Il grande esempio dei giovani volontari in Liguria e Toscana

Ammesso che gli incresciosi eventi di vandalismo e violenza perpetrati da alcuni giovani e giovanissimi nel corso della recente manifestazione romana possa avere gettato una qualche ombra sulla già ambigua immagine che gli adulti hanno delle ultime generazioni, quanto stiamo assistendo in Liguria e Toscana smentisce ogni dubbio.

L’idea prevalentemente condivisa è il risultato di una superficiale generalizzazione. Una miscellanea di naturali pre-giudizi che sempre armano l’una contro l’altra le diverse generazioni e di fatti che, decontestualizzati e, debitamente, amplificati dai mass media, tendono a dipingere i giovani come privi di valori, di interessi, di ideali, di passioni, egoisti, edonisti, omologati, violenti… e vari altri simili attributi.

Una rappresentazione che, certamente, descrive alcuni ragazzi di oggi, ma, altrettanto sicuramente, non fa onore a molti altri loro coetanei diametralmente opposti.

Sono, dunque, tutti senza principi e facili prede di qualsiasi abile millantatore o sobillatore?

COME SONO I GIOVANI OGGI?

Chi riesce a guardare oltre, non accontentandosi delle apparenze, scopre una realtà ben diversa.

Una realtà che, negli ultimi giorni, ha visto in prima linea decine e decine di giovani disposti a “sacrificare” le vacanze per il ponte dei morti, a rinunciare alle varie feste di Halloween, per andare nelle zone colpite dall’alluvione a prestare soccorso.

Anche questi, che piaccia o meno, sono i giovani di oggi. Sono la spina dorsale della nuova società.

Ragazzi generosi, che non esitano a mettersi in prima fila per aiutare chi ha bisogno, che, se motivati opportunamente, sono in grado di dare a tutti noi, un grande esempio di humanitas, di responsabilità, di empatia, di senso civico.

Il mondo del volontariato, a differenza di quanto molti pensino, non è affatto popolato solo da pensionati che non sanno come occupare il tempo libero e desiderosi di sentirsi ancora utili alla società.

Ci sono moltissimi giovani impegnati su tutti i fronti dal servizio civile all’SOS, dall’assistenza agli anziani alla protezione civile.

L’INTERVENTO NELLE ZONE ALLUVIONATE

La testimonianza concreta di tutto ciò sono proprio i giovani volontari che stanno prestando soccorso in Liguria e Toscana.

È abbastanza naturale, non fosse altro che per la vicinanza geografica ed il tipo di emergenza, rievocare quanto era accaduto con la drammatica alluvione di Firenze nel 1966.

Mentre tutti guardavano con sospetto e disprezzo i trasandati capelloni in jeans, è stato proprio il loro aiuto l’elemento determinante nelle operazioni di recupero dei beni artistici tanto da meritare a loro il titolo di “angeli del fango”.

La medesima scena si sta ripetendo oggi.

E l’aspetto più interessante è che, contro ogni eventuale preconcetto, i giovani volontari in Liguria e Toscana, appartengono alle più eterogenee sfere sociali che spaziano dai Giovani Pionieri della Croce Rossa ai Giovani Padani.

Così, per esempio, commenta Flavio Di Muro “Ieri eravamo a Brugnato, c’erano 40 ragazzi che si sono dati da fare con pale e picchi, è forse un piccolo gesto di fronte all’entità dei danni, ma abbiamo voluto lasciare da parte la politica in questo particolare momento e diventare tutti volontari abbiamo portato anche un furgone carico di acqua e viveri di prima necessità”.

CHE COSA SIGNIFICA?

La risposta è semplice. Le ultime generazioni hanno nel DNA una speciale sensibilità, una particolare empatia, un tessuto di valori, in alcuni casi più robusto, in altri ancora fragile, che, dopo decenni di tentativi di rimozione da parte delle precedenti generazioni, ora sta riemergendo.

Inutile negarlo: alcuni ragazzi hanno comportamenti “di branco”, utilizzando un termine ormai ampiamente diffuso. D’altro canto, è proprio dell’adolescenza confrontarsi con i propri pari, i coetanei, socializzare con loro, identificarsi reciprocamente, in orizzontale, o, in verticale, con i propri idoli comuni (calciatori, cantanti, attori…).

È l’età nella quale si forma il carattere, la personalità, si inizia ad assumere una propria individualità. Certo oggi, questa fase della vita risulta più disorientante rispetto al passato perché il tessuto sociale, i modelli di riferimento, i valori, la cultura sono molto cambiati: il mondo è estremamente più complesso. E, di conseguenza, per i membri delle nuove generazioni è più complicato riuscire a gestire se stessi e l’ambiente che li circonda.

Ma, forse, prima di alzare il dito e scuotere la testa, dovremmo iniziare a porci delle domande.

Il loro smarrimento non potrebbe dipendere dal fatto che non abbiamo saputo dare a loro dei modelli positivi da seguire? Che non siamo stati capaci di trasmettere a loro dei valori che vadano al di là dei soldi, del divertimento, di un’effimera felicità?

È un esame di coscienza che si richiede alle generazioni precedenti.

È un’assunzione di responsabilità di chi si limita, oggi, a denunciare l’apparente degrado morale, etico, civile, sociale nei più giovani, senza rendersi conto che sono, semplicemente, il frutto del’ambiente sociale e culturale nel quale li abbiamo cresciuti.

Invero i giovani sono assetati di modelli positivi da seguire, di motivazioni che li spronino di ideali nei quali credere, di valori per i quali spendersi, di principi ai quali attenersi… ma, spesso, non riescono a trovarli, non hanno nessuno che li trasmetta a loro, che abbia il tempo e la voglia di accompagnarli in un cammino di crescita, perché è impegnativo e faticoso.

Concludendo, i molti ragazzi che sono partiti, negli ultimi giorni, alla volta della Liguria e della Toscana, possono essere tranquillamente annoverati nell’elenco dei nuovi eroi, per vari motivi. Prima di tutto perché hanno compiuto un gesto esemplare di solidarietà, di empatia, di responsabilità, di senso civico che molti adulti non sono stati capaci nemmeno di immaginare. Perché rappresentano una prova concreta del nuovo Spirito dei Tempi.

Perché hanno dimostrato quanto si sbagli chi continua a ripetere che siamo in un’epoca priva di valori e che le ultime generazioni ne sono la palmare dimostrazione.

Infine perché ci hanno dato un grande insegnamento di vita, sono stati capaci di superare le logiche egoistiche, individualistiche,edonistiche che, comunque, continuano a governare ampie fasce della società, dando spazio, invece ai valori che contraddistinguono l’era Multisensibile. 

2 Risposte to “Il grande esempio dei giovani volontari in Liguria e Toscana”

  1. Dalla mia lunga esperienza a contatto con i giovan ho imparato che non esistono cattivi ragazzi,bensì cattivi genitori o genitori assenti. Naturalmente è inevitabile qualche eccezione. Spesse volte esiste l’attenuante che i coniugi sono costretti a trascurare l’educazione dei figli per causa del lavoro che sottrae loro il tempo necessario per dedicare alla famiglia.Colpa delle istituzioni,che se dessero assegni familari adeguati potrebbero permettere alla madre od al padre di lasciare il lavoro per dedicarsi ai figli. Si lascierebbe così posti di lavoro liberi per chi deve iniziare il suo cammino nella società produttiva e si risparmierebbe il denaro per tenere in carcere molti giovani che non hanno potuto ricevere una corretta educazione.

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