Kim Peek, il vero Uomo della Pioggia

Ci sono certe persone che sono speciali perché hanno delle doti eccezionali malgrado vengano considerate menomate, disabili o ritardate.

Nel 1988 il film diretto da Barry Levinson, L’uomo della Pioggia, ha attirato l’attenzione mondiale proprio sul caso di un soggetto autistico, Raymond Babbit, dalle capacità mnemoniche eccezionali (interpretato da Dustin Hoffman).

In vero non si trattava di una mera invenzione cinematografica, il protagonista è esistito davvero.

Era Kim Peek, un uomo affetto da Sindrome dell’idiota sapiente, dotato di una memoria fuori dal comune e da vari disturbi dello sviluppo psicologico causati da una deformazione congenita del cervello.

Descritto come un soggetto che conviveva con una situazione mista di confusione disabilitante e di estrema brillantezza, Kim era un vero e proprio innamorato della conoscenza.

Molti ritengono che sia stato più famoso erudito e dotto “idiota” del mondo.

Nonostante sia stato diagnosticato come ritardato mentale dalla nascita, con il supporto instancabile e l’amore del padre, Fran, ha sviluppato una memoria senza pari.

Nasce a Salt Lake City, nello Utah, nel 1951 e qui trascorre tutta la sua esistenza morendo nel 2009.

La biblioteca locale è luogo che, in assoltuo, predilige al mondo. Divora libri di ogni genere: ne riesce a leggere anche otto in un giorno.

Legge in circa 10 secondi una pagina per la quale una persona normale impiegherebbe circa tre minuti.

Ma non è tutto qui. Con l’occhio sinistro legge la pagina di sinistra e con il destro quella di destra conservando nella memoria circa il 98% di quanto c’è scritto.

Si muove in modo disinvolto in circa 15 aree tematiche, ma l’unica cosa che non può fare è ragionare su problemi matematici.

Nel 1951, i medici vogliono mettere Kim in un ospedale psichiatrico chiamato American Fork.

A questo punto Fran è completamente deciso e determinato di non lasciare che nessuno rinchiuda in un istituto. Kim deve crescere a casa sua, come un bambino normale.

Nel 1975, però, Fran si lascia con la moglie, e tiene con sé il figlio.

Fran ha ormai quasi 80 anni e Kim dice: “Nessuno avrebbe potuto immaginarlo 14 anni fa, eppure, adesso, eccomi qui a 54 anni, una celebrità”.

Ritornando al suo passato, da bambino Kim è molto introverso.

Non è capace di guardare in faccia nessuno fino a quando, a 37 anni, incontra Dustin Hoffman.

Fran racconta: “Dustin Hoffman mi ha detto, dovete promettermi una cosa di questo ragazzo, dovrete lasciare che io lo possa condividere con il mondo. Ed, abbastanza presto, riuscirò a fare sì che nessuno sia più un estraneo per lui, tutti saranno persone. E così è stato”.

Barry Morrow, lo sceneggiatore di Rain Man dice di Kim: “Amo il modo nel quale è sbocciato, si è aperto. Questo  smentisce il mito che le persone non cambiano, soprattutto le persone con disabilità dello sviluppo”.

Quante volte, invero, chi è portatore di un handicap, di una disabilità è deprivato della possibilità di avere, per quanto possibile, una vita “normale” (ammesso che abbia senso parlare di normalità) solo perché noi usiamo nei suoi confronti dei miopi stereotipi. Chi l’ha detto che un disabile non abbia sentimenti? Che non possa provare delle emozioni come tutti gli altri? Che se è un non vedente non possa “vedere”? Se un non udente non possa “sentire”? Se è fermo su unasedia a rotelle non possa non amare o soffrire?

Fran accetta e segue il consiglio di Dustin Hoffman di condividere Kim con il mondo.

Così, da un giovane introverso, si trasforma in una persona capace di apparire di fronte a più di 2 milioni di persone ansiose di mettere alla prova e di testare il suo genio con le domande più criptiche ed oscure.

Le doti, le facoltà, i doni di Kim, indubbiamente, hanno un prezzo.

Come tutti i dotti, è un uomo profondamente diverso, a volte riuscire a capirlo può diventare una vera e propria sfida.

Si può agitare molto quando cerca di capire un concetto nuovo, ma Fran ha una pazienza fenomenale pazienza e calma Kim delicatamente cambiando discorso ricordandogli qualcosa di più felice.

