Hasnah: frodi, messaggeri divini e la bambina dalle lacrime di cristallo

Certi fenomeni, per sè extra-ordinari, si ammantano di un ulteriore fascino per l’intrecciarsi di fatti concreti ed insinuate frodi, di divine credenze e scientifiche evidenze, di intransigenti oscurantismi e limpide speranze, di potere temporale e di vibrazione spirituale.

Questo è il caso di una dodicenne libanese che ha sconcertato il mondo della medicina, e non solo, piangendo lacrime di cristallo.

Mohamed Hasnah Meselmani, secondo le cronache, è giunta a produrre una media di sette piccoli cristalli al giorno e, malgrado fossero taglienti come il vetro vivo, ella affermava di non sentire il dolore rendendo il tutto ancora più incomprensibile agli scienziati.

La vicenda risale alla fine del 1996 ed il fenomeno straordinario è durato da marzo a novembre e, poiché molti lo ritenevano una specie di miracolo, anche delle autorità religiose hanno cercato, in vano, di trovare delle risposte all’enigma.

A supportare l’ipotesi di un evento prodigioso di natura sovrannaturale è stata la stessa Hasnah confermando che, dietro il pianto di cristalli, c’era la mano invisibile di Maitreya e rimandando, inoltre, ad un misterioso “cavaliere bianco”. Per inciso, Maitreya è il primo nell’elenco dei Buddha futuri presenti nel testo della scuola Mahashmghika ed indicato con il nome di Ajita

La soluzione alla faccenda,è, però, arrivata presto: secondo la versione della storia resa pubblica si trattava di una frode, di un inganno ammesso persino dalla ragazza stessa.

A fronte di un simile esito molte persone sono rimaste sconvolte e deluse, altre, meno propense a credere in inspiegabile ‘miracoli’, sono state sollevate dal sapere che si trattasse di una mera farsa.

Così il Libano, come altri paesi arabi, ha dichiarato chiuso il caso ed il silenzio è, repentinamente, calato sulla storia di Mohamed Hasnah Meselmani.

Tuttavia, certe domande sono rimaste senza risposta alcuna e, come è noto, non c’è nulla di più intrigante per l’opinione pubblica di misteri lasciati inspiegati.

Tra gli altri quesiti elusi ce ne sono vari relativi alla natura del cosiddetto inganno.

Come ha fatto Hasnah a fare sgorgare dai suoi occhi i cristalli davanti alle telecamere? Se le immagini televisive erano autentiche e seguite da tutti, allora l’ipotesi della frode sembra essere fuori discussione: l’occhio della ragazza è stato ripreso in primo piano e ha mostrato pezzi di vetro che ne fuoriuscivano lentamente, come se provenissero dalla retina.

Poteva averli nascosti prima nei suoi occhi da sè?

O era solo un’illusione che i frammenti di vetro fossero visti uscire passando attraverso la retina?

E da chi e come aveva imparato il trucco Hasnah per riuscire a tenerli nascosti negli angoli degli occhi per poi farli spuntare fuori al momento giusto?

Comunque, come avrebbe potuto farlo senza subire lesioni dato che era stato dimostrato e testimoniato anche dalle telecamere, che i cristalli erano tanto affilati da riuscire a tagliare la carta?

Tali dubbi hanno spinto alcuni giornalisti ad approfondire le indagini sul caso, soprattutto perché il Maestro di Benjamin Creme ha indicato che si trattava veramente di un altro dei molti “segni” di Maitreya.

Nella sua prima intervista con la stampa il Maestro ha aggiunto al mistero altre sconcertanti informazioni: “Sì, è stata una frode, ma anche un miracolo”, ha detto ambiguamente.

Alla richiesta di ulteriori chiarimenti, ha ribattuto: “era una truffa, in quanto sembrava che stessero arrivando solo semplici cristalli dalla retina Hasnah, mentre, in realtà, erano le lacrime di Maitreya che le ha trasformate in cristalli quando hanno lasciato i canali della lacrimazione della ragazza. E questo era il vero miracolo.”

