Joy Tomkins: la gioia di vivere e morire tatuata sul copro

Il grande dibattito globale sul testamento biologico e sulla necessità di rispettare le volontà del paziente in merito alle pratiche spesso non correttamente definite come “accanimento terapeutico” è una questione ancora lungi dall’essere risolta.

Così, nel tentativo di garantirsi che le proprie disposizioni vengano rispettate dai medici che potrebbero essere chiamati ad intervenire su dei pazienti in condizioni critiche, si assiste a varie soluzioni che potrebbero, talvolta, persino sembrare bizzarre.

All’inizio di quest’anno, Joy Tomkins, una donna di 81 anni che vive a Norfolk (Londra), paventando l’idea di ammalarsi gravemente e di dover giacere in un letto, ha messo in pratica una curiosa idea per tutelarsi da non gradite cure ed assistenza.

Ha, dunque, escogitato un metodo che non dovrebbe lasciare dubbi sulla sua volontà anche in casi estremi: si è fatta tatuare sul petto la scritta “Non rianimatemi” e “PTO (Please Turn Over)” con una freccia sulla schiena.

Tomkins è un’ex-segretaria che dice di non poter sopportare “l’idea di restare a vegetare in un letto per altri 20 anni”.

Pur avendo un testamento biologico da circa 30 anni, la donna ha preso questa bizzarra decisione “così  non ci potrà essere nessun errore”

“Il tatuaggio è immediato… nessuna scusa per non sapere che cosa penso e che cosa voglio per me,” chiarisce con fermezza.

La nonna, che soffre da sei anni di artrite, morbo di Reynaud e diabete, non è una malata terminale, e non ha la minima intenzione spegnersi lentamente.

“L’idea mi è venuta da un’infermiera in pensione, che aveva già fatto qualcosa di simile nel 2003”.

Anche in quel caso la donna si era fatta scrivere la propria volontà di non venire rianimata per fare risparmiare alla Sanità Pubblica molti soldi inutilmente gettati per tenerla in vita in stato vegetativo.

Tomkins, per portare a termine il suo proposito, è andata in un negozio di tatuaggi dove si è fatta scrivere, per 5 sterline, il suo messaggio.

“Tutti dobbiamo morire ma io non voglio finire come un vegetale. Speravo di farla franca fino a 70 anni, ma sono ancora viva e ne sono felice. Ma non voglio essere tenuta in vita mezza morta”

L’anziana è determinata ad avere l’ultima parola se dovesse ammalarsi gravemente: “Molto meglio morire”.

“Se non potrò dirlo io con le mie parole, voglio che i medici accettino e rispettino la mia volontà, in caso mi dovessi trovare in una situazione che siano costretti a rianimarmi.”

“Ho 81anni  e non ho bisogno di vivere più a lungo. Che cosa pensate che abbia l’intenzione spaventosa di arrivare a 100 anni? Detesto anche solo immaginare una cosa del genere.”

“Mia suocera è scampata fino a 106 anni e negli ultimi sei anni di vita sarebbe stato molto meglio che fosse morta. Era infelice, estremamente infelice”.

La vedova ammette che “alla mia veneranda età di 81, non ho più la resistenza e la forza per godermi tutti i miei tanti hobby, come suonare il pianoforte o fare giardinaggio.”

“Ho avuto 80 anni di soddisfazioni, anni interessanti, un matrimonio felice, figli e nipoti ed un sacco di amici. Sono soddisfatta così. Non chiedo niente di più alla vita”.

“Sono abbastanza felice se mi sveglio al mattino, ma se non mi svegliassi più, sarei felice lo stesso”.

I suoi due figli, che le hanno dato, in tutto, sei nipoti, sono consapevoli del punto di vista della loro madre, ma Tomkins taglia corto: “non staranno discutere con me: questo è quello che voglio, e basta”.

Anna Smajdor, docente di etica medica presso l’Università di East Anglia Medical School, commenta presentandolo come un segno dei tempi. “la signora Tomkins ha voluto inviare un messaggio molto chiaro e togliere ogni dubbio con il suo tatuaggio.”

Tuttavia, a detta di Smajdor, “questi tatuaggi non sono efficaci come unico modo per garantire che i suoi desideri siano soddisfatti in quanto il tatuaggio non è, comunque, giuridicamente vincolante”.

La vicenda dell’anziana inglese, oltre a mettere l’accento sulla scottante questione del testamento biologico, invero ci dà anche un grande insegnamento: una volta che si è in pace con se stessi, che ci si è riconciliati con il proprio passato, che ci si rende conto di avere condotto un’esistenza piena, appagante, felice… tendono a sfumarsi o quasi a scomparire le tradizionali ansie, paure, angosce che, nei più, si manifestano davanti alla morte. Tutte le negatività vengono sanate dalla consapevolezza di quanto sia stato prezioso il dono della vita e dall’assenza di rimpianti perché la si è vissuta in tutte le sue sfaccettature una delle quali è la morte stessa.

2 Risposte to “Joy Tomkins: la gioia di vivere e morire tatuata sul copro”

  1. Mi piace tanto il tuo blog, l’ho linkato sul mio, spero non ti dispiaccia. In caso contrario fammi sapere, lo toglierò subito! Un abbraccio

  2. Tuttele decisioni personali sull’eutanasia sono accettabili.Non si può invece trasformarla in legge perchè tutte le leggi possono essere soggette ad abusi,trasformando ciò che teoricamente può essere buono in un grosso rischio per il soggetto,che si potrebbe far morire per espianti d’organo anche se sarebbe ancora in grado di tormare in salute.Conosciamo per molti fatti successi quanto il denaro riesca a fare impazzire anche persone apparentemente di buona moralità.

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