Prendersi cura di Kim è più di un lavoro a tempo pieno e Fran scherza dicendo  di avere bisogno di 30 ore al giorno e 10 giorni alla settimana.

Kim sa quanto sia essenziale per lui suo padre: “Mio padre ed io condividiamo la stessa ombra”

Quest’anno è un anno cruciale per Fran e Kim: un fatto del quale Kim è insolitamente a conoscenza.

A sua detta “La situazione sarà davvero calda questo inverno, come mio padre si avvicina agli 80 anni. Solo un altro membro della familia di mio padre ha raggiunto questa età: è la mia nonna. Ciò rende questo anno tanto importante per noi”.

Di conseguenza i Peek si propongono di scoprire tutto il possibile sul cervello di Kim e vanno in California per incontrare alcuni dei più importanti neuro-scienziati sperando di trovare delle risposte.

La maggior parte delle persone dotte ha solo un unico interesse dominante, Kim, invece, sembra assorbire tutto.

I suoi interessi spaziano dalla box, alla politica, alla Monarchia britannica.

Darold Treffert, un’autorità sulla Sindrome dell’idiota sapiente, afferma: “Circa una volta al secolo, arriva un vero e proprio sapiente eccezionale, una condizione già rara, e Kim si trova in quella categoria. La memoria di Kim non è solo profonda, ma è anche molto ampia il che è molto raro tra i sapienti”.

Che cos’è che fa funzionare il cervello di Kim in un modo così straordinario, e che rende la sua disabilità, in qualche modo, in grado di migliorare la sua memoria? In California, Kim è invitato a prendere parte ad uno studio della University of California.

Il neurologo Elliott Sherr inizia analizzando il contesto di Kim e scopre che il paziente ha iniziato a leggere dall’età di due anni.

Sebbene non si tratti di una valutazione neuropsicologica formale, è evidente che Kim ha difficoltà a seguire le indicazioni.

La psicologa Rita Jeremy lo sottopone, poi, ad un test standardizzato di intelligenza per vedere come è nei confronti delle persone normali e scopre che Kim ha dei problemi con compiti che richiedono nuove idee e per i quali egli non può riferirsi a dei fatti contenuti nella sua memoria.

I suoi risultati sono estremamente irregolari ma Jeremy decide che un test standardizzato non possa essere applicato a Kim perché egli non è assolutamente omologabile e standardizzabile.

Il giorno seguente, il neuroradiologo Pratik Mukherjee si serve di un innovativo modo di mappatura delle funzioni crebrali per tentare di guardare dentro la testa di Kim.

Ciò rivela che le due metà del suo cervello non sono unite in modo normale, una condizione nota come agenesia del corpo calloso.

Le fibre che avrebbero dovuto fornire tale collegamento sono disposte in modo affatto diverso da tutte le aperte persone. È il modo nel quale il suo cervello ha cercato di compensare il deficit a spiegare le sua incredibile memoria.

Successivamente, il professor V.S. Ramachandran vuole mettere alla prova una lunga teoria che gli idioti sapeinti non sono in grado di pensare concettuale. Così, insieme ai suoi  studenti esegue una serie di test di associazione di parole i quali sembrano dimostrare che Kim si serve solo del valore nominale delle parole senza elaborarle in alcun modo. Ossia prende le metafore letteralmente. Il che sembra confermare la teoria.

Kim Peek potrebbe essere considerato il più grande sapiente mai conosciuto, sicuramente il più noto ed il più consono ad essere indicato come un mega-sapiente.

Riesce a ricordare migliaia di codici di avviamento postale, prefissi telefonici, date e fatti. Ha una memoria davvero impressionante. È autistico?

Probabilmente, ma non nel senso convenzionale.

L’insegnamento che possiamo trarre da Kim riguarda la nostra abitudine ad utilizzare i pre-giudizi nei confronti di chi ci sembra “diverso”. 

Ma, la sua storia, è anche la testimonianza delle straordinarie potenzialità dell’uomo della sua mente. Facoltà e doti che spesso ignoriamo o che non sappiamo nemmeno di avere.

Una Risposta to “Kim Peek, il vero Uomo della Pioggia”

  1. […] comunità scientifica si riferisce a costoro come ‘idioti sapienti’ e ne conta solo una manciata in tutto il […]

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