Ben Seisler: il donatore di sperma che ha rintracciato i suoi 75 figli

Come i bambini concepiti con lo sperma di un donatore crescono, la vita del donatore stesso può complicarsi in modo insospettabile.

Un giorno della scorsa primavera, l’avvocato di Boston trentatreenne Seisler Ben ha detto al suo amico Vas Leckas, un venditore di software che voleva vederlo perché aveva da confidargli un importante segreto personale.

Il primo pensiero di Leckas è stato che aveva qualcosa a che fare con l’imminente matrimonio di Seisler.

Il suo secondo pensiero (“Ho un’immaginazione attiva,” commenta il giovane) è stato che Seisler, i genitori del quale risiedono in Belgio, aveva ereditato un dipinto prezioso di un maestro fiammingo.

“Se così fosse stato, gli avrei suggerito di metterlo all’asta, con il mio aiuto”, ha aggiunto Leckas. “E, ovviamente, gli avrei chiesto un’ala percentuale.’

Le sue fantasie non avrebbero potuto essere più distanti dalla realtà.

Quando i due si sono incontrati, Seisler ha confidato all’amico che era stato un donatore di sperma per tre anni, mentre frequentava la scuola di diritto, e, recentemente, aveva  appreso di essere il padre biologico di un bambino che voleva incontrarlo. Inoltre, gli ha confessato, di avere anche una bambina.

“Ed un’altra cosa”, ha aggiunto Seisler, “questi hanno circa altri 70 fratelli e sorelle”.

Da quella conversazione Seisler ha ottenuto molte più informazioni sui bambini concepiti con il suo sperma, ed è sicuro che il numero salirà.

È iscritto in un registro online chiamato il Donor Sibling Registry che correla i bambini concepiti da donatori di sperma con i loro padri biologici e fratellastri.

Sulla base dei suoi calcoli: “Ho ragione di aspettarmi di avere tra i 120 ed i 140 figli”.

Recentemente l’uomo ha incontrato due di loro – una bambina di 7 anni ed il suo fratellino di 4, che aveva quella che egli ha definito “una bizzarra assomiglianza a lui”

La sua vicenda è ritenuta, da molti, un punto di svolta nel concetto e nella definizione di famiglia allargata.

“Non voglio sembrare freddo e calcolatore”, ha detto Leckas a Seisler dopo aver sentito la notizia, “ma non si può essere a 70 feste di compleanno di un anno. Uno non può mangiarsi tutte quelle torte”.

La situazione mette in evidenza i problemi complessi che stanno iniziando ad emergere, ora che un gruppo consistente di bambini concepiti con lo sperma di donatori sta crescendo e che desidera informazioni sul loro padre biologico.

Le questioni che emergono sono del tipo: che cosa succede se i ragazzi vogliono incontrare i loro padri biologici? Che cosa succede se i bambini nati dallo sperma del medesimo donatore si incontrano ed, involontariamente, si sposano? Quando è il momento giusto per dire alla tua ragazza che eri un donatore di sperma? (Seisler glielo ha raccontato al loro terzo appuntamento).

Si tratta di questioni che molti uomini non hanno minimamente considerato quando si sono recati alla banca dello sperma, a fronte della possibilità  di guadagnare semplicemente molto denaro.

Seisler, in media ha preso $ 150, per ogni donazione e ha detto che la transazione sembrava abbastanza semplice.

“Mi hanno detto che sarei rimaso anomimo”, ha commentato Seisler, che ha donato lo sperma al Cryobank Fairfax in Virginia per potersi pagare la scuola di legge della George Mason University.

“Questo ha senso per me. Io davvero non avrei mai pensato troppo al fatto che questi miei figli mi avrebbero poi cercato e trovato”.

Aveva senso per lui, al momento perché era in un periodo molto diverso della sua vita.

Un decennio fa, era difficile prevedere che i figli concepiti con il suo sperma sarebbero cresciuti in una cultura che avrebbe avuto un atteggiamento molto aperto e che li avrebbe indotti a volere conoscere le proprie origini.

