Helen: il mistero della donna con sette personalità

Helen è una donna di 35 anni ma anche molte altre persone tutte insieme.

Le sue varie personalità possono emergere improvvisamente e quando si presentano non sa quanto resteranno o, quando non sono attive,  non ha idea di quale possa manifestarsi dopo.

“Ma Helen non è sempre stata così. La conosco da quando aveva otto anni ed era una delle mie migliori amiche a scuola”, spiega Ruth.

Helen e Ruth si conoscono sin dalla tenera età. “Helen era una delle ragazze più popolari, intelligenti e divertenti della nostra classe”.

Ogni volta che Ruth pensa ai giorni della scuola pensa a tutte le cose divertenti che ha condiviso con Helen.

Poco dopo aver lasciato la scuola, però, le due si sono perse di vista.

Quattordici anni dopo si ritrovano, per caso, su un treno e, sedute l’una accanto all’altra, Helen racconta a Ruth che è affetta da personalità multipla e che ha cercato di togliersi la vita in diverse occasioni.

Dall’incontro, avvenuto sei anni fa, le due donne hanno incominciato a ricucire la loro vecchia amicizia.

Helen è, dunque, affetta da un disturbo che la porta ad avere un’identità dissociata, una rara condizione più comunemente conosciuta come disturbo di personalità multipla.

A causa di ciò ha sette diversi alter ego. Ossia è:

  • Alex, un bambino di cinque anni che ama sparare con pistole giocattolo;
  • William, un bambino di sei anni che adora il personaggio Mr. Man. Ruth vede in William la sua amichetta di scuola che giocava con un pupazzetto giallo dalla faccia sorridente e che l’ha sempre inquietata quando diceva che quella bambola fosse infelice senza riuscire a giustificare il motivo di tale tristezza;
  • Adam, un ragazzo di dieci anni che, talvolta può essere molto assertivo ed allegro, ma altre volte è assai triste e sottomesso;
  • Brenda, un’esuberante ragazza di 13 anni che ricorda a Ruth l’amica della prima adolescenza;
  • Karl, un ragazzo sedicenne con un certo atteggiamento e temperamento;
  • Jamie ed Elizabeth, che compaiono molto di rado.

Helen scherza sulla sua condizione canticchiando le parole “sono sette e non so quale di questi sia io”.

Nelle prime settimane trascorse con Helen, Ruth conosce solo Adam e William, non sa ancora niente di Alex, Karl o Brenda e si domanda se queste altre personalità possano aiutarla a scoprire il segreto del passato dell’amica.

Ruth vorrebbe capire come ci si senta a cambiare in continuazione la personalità.

Helen guardando i filmati di quando veste i panni dei suoi vari alter ego, sorride sorpresa nel vedere che, effettivamente, come le dice chi la circonda, mutando la personalità, le si altera anche l’espressione facciale, oltre che la voce la quale assume un tono da bambino piuttosto che da adolescente. Helen lo trova molto bizzarro.

Sotto le spoglie di Karl e Brenda, ella beve e consuma farmaci. Così si è ubriacata ed è andata in overdose di medicinali più di 100 volte. Fortunatamente, è riuscita ad uscire dalla sua tendenza all’alcolismo e le overdose di farmci non le sono state fatali.

Ruth ricorda: “da bambine Helen beveva liquori per non camminare dritta. Per me era un piccolo divertimento innocuo, ma poi ha iniziato a bere ed ubriacarsi sempre più.”

Così le due amiche decidono di andare a trovare un loro vecchio insegnante per vedere se possa ricordarsi qualcosa di significativo in merito ad Helen.

Ruth è sempre più determinata a scoprire che cosa possa avere causato l’emergere di questi personaggi nell’amica: “dopo che si è diplomata, Helen ha sviluppato una personalità multipla e io non riesco a credere che sia potuta cambiare così tanto”.

“La medicina convenzionale non offre nessuna soluzione per guarire Helen. L’unica cosa che può fare è di cercare di prevenire i sintomi.” Così Helen deve prendere antidepressivi, valium, antipsicotici e molti altri farmaci, ma nei panni dei due adolescenti, rischia di eccedere nelle dosi.

Allora Roth vuole rendersi conto di che cosa ci sia nella testa dell’amica ed inizia a legge i suoi diari che, sistematicamente, testimoniano l’emergere della sua personalità multipla e scopre che ogni personalità ha anche una calligrafia diversa.

Mentre Ruth analizza pagina per pagina, le descrizioni delle sofferenze patite dall’amica, ad un certo punto trova scritto da “Karl” che fuori il sole splende e che si è fatto un’overdose sapendo che la prossima lo ucciderà. Helen afferma che Karl non vuole suicidarsi ma vuole uccidere il dolore.

Mentre le personalità più giovani consentono ad Helen di vivere la fanciullezza che le è stata privata, Karl e Brenda le forniscono una via di fuga, provocandole del dolore fisico, anche per mezzo dell’autolesionismo, dandole la possibilità di bloccare il trauma emotivo e di scordare le “brutte cose”.

“Karl e Brenda” spiega Helen “hanno iniziato a tagliarmi” e lo fanno ormai da circa dieci anni.

