Perchè usiamo il profumo e perché gli uomini più delle donne?

Nella nostra Società Multisensibile, il mondo dei sensi  è sempre più al centro dell’attenzione.

Una realtà estremamente affascinante e, per alcuni versi, ancora ampiamente inesplorata.

L’aggregato di sensi che, banalmente, la cultura tradizionale continua a definire come senso dell’olfatto, contiene le percezioni più primordiali, più istintive, più ataviche perché non vengono mediate dalle aree logico-linguistiche del nostro cervello.

Il così detto olfatto rimanda, dunque, ad un mondo intangibile, estremamente emozionale di esperienze. Spesso, noi occidentali, non siamo inclini a dare molto peso all’odore o al profumo anche se il potente trend socioculturale al polisensualismo gli sta, gradualmente, attribuendo una crescente significatività testimoniata, tra l’altro, dall’andamento positivo nelle vendite di candele profumate, essenze per ambienti e profumi.

Una serie di recenti ricerche sta tentando di rispondere alcuni quesiti ancora insoluti sul modno dei profumi.

La prima domanda è: perché gli uomini tendono ad abusare del profumo, di contro alle donne?

La risposta è suggerita da un’equipe giapponese dell’Osaka International University ed una dell’Università della Pennsylvania. Il primo gruppo di scienziati ha dimostrato che la pelle degli uomini ha un odore quasi due volte più intenso rispetto a quella delle donne. Dall’altro canto, gli statunitensi hanno confermato che l’olfatto degli uomini è meno sviluppato nella percezione di profumi e odori, rispetto al femminile.

Così, coniugando i due risultati, si spiega l’arcano in quanto comportano un uso più intenso di profumi e deodoranti da parte degli uomini.

Ossia, il sesso forte, credendo di emanare un cattivo odore ed avendo un naso meno sensibile, esagererebbe nell’indossare deodoranti, dopobarba e eau de toilette nella speranza di mantenere un buon aroma. Invero, però, finiscono per ottenere riscontri negativi da chi li circonda, soprattutto alle donne.

Ammesso, poi, che l’odore personale è il risultato della sommatoria di diverse componenti, non da ultima ciò che uno mangia, la seconda domanda che si profila è: che funzione hanno i profumi?

Qui il compito di rispondere è affidato al lavoro dei ricercatori della Charles University di Praga.

Dal loro ultimo studio emerge che sementiscono la concezione seicentesca della funzione del profumo: di coprire, camuffare gli odori sgradevoli.

Dalla ricerca si vede, invece, che essi vengono scelti non in ragione della loro capacità di mascherare il nostro odore, ma da come riescono a conferire un profumo simile agli odori del nostro corpo.

I ricercatori hanno chiesto a 12 volontari di spruzzarsi, sotto un’ascella, un profumo assegnato a loro in modo casuale, e sotto l’altra l’essenza che preferivano.

Un gruppo di 21 donne ha poi dovuto valutare i tamponi prelevati dai volontari.

Analizzando i responsi delle donne, i ricercatori hanno trovato che i tamponi presi dal profumo scelto dai volontari sono stati giudicati più attraenti e piacevoli di quelli relativi ai tamponi assegnati in modo casuale.

“Quello che abbiamo trovato è che c’è una forte interazione tra il profumo preferito e l’odore del corpo. La gente sceglie i profumi per completare il proprio odore. È, probabilmente, questo il motivo per il quale regalare i profumi è così difficile e perché, non di rado, i profumi ricevuti in dono finiscono per restare sui soprammobili in bagno”, spiega Jan Havlicek, autore dello studio.

La funzione del profumo è, dunque, più che mai confermata come un ulteriore elemento per abbellire, esaltare, impreziosire il nostro corpo. Un prezioso strumento di comunicazione non verbale, in grado di raccontare chi siamo, quale è la nostra personalità, la nostra identità olfattiva.

Così, non è un caso se molte donne preferiscano profumi dolci, floreali, speziati e gli uomini, non di rado, optino per indossare essenze, più amare, energizzanti.

Alla fine di tutto ciò, però, va anche sottolineato il progressivo dilatarsi del numero di uomini che ammettono di apprezzare molto il profumo di vaniglia.

Un fatto che potrebbe ricevere diversi livelli di lettura che spaziano dalla diffusione del trend alla femminilizzazione (che, giova ripeterlo, non significa effemminazione ma condivisione dei tutte le esperienze legate al lobo destro del cervello) anche presso la popolazione maschile, sino al desiderio di un regressus ad infantiam. 

E se ciò ha buon gioco per noi donne che adoriamo il profumo alla vaniglia e ci sentiamo più seducenti indossandolo, dall’altro lascia ancora insoluto il fatto che lo stesso profumo alla vaniglia dovrebbe essere uno di quelli che gli uomini percepiscono di meno… 

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