In un uomo è più attraente la voce bassa o forte?

Il protagonismo della comunicazione non verbale nella costruzione delle relazioni interpersonali è, spesso, tanto ampiamente riconosciuto ed assodato a livello scientifico, quanto trascurato ed ignorato (almeno a livello conscio) nelle esperienze quotidiane.

Una ricerca recente ha provato ad indagare l’interessante questione del potere di fascinazione e seduzione della voce maschile sul gentil sesso.

Dai risultati raccolti, le donne pare siano particolarmente attratte dalle voci maschili basse, soprattutto quando sono alla ricerca di un compagno.

Ciò sembra dipenda dalla loro memoria che risulta particolarmente sensibile al tono della voce profonda del sesso opposto.

Dunque, durante un esperimento, gli studiosi hanno scoperto che le donne preferiscono le voci maschili con tono minore. Inoltre sembra che esse ricordino più dettagli riguardo al contesto, agli oggetti visti e ad altre corrispondenti informazioni, mentre parlano con uomini con una voce profonda.

Ciò significa anche che riescono a fissare con maggiore precisione nella mente quanto concerne gli uomini dalla voce sensuale, suadente ed accattivante, invece che squillante.

“I nostri risultati”, spiega l’autore della ricerca, “dimostrano che la memoria delle donne è migliore quando hanno a che fare con voci maschili più basse, rispetto a quando gli uomini hanno voci più acute. I nostri esperimenti indicano, dunque, per la prima volta, che i segnali emessi dal sesso opposto, i quali sono importanti per la scelta del compagno incidono, anche, sulle funzioni mnemoniche, ossia sull’acutezza o meno della memoria delle donne.”

Altre indagini hanno sottolineato la capacità seduttiva degli uomini che parlano non tanto con un tono ma con un volume basso. Ciò dipenderebbe dal fatto che, per essere sentiti, esigono una maggiore concentrazione e focalizzazione sulle proprie parole e, quindi, attirano su sé, in modo più unilaterale, l’attenzione delle interlocutrici.

Sul fornte opposto si schierano, però, anche altre indagini che deporrebbero in favore di una voce maschile decisa e risoluta, da maschio dominante, deciso ed aggressivo.

In un simile frangente, a conquistare la donna non è tanto il senso di tenerezza, dolcezza, sensualità, complicità e suadenza, quanto quello di forza, protezione, coraggio e potenza.

Così, da un lato c’è l’uomo che coccola con le parole e la voce, che lascia intendere emozioni delicate, uno spirito soave capace di sintonizzarsi su quello femminile, dall’altro quello grintoso e risoluto, dotato del carattere dominante indispensabile alla sopravvivenza della razza (nel mondo animale).

In entrambi i casi, comunque, viene messa in primo piano l’importanza di imparare a considerare anche le dimensioni non verbali della comunicazione verbale quali strumento per costruire delle relazioni interpersonali più ricche e multisfaccettate.

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