“Helen sembra non riuscire a controllare queste personalità più agitate e controverse, ossia Karl, Brenda ed Alex”, secondo Ruth alla quale sembra che proprio tali identità cerchino di evitare di incontrarla.

Non riesce proprio a venire a capo del segreto di  Helen e, soprattutto, quale sia la causa del grande dolore che la affligge.

A questo punto Ruth si trova a scoprire una verità agghiacciante. Helen, da bambina ha subito vari abusi e le personalità multiple hanno iniziato a manifestarsi proprio in quella fase della sua vita.

Le personalità diverse le servivano per potersi alzare la mattina, dopo essere stata violentata, e ritornare ad essere Helen, riuscendo, così, ad andare ancora avanti.

“È stato terribile venire a sapere che cosa ha passato Helen quando eravamo giovani”.

Anche a detta degli psichiatri, la personalità multipla è la conseguenza di una forte angoscia e sofferenza, una specie di meccanismo di difesa per cercare di sottrarsi alla realtà.

Così la mente è come se si dividesse in due parti, una che deve affrontare il mondo e l’altra che vive dentro sé e trova sicurezza proprio nel mondo interiore.

Helen, però, non riesce a ricordare chi sia stato ad abusare di lei quando era bambina, così Ruth, cercando in internet, trova che molti con disturbi di personalità hanno subito degli abusi sessuali da bambini ad opera di alcune sette sataniche.

Negli ultimi 13 anni, Helen si è affidata a Joan Coleman, una figura controversa che crede sia stata vittima di abusi da parte di una setta satanica. A sua detta molte persone violentate, malgrado non si ricordino i fatti specifici, continuano a viverli nel proprio dolore. Tanti abusi perpetrati sui bambini possono essere o sessuali o emotivi e psicologici. Gli abusi che portano a casi come quelli di Helen sono il risultato proprio di torture e di ripetuti abusi sessuali, non di qualcosa di occasionale.

Si tratta di uno scenario inquietante anche se non è mai stato provato in tribunale. A deporre contro una simile ipotesi è il fatto che in Inghilterra non ci siano casi di abusi satanici. Tuttavia tanto Coleman quanto Helen ne sono convinti.

La ragazza non ha, dunque, memorie precise di quanto accaduto, ma solo dei flashback che non riesce a ricollegare.

Ricorda che a 16 anni è rimasta incinta dopo un abuso sessuale ed è stata fatta abortire. Così Brenda ha iniziato ad odiare il suo copro e percepirlo come contaminato.

A questo punto Ruth consulta altri psicologi e si rende conto che tutti hanno delle teorie contraddittorie e, quindi, di fatto non giunge a nessuna conclusione.

Un altro problema rilevante per Helen è di riuscire ad integrare le sette personalità che, comunque, convivono nel medesimo copro.

“Alla gente piacciono Adam, William ed Alex. A loro piace il bambino che c’è in me e… non so, forse non voglio che si integrino completamente”, ammette Helen.

Invero, la vita di Helen è quella di una persona relegata ai margini della società, stigmatizzata ed incompresa.

Il suo caso è un’aspra denuncia del sistema di salute mentale ma anche, grazie a Ruth, una storia di una grande amicizia e di crescita.

È una testimonianza sulla lotta di una donna per tirare avanti giorno per giorno, per non smettere di lottare e continuare a credere nel valore della vita.

6 Risposte to “Helen: il mistero della donna con sette personalità”

  1. Il quadro fà pensare che si tratti di possessione diabolica.Sarebbe bene indirizzare Helen ad un esorcista,anche se la situazione presenta difficoltà per il numero di spiriti che si alternano.Gesù diceva che per certi esorcismi occorrono preghiere e digiuni.Mi fà pure pensare ad una scuola particolare di yoga che sostiene che in ogni persona esistono sette spiriti.

  2. Franco Pansera Says:

    Sono quasi sicuro che si tratti di possessione positiva di entità non in conflitto tra loro. La soluzione? ESORCISMO-BIANCO. Sono anime positive che devono essere accompagnate alla luce eterna. Praticamente sono intrappolate in Helen ma non sanno il perchè. L’ipnotismo indotto darebbe già un quadro generale più preciso della situazione per poi passare all’esorcismo effettivo.

  3. Non credo siano spiriti che si sono rifugiati in Helen, credo siano davvero frutto della sua mente, del suo inconscio, personalità che si è creata lei stessa per difendersi da quei ricordi. Dovrebbe affrontare ciò che ha subito, mettersi faccia a faccia con questi momenti ed essere supportata e incoraggiata per accettarli e ritrovare un senso alla sua vita. Mi rendo conto che per me sia facile parlare è che per lei sarebbe uno shock tremendo, qui sta al suo psicologo agire bene, ma credo sia l’unico modo per ridarle una vita normale

  4. Mi piacerebbe sapere come contattare questa ragazza, vorrei un indirizzo o un contatto msn. Per piacere se riuscite a procurarlo mandatemelo su facebook: http://www.facebook.com/profile.php?id=1569333137
    Ve ne sarei molto grata.

  5. suvvia!non diciamo cavolate,non è posseduta.Il comportamento di un individuo é controllato dalla sua mente,ed é inutile cercare soluzioni sovrannaturali a problemi la cui risposta é ben più complessa.Helen deve,innanzitutto sapere più dei suoi abusi.

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