World Zombie Day 2011: la grande solidarietà dei morti viventi

L’8 ottobre è stata ufficialmente proclamata la giornata mondiale degli Zombie, le creature non morte che si cibano di cadaveri.

“Zombie”, come spiega Wikipedia, un termine di origine haitiana legato ai riti del Vudù, che è entrato nell’immaginario comune attraverso il campo cinematografico e letterario per indicare la figura di un morto vivente”.

Se, dunque, da un lato, rimandano ai molti film horror classici come “La notte dei morti viventi” di George A. Romero, dall’altro sono legati alle  credenze popolari diffuse ad Haiti.

Secondo queste, certi sacerdoti sarebbero in grado di catturare una parte dell’anima di una persona (il piccolo angelo guardiano), producendo uno stato di letargia che rende un essere vivente come morto.

Anche diversi anni dopo la sua sepoltura, il corpo di tale creatura potrebbe venire riesumato dai sacerdoti stessi e reso loro schiavo.

Passando sotto il naso del morto una bottiglietta contenente il suo piccolo angelo guardiano lo si potrebbe far risvegliare e controllarlo a piacimento.

In alcune tradizioni, se lo zombie dovesse assaggiare del sale per un qualsiasi motivo, riprenderebbe coscienza e la fattura verrebbe spezzata.

La giornata mondiale degli zombie si va ormai diffondendo in tutto il globo coinvolgendo da costa a costa nel Nuovo Continente, dalle più remote lande dell’Australia a Londra ed Hong Kong, tutti gli appassionati del genere.

La cultura zombie è nata a Pittsbourgh, città che l’anno scorso ha detenuto per tre anni di fila il primato mondiale per la camminata con il maggior numero di morti viventi.

L’evento, ormai diffusosi in tutto il mondo, intende essere una giornata di divertimento, nella quale i fan della cultura zombie si riuniscono in uno sforzo internazionale per alleviare la fame nel mondo.

Tutti i partecipanti alle sfilate dei morti viventi sono invitati a portare del cibo non deperibile da donare ai banchi alimentari locali. Quindi, malgrado il tema possa suggerire tutt’altro spirito, non di rado, si tratta di un evento è animato da finalità di beneficenza.

Così, chi si reca a partecipare alla camminata dei morti viventi nel New Jersey e non ha acquistato i biglietti on-line, può prenderli direttamente in loco e risparmiare circa 10 dollari se dona un alimento. Anche se la donazione è facoltativa, l’evento prevede la raccolta di cibo per il Banco Alimentare delle contee Monmouth e Ocean.

A Menold agli zombie è chiesto di portare derrate alimentari non deperibili da donare al Banco Alimentare Pittsburgh.

“È un buon periodo dell’anno questo,” spiega il CEO D. Jermaine Husser del Banco Alimentare di Pittsburgh, “perché negli Stati Uniti, la festa del  Ringraziamento è proprio dietro l’angolo, e questo momento è quando le banche alimentari stanno cercando di fare i conti di quanto hanno in magazzino per prepararsi all’inverno.”

Il Banco Alimentare locale di Pittsburgh, “Ha raccolto circa 10.000 libbre di cibo per il Banco Alimentare, in modo da potere aiutare tutte le persone che stanno lottando con la fame nella nostra regione anche a causa della crisi”, conclude Husser.

Nel Michigan, sebbene non vi sia nessun importo da donare, gli organizzatori suggeriscono di dare 10 dollari, che andranno direttamente alla Scuola del Michigan per il Fondo aiuti agli studenti sordi.

Pertanto, l’evento sarà aperto ai non udenti, e sarà interpretato per loro.

A Dallas, in Texas, il focus non è tanto sulla donazione di cibo o di denaro, quanto, di sangue.

Gli organizzatori, che l’anno scorso avevano visto riversarsi in città più di 4000 zombie famelici, quest’anno “promettono che sarà un evento ancora più divertente e che frutterà ancora più sangue”.

E più sangue significa una grande occasione per gli zombie di donare sangue al centro Carter.

L’organizzatore dell’evento Kael Graham dice: “Ogni donazione di sangue può salvare la vita di tre persone, e con tutti i nostri sforzi collettivi possiamo fare molto di più.”

Guardando poi l’aspetto più ludico, sempre nell’ambito del Pittsburgh Zombie Fest ci sono anche le Olimpiadi zombie. L’organizzatore dell’evento, Marco Menold dice che è aperto a persone di tutte le età: “C’è chi getta una gamba in gomma come un giavellotto, un cervello come un lancio del peso e poi c’è la gara di chi ha una migliore andatura dinoccolata da zombie”.

Il curioso mix di atmosfere horror, di morti viventi, di terrore, da un lato, e di filantropia, di generosità, di empatia dall’altro, è un altro dei molti segnali apparentemente contraddittori della nostra era.

Potrebbe essere interpretato come l’inconscio desiderio di uomini che non accettano  di avere perso la voglia di vivere (o che è stata rubata loro), che capiscono di non potere più andare avanti in un mondo che ha smarrito il propri valori, i propri ideali, e che, reagiscono nell’unico modo che conoscono: con l’amore, con l’attenzione e la sensibilità per chi si trova in condizioni peggiori di sé.

Gli zombie che attraversano le città oggi, non sono più gli schiavi dei sacerdoti di Haiti, della società moderna, del pessimismo e del nichilismo postmoderno. Hanno mangiato il sale, il sale della sapienza, il sale dell’amore che può dare di nuovo un senso alla loro esistenza, una speranza di un futuro. Un futuro non di morti viventi, non di schiavi di una società malata, ma di creature libere. Libere di scegliere, libere di affermarsi, libere di aiutarsi reciprocamente, libere di creare un nuovo mondo.

2 Risposte to “World Zombie Day 2011: la grande solidarietà dei morti viventi”

  1. I sacerdoti di Haiti,come quelli che praticano il Vudù, forse inconsapevolmente, praticano la magia nera. Molti di loro non sanno che l’entità che riescono a far agire è uno dei tanti demoni che operano sulla terra,mascherato da spirito buono ed accondiscendente. La rievocazione di defunti che sembrano ritornare a vivere può essere una delle tante illusioni che il demonio usa per ingannare gli uomini e danneggiarli moralmente,allontanandoli dalla giusta fede e spesso materialmente danneggiandoli nel fisico od inducendoli alla dipendenza da droghe e da varie pratiche dannose.

    • Il tuo commento, caro Aldo, spiega perché spesso chi segue questi tipi di culture cadano in spirali molto pericolose sia a livello fisico, sia (e soprattutto) a livello morale e spirituale. D’altro canto Lucifero era, già nel nome, il portatore della luce, l’angelo più bello, affascinante e seducente. E con tali caratteristiche continua ad armeggiare, ora, contro l’uomo.

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