Una grande lezione di morale dalla vita di tutti i giorni

Spesso ci riempiamo la bocca e la testa con parole e concetti come “morale”, “etica”, ma poi, nella vita di tutti i giorni non siamo in grado di metterli in pratica.

Eppure essi respirano e si alimentano delle banali quotidianità: ne sono l’essenza più genuina e profonda.

Un insignificante gesto, compiuto con il cuore e con il sentimento, può assumere un valore enorme, può essere un insegnamento concreto che supera, di gran lunga, le concettose speculazioni filosofiche, etiche e morali.

La storia di oggi si svolge verso la metà degli anni 1970 in una città piuttosto piccola, nel mezzo dello stato di Washington.

Il protagonista è Joyce, un ragazzo, che si è trasferito in tale luogo per frequentare l’Università.

Qui fa rapidamente amicizia con vari compagni ed anche qualche giovane professore dei dipartimenti di etnologia e sociologia.

“Alcuni dei nostri amici erano cresciuti in quel posto, così abbiamo stretto dei legami pure con le famiglie dei contadini locali.”

“Il bello di questi piccoli centri è che tutti si conoscono e tutti si aiutano nei momenti del bisogno. È come essere in una grande famiglia. Ecco questo è il valore aggiunto della vita cittadina. Promuove rapporti profondi, perché la gente si incontra spesso e dà modo di creare una certa sintonia, una speciale forma di rispetto anche per le diversità nelle relazioni. Un mondo che ha ben poco a che veder con le anonime metropoli, dove ognuno pensa a sé e non sa niente nemmeno del vicino di casa. Dove ognuno si fa i fatti suoi e cerca sempre il proprio tornaconto.”

In un simile contesto Joyce incontra Diane che si sta laureando in pedagogia.

“Ci conoscevamo un po’, visto che frequentavamo gli stessi circoli sociali, ma, invero, ci vedevamo piuttosto raramente.”

Una volta Joyce presta a Diane un libro: “Il libro dell’uovo d’oro” di Margaret Wise Brown e Leonard Weisgard.

“Più che un semplice libro, per me era il mio talismano, il mio portafortuna di quando ero bambino. Era un libro con splendide illustrazioni ed una struggente storia di un coniglio solitario che trovava un’amicizia. I miei genitori lo avevano letto migliaia di volte a me  ed ai miei fratelli, tanto che la copertina era ridotta in brandelli. Quel libro era stato veramente magico per me. Lo amavo perché era un prezioso scrigno di bei ricordi.”

Un giorno, qualcuno bussa alla porta di Joyce.

È Diane che viene a salutarlo perché sta per partire. “Mi trasferisco in California e sono venuta a dirti addio. Ma, soprattutto, sono venuta a restituirti qualche cosa che so che per te è importantissimo: Il libro dell’uovo d’oro. A dire il vero, mi piace molto. E  so che avrei potuto portarmelo via, prechè tu non ti saresti mai ricordato a chi l’avevi prestato. Avrei potuto, ma non volevo farlo, perché sapevo quanto significava per te. Così, eccolo qui”.

Ogni volta che Joyce racconta questo semplice aneddoto, si sente ancora profondamente commosso. “Avevo passato ore ed ore ad ascoltare le lezioni di morale nelle quali ci spiegavano perché sia indispensabile fare sempre la cosa giusta. Ma questo piccolo evento ha cambiato, davvero la mia vita. Mi ha dimostrato che vivere una vita morale vuol dire compiere dei sacrifici, fare delle scelte, a volte, scomode. Quando sono di fronte alle scelte morali di tutti i giorni, so quello che devo fare. Devo fare come ha fatto Diane, devo essere onesto e provare a pensare alle conseguenze che avranno sulla vita mia e su quella degli altri. Sono così posso vivere e sentirmi a posto con la mia coscienza. Grazie a Diane, i miei figli sono stati in grado di sentire anche loro quella magica storia, di ammirare le illustrazioni affascinanti e di sfogliare le pagine dello stesso “Libro dell’Uovo d’oro” che mi ha formato da bambino e mi ha dato un così grande insegnamento di onestà e di sensibilità nei confronti del prossimo, da adulto”.

Quante volte, prima di agire, pensiamo veramente al significato di quanto stiamo per compiere? Ai suoi effetti su noi e sugli altri? Noi siamo davvero le nostre azioni. Ogni nostro gesto parla di noi, racconta la nostra storia, dimostra chi davvero siamo, quali sono i nostri valori, quale è la nostra sensibilità, il nostro amore e rispetto per il prossimo.

Basterebbe che ce ne ricordassimo perché il modo fosse un po’ migliore e perché riuscissimo ad essere più sereni con noi stessi oltre che con gli altri.

2 Risposte to “Una grande lezione di morale dalla vita di tutti i giorni”

  1. Seguire la morale significa seguire delle regole. Tutto ha delle regole, anche i giochi più banali, anche le ricette culinarie con i vari ingredienti e le rispettive dosi.Senza regole non c’è vita,non si ha soddisfazione,non si ottengono risultati. Vivere senza regole porta progressivamente alla schizofrenia.

    • ma anche allo spiazzamento, all’insofferenza verso sè ed il prossimo, verso il mondo e la vita. La mancanza di regole, leggi, convenzioni, distrugge la società, getta gli uomini nell’anarchia, nel pessimismo, nel nichilismo. Ciò non significa che la nostra realtà debba essere cristallizzata, ingabbiata dentro schemi fissi ed insostituibili, ma solo che, pure nella loro dinamicità, nel loro camaleontismo, nella loro flessibilità e capacità di sintonizzarsi sullo Zeitgeist, le regole sono alla base di ogni relazione interpersonale.

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