I Swann: l’amore che lega una familia davanti alle difficoltàa essere incondizionato?

Ci sono tanti tipi diversi di amore, si può manifestare nei modi più svariati, con maggiore o minore intensità, in  legami molto differenti tra loro.

The Swann Family share a homecoming meal

Indubbiamente, una delle prime è più importanti esperienze di amore che ciascuno di noi compie, avviene all’interno del nucleo familiare.

Si tratta di una forma di sentimento assai particolare, un legame di sangue, nel vero senso della parola. È un amore che si presenta con cangianti sfaccettature a seconda che sia provato dai genitori, dai figli o tra i fratelli.

Così, quello dei genitori verso i figli è protettivo, un’estensione dell’amor proprio, incondizionato, non chiede nulla, si limita a dare, a donare e donarsi generosamente senza se e senza ma.

Quello dei figli è, invece, perlopiù, un amore pretenzioso, una domanda di affetto, di protezione, di conforto che, non di rado, viene dato per scontato, come se i genitori fossero tenuti ad amare e, quindi, potessero, eventualmente, persino non venire parimenti ricambiati dai figli ingrati.

L’amore tra fratelli, in genere, si basa oltre che sulla condivisione del medesimo patrimonio genetico anche su una complicità, sulla messa in comune di un tratto della propria vita, di ricordi, di affetti, di esperienze che formano la personalità, l’identità di ciascun Uni-Cum.

L’amore è la condicio sine qua non per l’esistenza della famiglia, è la sua essenza più palpitante, più vera, più autentica.

La storia di oggi riguarda proprio una famiglia, i Swann di Baltimora, composta da una madre e tre figli.

Ann Swann ha divorziato poco dopo la nascita di due gemelli ed ha cresciuto tre figli con l’aiuto di sua madre e destreggiandosi tra diversi lavori in parallelo, per riuscire a mantenere se stessa ed i bambini: Henry, Ryan e Brain.

Dopo il liceo, Ryan e Bryan si sono arruolati insieme al loro fratello maggiore Henry, andando a servire la patria nella guerra in Iraq.

Poco prima di partire, la loro nonna è stata assassinata nel negozio di fiori di sua proprietà.

A dimostrare quale sia il substrato di valori nei quali si radicano i Swann, è sufficiente ricordare la loro richiesta di non giustiziare il ragazzo accusato dell’omicidio della nonna, qualora fosse stato trovato colpevole.

L’amore e la vita sono sempre stati due cardini irrinunciabili della donna ed i tre figli.

Per la prima volta, Ann, dopo la scomparsa della mamma e la partenza dei ragazzi, ha provato il terribile dolore di essere sola.

Una solitudine nata dalla perdita, temporanea o definitiva, degli affetti più prossimi, dei famigliari, che ha determinato una situazione di sgomento, di insicurezza, di angoscia, di ansia, una sensazione di abbandono, di smarrimento i quali hanno rischiato di travolgere la donna.

Ann non era più la stessa: il suo viso si è incupito, i suoi occhi, un tempo brillanti e luminosi, si sono spenti, il suo animo si è ottenebrato, quasi avesse perso la linfa vitale, quasi il sangue non le scorresse più, caldo nelle vene, quasi qualcuno le avesse rubato l’anima, i sentimenti, la voglia di vivere e di guardare al futuro.

Così mamma Swann ha scoperto che la solitudine è tristezza, è incapacità di reagire, è affogare nell’abisso di se stessi, senza riuscire a rialzarsi. Tendere la mano verso chi non c’è più, o perché deceduto o perché andato lontano.

Solitudine è bisogno di calore, un calore in grado di sciogliere il ghiaccio della paura, della morte, dell’abbandono.

Ma, una volta che i ragazzi Swann sono tornati indenni dall’Iraq, le tenebre si sono improvvisamente dissolte.

La famiglia, riunita, ha ritrovato il piacere della routine quotidiana domestica e del coinvolgimento attivo nella propria comunità con il lavoro e la partecipazione ai culti religiosi.

