Il volontariato rende più longevi?

Le persone che si dedicano al volontariato possono vivere più a lungo rispetto a quelli che non lo fanno, almeno fin tanto che mettono alla base del loro impegno con gli altri, il desiderio di aiutare il prossimo piuttosto che intenti di natura egoistica o ego-riferita, suggerisce una nuova ricerca pubblicata dall’American Psychological Association.

Per la prima volta uno studio ha dimostrato che le motivazioni dell persone dedite al volontariato possono avere un impatto significativo sulla durata della vita.

Chi fa volontariato mosso prevalentemente da valori altruistici o da un desiderio di creare dei legami sociali, è più longevo di chi non lo pratica, secondo lo studio pubblicato, online, sulla rivista Psychology APA Salute.

Le persone che dicono di dedicarsi al volontariato per la propria soddisfazione personale hanno lo stesso tasso di mortalità di chi non vi si dedica affatto, secondo i dati emersi dall’indagine.

“Questo potrebbe significare che per le persone che fanno volontariato avendo come prima motivazione gli altri, questo può essere un metodo per arginare lo stress che potrebbe essere indotto dal volontariato stesso, come, ad esempio, i vincoli di tempo e la mancanza di retribuzione”, spiega Sara Konrath della University of Michigan.

I ricercatori hanno esaminato i dati di uno svolto su un campione di 10.317 studenti delle scuole del Wisconsin, seguendoli dalla loro laurea nel 1957 fino ad oggi.

Il campione è composto dal 51,6 per cento donne, con un’età media di 69,16 anni nel 2008.

Nel 2004, agli intervistati è stato chiesto se avessero fatto del volontariato negli ultimi 10 anni e la regolarità di un tale impegno.

Poi hanno dovuto indicare i motivi che li hanno spinti a dedicarsi al volontariato o le ragioni che avrebbero potuto indurli a prender un simile impegno, per chi, effettivamente, non lo praticava.

Alcune risposte raccolte sono più orientate verso gli altri (“ritengo che sia importante aiutare gli altri” o “Il volontariato è un’attività importante per la gente che conosco meglio”), altre sono più auto-riferite (“Il volontariato è una fuga dai  miei problemi “, o “Il volontariato mi fa sentire meglio con me stesso”).

I ricercatori hanno anche preso in considerazione la salute fisica degli intervistati, il loro status socio-economico, lo stato civile, i fattori di rischio per la salute (fumo, indice di massa corporea,  alcool…), la salute mentale e la loro rete di sostegno sociale.

Molte di queste informazioni sono state raccolte nel 1992, 12 anni prima di chiedere al campione di parlare della loro esperienza di volontariato. Nel 2008, gli studiosi hanno anche determinato il numero degli intervistati erano ancora vivi.

Nel complesso, il 4,3 per cento dei 2384 non dediti al volontariato erano deceduti quattro anni più tardi. Un’analoga percentuale è stata riscontrata anche in chi praticava volontariato partendo da intenti ed interessi personali (4 per cento).

Di contro, la percentuale di volontari con motivazioni altruistiche deceduti, sempre a quattro anni di distanza, è stata dell’1,6 per cento.

Il medesimo risultato significativo è stato riscontrato anche esaminando i dati in funzione di tutte le altre variabili.

“È ragionevole che la gente faccia del volontariato  per trarne dei benefici personali, tuttavia, la nostra ricerca mostra che, per una specie di ironia della sorte, che se questi vantaggi diventassero l’obiettivo primo del volontariato, quegli stessi benefici si annullano”, conclude Andrea Fuhrel-Forbis, coautore dell’articolo.

Questo studio è un’ulteriore prova dell’esigenza fondamentale, di essere per e con gli altri, dell’importanza dell’empatia, della relazione, dei legami e dei vincoli che ci permettono di essere, fino in fondo, umani ed UniCum.

2 Risposte to “Il volontariato rende più longevi?”

  1. […] Visit link: Il volontariato rende più longevi? « Wellthiness Blog […]

  2. Il volontariato rende la vita più soddisfacente perchè aiutare il prossimo non è solo una regola cristiana,ma è un’esigenza della socialità che esiste in ognuno,seppure in proporzioni differenti per persona. La serenità che ne consegue è certamente un fattore che allunga la vita.Fattore che non basta però se non si tengono regole di vita sane riguardanti la dieta alimentare,il movimento ed il comportamento privato.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: