Natty, la bambina che mangia lampadine e mattoni

Una bambina che mangia lampadine e mattoni? Lungi dall’essere un semplice fenomeno da circo o da Guinnes dei primati, Natalie Hayhurst, di Terre Haute, Indiana, soffre di una particolare dipendenza che la induce a mangiare oggetti nocivi.

La piccola ha soli tre anni e, lo scorso gennaio, rischia di morire dopo aver ingoiato una lampadina strappata da una luce per la notte.

Mentre i suoi “piatti” preferiti sono pietre e bastoni, Natalie è nota, soprattutto, per mangiare mattoni”.

Colleen, sua madre, spiega che “ogni giorno è una guerra costante per cercare di fermare mia figlia allorché si avventa su qualcosa che potrebbe ucciderla.”

Ed aggiunge: “Per fortuna, adesso non cerca di mangiare il vetro tanto spesso, da quando si è ferita l’ultima volta. Ma non smette di mangiare i sassi ed i bastoni che trova in giardino.”

Lo scenario è molto delicato.

“Ho dovuto chiamare il centro disintossicazioni così tante volte che compare tra i numeri speciali sul mio telefono”, aggiunge Colleen.

“L’elenco delle volte che siamo finiti in ospedale è sterminato. Una volta, quando Natty ha morsicato una pianta velenosa a casa di mia mamma, un’altra volta dopo che si è ingurgitata un mattone…. E potrei continuare così, con l’elenco per ore.”

Malgrado possa sembrare quasi incredibile, invero, “Natty è in grado di mangiarsi un mattone come una persona normale farebbe con un comune biscotto al cioccolato.”

A differenza di quanto potremmo immaginare, “Natty sa perfettamente che queste cose le fanno male. Io e mio marito, David, abbiamo discusso molto su quanto questa sua condizione sia dannosa e pericolosa per la sua salute, se non per la sua sopravvivenza”.

“Ma gli impulsi ed i desideri sono troppo forti per essere gestiti e dominati da una bambina di soli tre anni. Quindi, volente o nolente, guidata dal suo inconscio, cerca di mangiare queste cose, comunque”.

Natalie soffre di “Pica”, una condizione caratterizzata da un appetito incontrollabile per le sostanze non commestibili o nutrienti.

Qualche mese fa, a tale proposito, avevamo visto insieme la storia di una donna che mangia sapone.

Colleen ricorda, in modo molto drammatico, il momento nel quale questa malattia ha quasi ucciso sua figlia.

“Avevo messo Natty a letto ed ero in cucina che facevo il bucato,” racconta.

“Improvvisamente è entrata in cucina e si vedeva sbucare dalla bocca un piccolo pezzo di filo. La sua bocca sanguinava e immediatamente ho capito che cosa era successo. Natty aveva mangiato una lampadina intera con tanto di filo.”

“Ero terrorizzata, al pensiero di tutto quello che il vetro poteva combinare dentro il suo corpo e di quello che stava già facendo.”

A fronte di una simile situazione, la mamma prende  la bambina e si precipita al centro medico dove tutti, immediatamente, si allertano, preoccupati per l’accaduto.

“Il dottore ci ha mandato subito all’ospedale St Vincent per bambini, dove potevano cercare di curarla.”

Una volta arrivati a destinazione, scatta una corsa contro il tempo per cercare di rimuovere il vetro dalla bambina.

“Ero così spaventata,” prosegue la mamma, “che non sapevo, che cosa fare. Mio marito era a casa con mio figlio, quindi ero completamente sola in una situazione così angosciante.”

I medici intervengono chirurgicamente sulla bambina.

“Questa operazione di Natty è stata la prima operazione che hanno fatto ad un mio figlio, quindi era normale che fossi così preoccupata che le potesse succedere qualcosa. E, ovviamente, l’angoscia era ancora più aggravata dal fatto che non la stavano operando di appendicite o tonsillite, ma per cercare di togliere tutti i vetri mangiati”.

Malgrado lo spavento, però, tutto si risolve al meglio e la mamma rimane tutta la notte a vegliare Natty che, poi, viene dimessa alla sera seguente

“Non oso pensare che cosa sarebbe potuto succedere se fossi stata a casa e, quindi, se non ce ne fossimo accorti in tempo di quello che aveva mangiato. Adesso poteva essere morta.”

Dal momento dell’incidente Natalie è curata a vista, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da Colleen, David ed il fratellino di cinque anni, Andrea.

Colleen, che lavora in ufficio, dichiara: “Alcuni giorni va meglio di altri. Nei giorni buoni tenta solo di mangiare qualcosa di pericoloso una sola volta. Ma nei giorni peggiori cerca di mangiare cose nocive in continuazione.”

“So sempre quando ingoia qualcosa che non dovrebbe perché mi gira le spalle. Siamo tutti molto spaventati da questa cosa e, devo ammetterlo, Andrew ci sta dando davvero un grande aiuto, benchè abbia solo cinque anni.”

Ciò che angustia maggiormente la mamma è la struggente consapevolezza che “che un giorno mangerà qualcosa di velenoso e non arriveremo in tempo per salvarla. Mio marito è meraviglioso ma non ha mai molto tempo da dedicare a curare Natty. così, in sostanza, devo fare tutto io, perché io sono sempre lì con lei.”

In una circostanza così delicata, è abbastanza naturale che una mamma non riesca a vivere serenamente e che non le baleni per la testa, almeno, una volta l’idea di come dovrà sentirsi o di come reagirà quando Natty morirà.

“Non sono sicura di come dovrei comportarmi, non ho nemmeno nessuno che mi aiuti a capire come posso cercare di evitare questa cosa terribile, perché, invero, non ho mai sentito dire che sia nato qualcuno con una malattia uguale a quella della mia Natty.”

È il dramma dei portatori di una patologia o di una condizione rara se non, peggio ancora,  unica, è proprio il fatto di non avere nessuno con il quale consigliarsi, confrontarsi, qualcuno che possa capire fino in fondo i suoi stati d’animo, i dubbi, le preoccupazioni, le paure, le ansie, le angosce. L’empatia può giungere sino ad un determinato livello, oltre non può andare perché manca l’esperienza diretta.

È altresì vero, però, che, malgrado tutto, il potere dell’empatia, dell’amore, dell’anima che riverbera come un diapason in presenza di un’altra ha un potere infinito. È per ciò che Colleen si sente ancora più vulnerabile quando David è assente, mentre in sua presenza e con l’aiuto del piccolo Andrew, muovendosi come una famiglia unita, riescono a fronteggiare con coraggio ed amore anche il costante pericolo di vita della piccola Natty.

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