I-Tomb e i-Memorial sono la soluzione virtuale per eternizzarci?

Gli antichi dicevano che, per eternizzarsi, ci sono due modi: uno è di procreare, di assicurarsi una discendenza che porti il proprio nome, che conservi la propria stirpe, l’altro è di compiere qualcosa di memorabile (un’impresa, un’opera d’arte, un libro,…) così da venirvi associato e, quindi, ricordato per sempre.

La terza alternativa era proposta dalla religione che prometteva ai meritevoli, una vita duratura, spirituale o, come nel cristianesimo, anche fisica, dopo la morte.

Un’epigrafe poteva lasciare qualche chance che il proprio nome non venisse, almeno per un po’ di tempo, cancellato dalla faccia della terra.

Una permanenza comunque limitata sia nel tempo sia nel numero di persone che la conservavano perché, si sa,da un lato,  dopo un certo numero di anni, quello che restava delle  spoglie mortali, veniva rimosso dal sepolcro con la lapide e collocato in un ossario. Dall’altro, i frequentatori del cimitero in questione, erano, comunque, ben pochi.

Con le nuove tecnologie, la situazione è radicalmente cambiata.

In primis, possiamo eternizzarci creando un nostro avatar, un clone immortale ed immateriale del nostro copro, ma non è finita qui.

Recentemente, un’azienda statunitense, di Palo Alto, California, inventato un altro modo virtuale per darci la possibilità di eternizzarci avvalendoci con di una testimonianza online della nostra vita o una tomba virtuale.

Nel primo frangente si tratta di un  sito Web con l’i-Memorial, destinato ad utenti ancora vivi. Qui possiamo realizzare una nostra memoria virtuale raccogliendo testimonianze, fotografie e gli altri tipi di documenti attinenti al Web 2.0 che raccontino chi siamo e le varie esperienze che hanno contraddistinto la nostra esistenza.

Qui possiamo anche lasciare, nei vari formati desiderati, le nostre ultime volontà o un testamento per chi ci sopravvivrà.

My Messages è un archivio con i nostri messaggi per le persone che abbiamo, precedentemente, selezionato come destinatari.

My Last Wishes contiene, invece, le indicazioni specifiche con i dettagli che vorremmo fossero realizzati per il nostro funerale, con i ragguagli circa la cerimonia e la funzione (che tipo di rituale preferiamo? Che fiori desideriamo? E quale bara? Intendiamo essere inumati, tumulati o inceneriti?…). My Last Wishes include anche le nostre ultime volontà che possiamo inviare, in automatico, ad una mailing list di persone care, al momento del trapasso.

Quando saremo deceduti e, secondo un particolare iter di verifiche incrociate, verremo riconosciuti come tali, questo sito si trasformerà nella nsotra i-Tomb.

La tomba virtuale è inserita in un cimitero, ugualmente virtuale, che ci può consentire di costruire un sacello digitale, per noi o per i nostri cari, o per chiunque lo desideriamo.

Tale sito è il luogo dove avverrà la commemorazione nostra o del caro estinto.

Nel caso di personaggi importanti o famosi, la i-Tomb può essere anche uno spazio virtuale nel quale i fan, gli adepti, gli ammiratori possono rendere omaggio al defunto con immagini, video, canzoni, testi… e tutte le altre possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Ma qui possono anche, più semplicemente e banalmente, accendere una candela, deporre un fiore o un sasso, a differenza dei culti o delle tradizioni funerarie seguite.

L’ultima volta che mi sono recata in Cina, ricordo di essere rimasta molto stupita di sentire che, invece di recarsi ai templi per bruciare incensi e i bigliettini votivi per i defunti, negli ultimi anni, ai fedeli è data la possibilità di eseguire tali cerimonie su appositi siti web.

Ovviamente, per rispetto del caro estinto, il sito i-Tomb è privo di pubblicità e non vende nessun tipo di prodotti.

E se i due siti web sono progettati per durare in eterno, ottemperando, così al desiderio di immortalità che c’è in ciascuno di noi, in concreto la loro scadenza dipende dal pagamento dell’abbonamento che varia da 50$ annui per i-Tomb e 120$, sempre all’anno, per un acconunt i-Memorial.

Il successo che sta riscuotendo l’iniziativa si ricollega all’innato desiderio che abbiamo di sopravvivere alla morte del corpo fisico non solo per chi non crede in una vita nell’aldilà.

In un certo senso rappresenta un altro dei molti tentativi (come l’ibernazione per esempio) che abbiamo escogitato per cercare di esorcizzare la paura della morte e di rimuovere, di rinnegare l’esistenza della Signora con la Falce.  

È un modo digitale, smaterializzato per tentare di non venire dimenticati, di restare per sempre accanto a chi amiamo anche dopo il nostro trapasso…

La domanda che sorge naturale è se non sia meglio conquistare uno spazio speciale nel cuore del prossimo, nella sua mente creando un legame speciale, eterno che nemmeno la morte può cancellare o spezzare.

Perché, in fin dei conti, anche con un’i-Tomb, se non c’è nessuno che ci rimpiange, perché siamo stati in grado di conquistarci un posto speciale nella sua vita, non ci sarà nemmeno nessuno interessato a a visitare la nostra tomba virtuale nel World Virtual Cemetery.

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