Grazie a tali informazioni, Nabil Matraji, un reporter in Libano, si è messo in contatto con Hasnah e la sua famiglia.

È stato accolto in modo amichevole ed ospitale, ma anche un po’ riservato dal padre di Hasnah.

La pubblicità che ha circondato la figlia e la questione della frode lo hanno messo in guardia, almeno tale è stata l’impressione di Nabil.

Almeno finché non ha ammesso di appartenere al gruppo di persone che hanno continuato a credere nella sincerità di Hasnah perché, invero, si era trattato di un vero miracolo ed era stata contattata da un “messaggero di Dio”.

“A simili parole, il padre di Hasnah ha immediatamente cambiato atteggiamento. Emozionato, ha detto che quello era esattamente ciò che Hasnah stessa aveva detto. Era solo sorpreso che anche io conoscessi questa cosa, perché la famiglia aveva cercato di tenerlo nascosto a tutti”, ha spiegato Nabil.

Quando Hasnah è tornata a casa da scuola poche ore dopo, Nabil le chiesto di descrivere la persona che aveva visto nel suo sogno.

“La ragazza si è arrabbiata con il padre, pensando che egli avesse tradito il suo segreto raccontandomelo”, prosegue il reporter. “Solo dopo aver convinto la figlia che egli non mi aveva detto una sola parola sulla sua visione, ha iniziato a calmarsi ed a raccontarmi la storia.”

Tutto è iniziato nel marzo 1996. Era a scuola quando ha sentito qualcosa di strano nell’occhio sinistro: era il suo primo pezzo di cristallo, che, comprensibilmente, la faceva soffrire mentre stava tentando di uscire.

Tornata a casa, ha raccontato alla famiglia l’accaduto e, mentre lo stava facendo, un secondo pezzo di cristallo è comparso.

Il padre l’ha portata nella città di Chtaura per vedere un oculista.

La bambina è rimasta ricoverata in clinica per due settimane, ed i cristalli hanno continuato a fuoriuscire dal suo occhio. Il medico ha certificato che i materiali espulsi dagli occhi fossero veri cristalli ed ha dichiarato di non avere nessun tipo di spiegazione scientifica del fenomeno.

Essendo una storia incomprensibile, ha pensato che si potesse trattare esclusivamente di un gesto di Dio.

Pochi giorni dopo, ad Hasnah è stata detta la medesima cosa per un altro evento strano.

“Una notte”, ha raccontato a Nabil, “ero ancora sveglia quando ho sentito qualcuno bussare alla finestra. Mi sono alzata, sono andata alla finestra ed ho visto un uomo vestito di bianco. Era seduto su un cavallo bianco, mi ha sorriso e mi ha chiamato per nome. Mi ha chiesto se volevo andare fuori a parlare con lui.”

Così Hasnah è uscita dalla porta principale di casa ed ha trovato, ad aspettarla quello che chiama, il “cavaliere bianco”. Era completamente vestito con una tunica bianca, che gli copriva anche la testa e viso. Le ha detto che non doveva avere paura e le si è presentato come un “messaggero di Dio”.

Tra i due si è instaurata una conversazione della quale Hasnah non ha rivelato ulteriori dettagli, a parte il fatto che il cavaliere bianco l’ha aiutata a capire che c’era lui dietro le lacrime di cristallo e che tutto era andato secondo un piano e la volontà divina.

Della conversazione c’è stato anche un testimone: il  fratellino di Hasnah aveva sentito parlare la sorella, ma non era riuscito a vedere chi fosse il suo interlocutore.

“Il cavaliere bianco” è apparso un paio di volte ancora alla ragazza dandole vari consigli ed avvertimenti.

Allorché Hasnah gli ha chiesto quando sarebbero cessate le lacrime di cristallo, la risposta è stata: “Quando Dio vuole”.

Durante uno degli incontri, il cavaliere bianco ha consigliato alla ragazza di lasciare, temporaneamente, con la sua famiglia, la propria casa, perché stava per accadere qualcosa di spiacevole.

La famiglia ha seguito il consiglio, tutti tranne un figlio.

