanno terminato tutti gli esami per definire di che tipo di leucemia csi trattasse. Temevamo che fosse una delle forme peggiori e più difficili da curare. Per fortuna la prognosi non è stata delle peggiori”

Emma, che ha anche una terza figlia, Marta, ed il marito Mark sono stati con Megan e Gracie all’Addenbrooke Hospital di Cambridge, mentre le gemelline erano sottoposte a cicli di chemioterapia intensiva.

Le due coraggiose bambine hanno proseguito i trattamenti, ogni settimana, fino allo scorso novembre ed ora sono in fase di mantenimento che le impegna, quotidianamente, ma con cure molto meno forti e dolorosi.

“La chemioterapia sta uccidendo il cancro e se ne sta sbarazzando. È una cosa che mi procura un’emozione mista. Sebbene non vorremmo che soffrissero per la chemioterapia, sappiamo che è indispensabile perché non si ripresenti la malattia” commenta Emma.

“Siamo arrivati al punto nel quale uno reclama realmente la propria esistenza. Abbiamo avuto un paio di anni difficili, ma sono sicura che stiamo per uscirne”’

Emma spiega che “Megan e Gracie sono davvero forti e coraggiose perchè hanno affrontato brillantemente, il loro calvario terribile. Non si sono mai rifiutate nemmeno una volta di fare quello che dovevano, per quanto fosse doloroso e lo detestassero. A loro modo, hanno capito che lo fanno per il loro bene. Hanno dovuto affrontare alcuni momenti molto difficili: esperienze che nessun bambino dovrebbe mai fare. Ma adesso, mi sembra che, finalmente, possano tornare ad essere di nuovo delle bambine”.

“L’anno scorso non potevano mai giocare con i loro amichetti: riuscivano, a malapena, ad andare a scuola. Quest’anno sono state a scuola un po’ di più e sono riuscite a farsi alcuni amici. Questo è veramente bello ed importante”

Per festeggiare i due anni dalla diagnosi, i genitori hanno deciso di portare le bambine al mare ed Emma spera di condurle a Disneyland in Florida, l’anno prossimo.

“Voglio ringraziare tutti per il loro sostegno. Adesso tutto quello che vogliamo è solo un po’ di normalità. È ora che le nostre bambine, ma anche noi, ci divertiamo un po’ dopo tutto quello che abbiamo passato,” conclude Emma.

La storia delle gemelline e dei suoi genitori, ci insegna quanto possano essere difficili le prove della vita, quanto l’esistenza ci ciascuno di noi, malgrado, talvolta, non ce ne rendiamo conto, sia legata a quella degli altri e, infine, quanto sia importante l’amore delle persone care per chi si trova in difficoltà.

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