Attraverso l’esperienza della separazione e la tragedia della perdita della nonna, i Swann sono stati in grado di scoprire qualcosa di nuovo. Per la prima volta hanno capito, davvero, quanto sia forte ed indissolubile il loro legame. Si sono resi conto che l’amore unisce le loro esistenze, indipendentemente, dalle distanze e, persino, dalla morte.

Hanno ritrovato e sono ritornati ad apprezzare l’amore della famiglia che li sostiene nella quotidianità come nelle avversità. Un amore che cresce e si rinsalda di giorno in giorno, condividendo gioie e dolori, soddisfazioni e timori…

Dopo il ricongiungimento Ann ha ripreso a sorridere: “lo faccio perché i miei figli sono a casa e continuo a pregare che tutti i ragazzi arruolati tornino dall’Iraq e dalle varie altre parti del mondo dove ci sono guerre o situazioni violente che potrebbero sottrarli, per sempre, all’amore delle loro madri, delle loro familie”.

Tutti i sacrifici compiuti da Ann sono stati ampiamente ripagati.

Henry Athol ora è sposato, ha acquistato una casa, dove vive con la sua nuova familia. Continua frequentare l’Università del Maryland mentre lavora per il Dipartimento di Stato.

Matthew Ryan si è laureato in comunicazione all’Università del Maryland, si è comprato una propria abitazione, e lavora per il Dipartimento di Giustizia.

Infine Bryan Michael, che lavora al Pentagono, continua la sua formazione all’Università del Maryland e, come i suoi fratelli, ha acquistato una casa e non manca di frequentare chiesa e la comunità locale.

“La vita è sempre quello che noi ne facciamo di essa. Abbiamo solo bisogno di amare ogni giorno, qualunque cosa accada”, conclude Ann.

La storia degli Swann è un condensato di esistenze e di esperienze, un intreccio di legami, di speranze, di empatia e di sentimenti che ruotano attorno all’amore familiare.

Certo, come ricorda talvolta Ann, per loro tutto è reso ancora più difficile dall’assenza della figura del marito-padre, ma l’amore che lega i quattro è tale non solo da riuscire a superare persino i momenti peggiori e più critici, ma anche da venire rafforzato dalle varie prove della vita.

Ed a contorno di tutto ciò non c’è un isolamento rispetto al resto del mondo: i Swann sono uniti tra loro non meno di quanto lo siano alla propria comunità. Per essere fino in fondo degli individui della nuova era, degli Uni-Cum, a tutti gli effetti, dobbiamo ritornare a pensarci non come uomini e donne indipendenti da tutto e da tutti. Non basta nemmeno di chiuderci all’interno delle rassicuranti mura domestiche. Non possiamo prescinde o ignorare la comunità che ci accoglie, la società che ci circonda, perché senza i legami con gli altri, anche il nostro amore per i parenti più stretti, è limitativo e limitante. 

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Una Risposta to “I Swann: l’amore che lega una familia davanti alle difficoltàa essere incondizionato?”

  1. aldocannav Says:

    Pensiamo come la società italiana si troverebbe nell’attuale crisi economica se non esistesse la famiglia tradizionale.Proprio per amore gli anziani pensionati dividono i loro beni con i figli che hanno perso il lavoro o hanno uno stipendio minimo.Questo è uno dei vantaggi di una famiglia sana, che il divorzio non ha intaccato.La formazione psichica dell’uomo si forma nella famiglia,dalla quale ha ricevuto affetto ed educazione. Osservando molti squilibri psicologici di molti ospiti del mio centro d’accoglienza dell’ Auxilium, dove opero come volontario da oltre un decennio, mi sono reso conto che derivano generalmente da carenze affettive dovute dall’essere cresciuti senza uno dei due genitori perchè separati o divorziati, peggio se in istituti,pur encomiabili,che non hanno potuto dar loro l’amore che è possibile avere in una famiglia naturale.Lo stato avrebbe interesse a favorire le famiglie, poichè risparmierebbe il denaro che ora deve spendere per le carceri che ospitano una quantità di persone cresciute senza l’amore e l’educazione di una sana famiglia tradizionale. Se calcoliamo inoltre i costi sociali dei numerosi divorzi, ci accorgiamo che listituzione del divorzio si è rivelato una costosissima medicina, peggiore del male.

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