O che sarebbe stato messo online un registro dei donatori di sperma per aiutare i bambini a trovare i loro familiari biologici. (Per non parlare dei reality show, bramosi di mettere davanti alla nazione intera le immagini drammatiche dei ricongiungimenti in tempo reale.)

“Certo il web c’era già ma non era come oggi. E non ne sapevo niente del Registro dei donatori”, si è giustificato l’uomo.

Il registro è stato creato nel 2000 da Wendy Kramer, una madre del Colorado che aveva concepito un figlio con l’aiuto di un donatore di sperma, ed era desideroso di informazioni sulla sua eredità.

“Quando aveva 2 anni è venuto da me e mi ha detto: ‘Che fine ha fatto mio padre è morto o che cosa?’”, ha raccontato Kramer. “Quando aveva 6, diceva abbastanza categoricamente: ‘Voglio sapere chi è il mio padre biologico.’ E quando è diventato ancora più grande ha cominciato a chiedersi se avesse dei fratellastri. Il suo pensiero era quello di sapere chi erano i suoi fratellastri e le sue sorellastre là fuori, e se tutti potremmo incontrare l’altro, e come avrebbe potuto incontrarli. Così ha iniziato a vedere il lato invisibile di se stesso in ogni altro ragazzo e ragazza che incontrava”.

Malgrado il desiderio del giovane di saperne di più, ai tempi, né la banca del seme, né la clinica medica nella quale era stato concepito avrebbe potuto aiutarlo a ricongiungersi con il padre. Così la donna ha preso in mano la faccenda ed ha creato un gruppo di Yahoo per le famiglie dei donatori alla ricerca di informazioni sui loro genitori biologici. (Alla fine, è riuscita a fare incontrare al figlio suo padre e tre delle sue sei sorellastre.).

Il gruppo di Yahoo si è poi trasformato in una no-profit: così i genitori o bambini che si registrano possono inserire il numero di identificazione del loro donatore di sperma e connettersi con i loro fratellastri, ammesso che anche essi si siano, a loro volta, registrati.

I donatori possono anche inviare le loro informazioni, che consente alle persone di mandare a loro messaggi anonimi tramite il sito web.

Ed è proprio questo quello che ha fatto Seisler nel 2005, dopo aver letto un articolo di giornale sul Registro. In apprensione, ma curioso, ha controllato il sito sistematicamente sperando di trovare qualche informazione.

In una settimana, gli è arrivata un’e-mail nella sua casella di posta da un genitore che aveva usato il suo sperma per avere un figlio. In breve il numero delle email è iniziato a crescere in modo rapido: dieci, venti, trenta. E l’uomo ha tenuto traccia di tutti su un foglio di calcolo Excel.

“So di 75 bambini”, ha detto Seisler, che, dopo essersi sposato, si è trasferito ad Albany.

“I messaggi si sono rivelati molto coerenti ed attendibili. La gente mi ha ringraziato e mi ha fatto varie domande di base su informazioni di tipo medico.”

Alcuni volevano sapere se fosse disposto a mettersi in contatto con i suoi figli una volta diventati più grandi.

La sua risposta è stata molto chiara: “sarò molto felice di restare in contatto con loro” Ma il commento lascia trasparire il suo stato d’animo: “è stato quasi scioccante in un primo momento sentire le famiglie che stanno crescendo i figli nati dal mio sperma. Ma, allo stesso tempo, ti rendi conto che quello che è successo… che hai aiutato tante famiglie. È stato davvero commovente.”

Uno dei genitori che l’ha contattato è stata una donna single di Seattle di nome Sharon.

Ha usato lo sperma Seisler per avere due figli. L’ha scelto tramite un catalogo on-line della banca criogenica perché il suo profilo era affine alle aspettative della donna stessa. “Soddisfava il mio criterio della religione e dell’aspetto”, ha detto Sharon.

“Volevo qualcuno che mi assomigliasse abbastanza perché nessuno potesse mettere in discussione il fatto che i figli fossero miei. Volevo un professionista. Volevo qualcuno atletico.”