Il giorno dopo il giovane è stato coinvolto in un incidente stradale, e benché la sua macchina sia stata completamente distrutta, egli se l’è cavata senza un graffio.

La stessa sera, la ragazza ha incontrato, di nuovo, il cavaliere bianco che le ha chiesto: “Non ti avevo detto che dovevate tutti voi andarvene di casa?”

Proseguendo con la storia, ad un certo punto, il padre di Hasnah ha provato a consultare un altro oculista: Salamoun nella American University Hospital di Beirut. Mentre la figlia era sotto osservazione, è aumentato notevolmente il flusso di cristalli dall’occhio. La voce si è diffusa immediatamente così televisioni, riviste e giornali sono accorsi a casa Meselmani per incontrare “la ragazza dalle lacrime di cristallo”.

Di nuovo, il referto delle analisi condotte sulle lacrime dagli esperti dell’Arabia Saudita è stato inequivocabile: si trattava di cristalli reali.

In seguito, le autorità arabe hanno dichiarato di preferire che la storia fosse messa a tacere.

Il padre di Hasnah ha detto che è stata fatta molta pressione su di lui e gli hanno persino offerto 50.000 dollari.

La proposta era troppo allettante: la famiglia Meselmani è tutt’altro che ricca, così l’uomo  ha deciso di accettare il denaro. Lo ha fatto davanti alle telecamere e la scena ha convinto il pubblico si trattasse di una colossale messa inscena organizzata dal padre per denaro.

Il cavaliere bianco è, poi, comparso un’ultima volta (almeno sino ad ora) a Hasnah e, dopo averla baciata in fronte, le ha detto: “io sarò sempre con voi, anche quando tu non mi vedrai più”.

2 Risposte to “Hasnah: frodi, messaggeri divini e la bambina dalle lacrime di cristallo”

  1. Hasnah rappresenta uno dei tanti fatti misteriosi che accadono nel mondo.Probabilmente si spiegherà in futuro il vero significato delle lacrime di cristallo.Il cavaliere che le è apparso le ha certamente dato o promesso che le darà qualche incarico da svolgere un futuro a favore dell’umanità. Generalmente si tratta di Angeli che prendono forma materiale per non spaventare la persona.Personalmente ho fatto esperienza di cose simili,che preferisco non spiegare per non essere coinvolto in pubblicità fastidiose come è successo ad Hasnah e famiglia,che hanno poi,per il quieto vivere, dovuto ritrattare.Sono certo che,pure per il quieto vivere,molti fenomeni del genere vengano prudentemente nascosti.Le varie apparizioni mariane che dal secolo scorso avvengono in ogni parte del mondo hanno pure lo scopo di preparare la società umana per qualche grosso evento che non dovrebbe ormai tardare molto a giungere.Già qualche secolo prima di Cristo nella Palestina si era formata la congregazione degli Esseni, i cui capi erano a contatto diretto con gli angeli,che davano loro istruzioni sul da farsi di volta in volta per preparare la società alla venuta del Messia. San Giovanni Battista era uno di loro,come lo erano pure Maria e Giuseppe.

    • La reazione, nell’ascoltare, simili storie, spesso, si riduce ad essere di due tipi: o di scettico rifiuto o di ‘quasi superstiziosa’ curiosità. Invero, sono pochi quelli che, come suggerisci tu, Aldo, riescono ad andare oltre cercando il vero significato di quanto osservano o sentono. L’incapacità di guardare al di là delle apparenze, di ricercare la verità è una tara della Modernità e della Postmodernità che ritenevano il mondo ad una dimensione o una realtà priva di senso. Purtroppo, però, una simile miopia ci impedisce di vedere, di cogliere e di capire tanti messaggi e tanti messaggeri o di capire fino in fondo ciò che ci vorrebbero dire. Per ciò è sensato, giusto e prudente, per chi ha la capacità di compiere simili esperienze, di non rivelare tutto, di non esporsi, a meno che non sia il messaggero a chiederglielo esplicitamente, per evitare che tutto venga trasformato in una farsa, in una spettacolarizzazione, in uno dei tanti fenomeni da baraccone triturati dai mezzi di comunicazione.

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