Esperienze pre-morte: un semplice fatto biologico?

Le esperienze pre-morte sono già state,  ripetutamente, protagoniste di alcuni post del Wellthiness Blog.

E se è vero che, secondo un sondaggio Gallup, il 3 percento degli statunitensi afferma di avere avuto un’esperienza pre-morte, è altresì vero che testimonianze di ciò si trovano un po’ in tutte le culture ed in tutte le ere, partendo dall’antica Grecia sino ai nostri giorni.

Tali fatti sono al centro di molte discussioni internazionali perché, in qualche modo, vengono associate dai più, a fenomeni paranormali.

Così chi sostiene che esistano simili fatti, ne sono convinti assertori, mentre gli scettici, finiscono con affossare, insieme al paranormale anche le esperienze pre-morte.

Invero, però, c’è anche un terzo approccio alla questione: alcuni le considerano semplicemente dei comuni fatti naturali, conseguenze della mancanza di ossigeno al cervello che indurrebbe a vedere il classico tunnel di luce, il flashback sulla vita….

In uno studio appena pubblicato, su Trends in Cognitive Science, Dean Mobbs, della University of Medical Research di Cambridge, e Caroline Watt, dell’Università di Edimburgo, hanno rilevato che “contrariamente alle credenze popolari, non c’è nulla di paranormale di queste esperienze. Invece, le esperienze pre-morte sono la manifestazione delle normali funzioni cerebrali che non vanno a buon fine, nel corso di una circostanza traumatica ma, non di rado, anche in chi si trova in situazioni non di estremo pericolo per la propria vita”, spiega lo studio.

Ossia per Mobbs, “Molti dei fenomeni associati alle esperienze pre-morte può essere spiegata biologicamente”.

Mobbs e Watt hanno notato che molti sintomi classici delle esperienze pre-morte sono, effettivamente ed in primo luogo, provati da chi non è mai stato in pericolo di morire.

Alcune persone affette dalla sindrome di Cotard o “a piedi cadavere” hanno la delirante convinzione di essere deceduti, quando, invece, non lo sono affatto.

Questo disturbo si presenta in seguito a traumi, come ad esempio durante le fasi avanzate di tifo e la sclerosi multipla, ed è stato collegato con le regioni del cervello come la corteccia parietale e la corteccia prefrontale, “la corteccia parietale è generalmente coinvolta nei processi attentivi, e la corteccia prefrontale è coinvolta in condizioni come la schizofrenia”, spiega Mobbs.

Sebbene il meccanismo alla base della sindrome rimanga sconosciuto, una possibile spiegazione è che i pazienti stanno cercando di dare un senso alle strane esperienze che stanno vivendo.

Ciò suggerisce l’ipotesi che la percezione di stare per morire sia di natura traumatica e sconvolgente e che sia abbastanza da causare alcune delle esperienze pre-morte.

“Il malato si sente morto, anche se, in realtà, non è vicino alla morte. Questo stato può essere associato a traumi e ad alcune malattie”, puntualizza Watt.

Complessivamente, le evidenze scientifiche sembrano, dunque, provare che tutte le caratteristiche delle esperienze pre-morte abbiano qualche fondamento nel non corretto funzionamento del cervello.

Inoltre, la conoscenza stessa della tradizione, in materia di episodi pre-morte, potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel viverle e nello spiegare l’avverarsi delle profezie.

Questi risultati “forniscono prove scientifiche per qualcosa che è sempre stato nel regno della paranormalità”, sottolinea Mobbs. “Personalmente credo che la comprensione del processo della morte ci può aiutare a venire a patti con questa parte inevitabile della vita.

Watt ritiene che esperienze di pre-morte sono così affascinanti perché alla gente piace l’idea che gli esseri umani sopravvivono alla morte corporale.

2 Risposte to “Esperienze pre-morte: un semplice fatto biologico?”

  1. Una ricerca seria su varie testimonianze di persone tornate alla vita dopo essere state dichiarate clinicamente morte si trova nel libro: La vita dopo la morte,di Pierre Vigne, editore De Vecchi.Esiste in proposito una numerosa letteratura. Sarebbe bene leggere al riguardo: Il libro tibetano dei morti. Quando gli Apostoli hanno pregato Gesù di fare un miracolo per dimostrare a degli scettici la sua divinità,ha risposto: sarebbe inutile, se non vogliono credere non crederanno ugualmente.

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