Seisler era il suo uomo. “Ho letto che trovare il donatore giusto è un po’ come trovare la tua anima gemella”, ha detto. “Quando lo trovi, lo sai. Ed è quello che mi è successo.”

“Un giorno, circa quattro anni fa, ho effettuato l’accesso al Donor Sibling Registry e sono rimasta sorpresa di vedere che Seisler si era registrato come donatore di sperma. Ero molto sorpresa. Wow, potevo inviargli un’e-mail e ringraziarlo”, ha detto Sharon.

“Volevo anche vedere se, in futuro, sarebbe stato disponibile a rispondere alle domande o a sapere qualcosa sui bambini. Mi ha risposto molto presto ed ha detto che era interessato. Ho pensato che era un bel ragazzo proprio come l’avevo visto sul suo profilo”.

Dopo un po’ di tempo, Kramer ha contattato Seisler per chiedergli se voleva partecipare ad un documentario-realtà che voleva fare incontrare tutta la famiglia.

All’inizio l’uomo era titubante anche se d’accordo.

“Io non volevo avere rimorsi e dire che ho avuto la possibilità e l’ho rifiutata”, ha detto. “Almeno si può dire che quei bambini hanno incontrato il loro padre biologico e lui è un ragazzo decente.”

I quattro si sono incontrati per trascorrere un pomeriggio in un campo da golf in miniatura a Marlborough.

A fronte di tutto ciò, la fidanzata di Seisler si è dimostrata chiaramente seccata della  situazione, specialmente quando il futuro marito ha detto davanti alle telecamere che ha rintracciato, fino a quel momento, 70 figliastri. Ed a sottolineare il suo stato di disagio, la donna non è riuscita nemmeno a definirli “bambini” ma “prole”.

Sorge così la questione del fatto che Seisler non abbia pensato alle possibili conseguenze del suo gesto: “sei stato egoista. Hai pensato a che cosa poteva succedere e venire fuori tutto questo?”.

Al ritorno a Seattle, Sharon ha dovuto affrontare anche altri problemi su dire a sua figlia di Seisler.

“Come hai fatto mamma ad ottenere lo sperma?”, le ha chiesto la bambina di sette anni.

Dal canto suo Seisler, ha ammesso di essere stato contento di aver incontrato i ragazzi, ma anche che l’esperienza è stata, in alcuni momenti, un po’ surreale.

“Era una cosa sconcertante. Da un lato, questi ragazzi sono biologicamente i miei bambini. D’altra parte non sono i miei figli. Io non li cresco. Non ho alcun controllo su come vengono cresciuti. Il problema è che non c’è nessuno schema, nessun protocollo da seguire in una situazione del tutto nuova, che nessuno ha mai affrontato prima”, ha ammesso Seisler riflessa. “Questo è davvero un territorio inesplorato.”

In effetti la storia di Seisler non può non farci riflettere su quali siano i risvolti morali, etici, sociali, antropologici, psicologici dei progressi della scienza allorchè va ad impattare su quello che c’è di maggior valore al mondo: la vita.

2 Risposte to “Ben Seisler: il donatore di sperma che ha rintracciato i suoi 75 figli”

  1. Possiamo dire che la storia di Seisler è la storia di un risveglio di coscienza. La natura è perfetta in tutte le sue forme e la donazione di seme è una delle tante violenze che l’uomo le fà. Le conseguenze sono innumerevoli e non sempre positive. Se Dio ha stabilito la nascita di un essere umano come conseguenza di un’azione d’amore qualsiasi forma di generazione diversa è la conseguenza di un’azione di egoismo, supportato da enormi interessi economici,che riducono la vita a merce di scambio per soddisfare le frustrazioni di persone che non si rassegnano ad accettare le condizioni che la natura ha loro risevato,che avrebbero potuto sublimare con l’adozione o con opere benefiche che avrebbero dato alla loro vita enorme valore morale e soddisfazione.

    • allora questi ‘figli dell’uomo’ , o, figli del “ghiaccio”, per emanciparsi dall’Artifizio non posson far granchè?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: