No Worries Now: il ballo della speranza per i ragazzi terminali

Per chi si trova a dovere lottare contro un male incurabile, oppresso da ciò che gli consente di sopravvivere, è facile perdere il gusto dell’esistenza, godersi il piacere di qualche istante di spensieratezza, di ‘normalità’.

Ci sono molti che si prodigano nel tentativo di offrire a queste persone la chance di fuggire, un momento, dallo stritolante meccanismo della malattia e delle cure che essa impone, per un po’ di sano divertimento.

La storia di oggi è di un ragazzo che desiderava andare al ballo di fine anno con una sua amica che gli è stata sottratta da una grave malattia prima di realizzare il sogno.

E di come tutto ciò ha dato origine ad un evento molto significativo in grado di aiutare centinaia di giovani, malati, spesso terminali, a ritrovare, almeno per un attimo, la serenità che si addice alla loro tenera età.

Anna Rahm ha trascorso l’ultimo anno di scuola secondaria sottoponendosi a continue sedute di chemioterapia, di trasfusioni di sangue e piastrine ed interventi chirurgici multipli, inclusa l’amputazione della gamba destra.

“Vivere con una malattia che potrebbe ucciderti ogni singolo giorno, e chiedendoti solo se questo sia davvero il tuo ultimo giorno: ecco quale è la mia condizione”, commenta Rahm, alla quale è stata diagnosticata, la scorsa estate, una rara forma di tumore alle ossa chiamata osteosarcoma.

Ciononostante, la diciottenne di Chatsworth, California, è riuscita a diplomarsi ed a partecipare ad uno speciale ballo di fine anno scolastico (una nota usanza d’Oltreoceano) con altri 200 adolescenti costretti a convivere con una malattia, potenzialmente, letale.

IL NO WOORRIES NOW

Il ballo “No Worries Now” ha già nel nome qualcosa di particolare: “niente preoccupazioni adesso” è un invito alla spensieratezza, alla serenità, ad un’esperienza di leggerezza.

Che cosa c’è di strano in un ballo che faccia divertire?  

Il fatto è che si tratta di un evento volto a dare, proprio ai ragazzi portatori di patologie letali o molto gravi, l’opportunità di celebrare la loro vita e giovinezza in un clima accogliente e di goliardico cameratismo.

“Pensare che dovevo perdere i capelli per la chemio, per me, è stato un colpo più che sentirmi dire che avevo il cancro,” ammette Rahm nel commentare il suo stato e ricordare che, per ciò, avrebbe dovuto rinunciare al ballo di fine anno, per vergogna, pudore.

Ma poi ha scoperto l’esistenza di un altro ballo dove avrebbe potuto sentirsi, decisamente, a suo agio senza perdersi uno dei rituali fondamentali nella vita dei giovani americani: il ballo che segna, in un certo senso, il loro debutto nella società degli adulti.

“Al No Worries Now, la gente può guardarmi e capire quello che sto vivendo. Perciò, a dire il vero, con queste persone sento di avere uno speciale legame di intimità e non mi pongo nessun problema. Posso, per una volta, divertirmi in libertà.”

La mente che c’è dietro l’organizzazione di un evento tanto particolare è Scarf. Si tratta di una matricola della Cornell University, che ha creato la No Worries Now Foundation nel 2006, per ricordare la sua migliore amica, Shiri Gumbiner, scomparsa alla tenera età di 16 anni per un osteosarcoma: lo stesso male contro il quale sta combattendo la giovane Rahm.

“Avevamo deciso di andare al ballo di fine anno scolastico insieme, io e Grumbiner”, spiega Scarf. “Questo ballo è, un po’, come il grande traguardo per quelli che hanno frequentato i quattro anni di liceo. È era una delle cose che, davvero, speravo di riuscire a fare insieme a Gumbiner, prima che morisse. Ma non ce l’abbiamo fatta “.

Scarf ha voluto assicurarsi che la memoria dell’amica continuasse a vivere, proprio creando la Fondazione che le ha intitolato.

“Non voglio dimenticare come era affascinante e, sempre, molto divertente… ma, soprattutto, come era ottimista, malgrado quanto stesse passando”, dice Scarf. “Allora ho deciso che dovevo fare qualcosa per mantenere vivo il suo ricordo”

Così, in principio, Scarf ha pensato di creare un’organizzazione per raccogliere fondi per la ricerca sull’osteosarcoma.

Ma, il suo progetto si è, rapidamente, trasformato in qualcosa di molto più significativo e diverso, appena si è reso conto che poteva far vivere meglio lo spirito di Gumbiner, dando l’occasione agli adolescenti malati di potersi liberare, per un momento, del proprio fardello per vivere in modo sereno e spensierato un’esperienza simile ai coetanei.

“Per questi ragazzi, le loro battaglie contro la malattia proseguono per anni”, ammette Scarf. “E questa è  tutta la loro vita. Corrono continuamente una specie di maratona contro il loro destino che è segnato e non possono mai fermarsi neanche un istante per una sosta. è una corsa contro il tempo, contro la morte. Questo ballo vuole essere proprio la pausa che serve a loro per rigenerarsi, per staccare un attimo. vuole dare a loro un punto fisso, qualcosa al quale tendere, vuole catturare la fantasia di questi ragazzi ‘”.

Il ballo No Worries Now è rivolto agli adolescenti che hanno o hanno avuto una malattia potenzialmente letale.

Una rete di ospedali pediatrici e di organizzazioni contribuisce a diffondere il passaparola riguardo all’evento tra i ragazzi, che possono iscriversi ed avere tutte le informazione che desiderano andando sul sito web della fondazione.

Questa mette a disposizione di tutti i partecipanti e dei loro ospiti, dei vestiti che le sono stati donati, smoking, scarpe e gioielli, ma anche cappelli, parrucche, unghie e dei servizi di trucco.

Solo nel 2007,si è calcolato che più di 400 ragazzi portatori di patologie terminali hanno partecipato al No Worries Now. L’evento si svolge solo in California, ma Scarf, consapevole di quanto sia positivo l’effetto di questo appuntamento, mira ad esportarlo anche in altri stati.

È un gesto certamente ambizioso, ma mosso da una sincera generosità ed un profondo amore per il prossimo, radicato nella salda amicizia che legava e, nonostante la morte, continua ad unire Scarf all’amica.

Concludendo, Scarf crede che Gumbiner avrebbe molto apprezzato il suo gesto. “Penso che, se fosse stato qui, sarebbe molto orgoglioso… E io spero che, attraverso questa fondazione, molti altri giovani possano affrontare la propria situazione con lo stesso coraggio, la stessa forza Gumbiner”.

L’iniziativa del giovane in onore dell’amica scomparsa ci mostra un’altra sfaccettatura dell’empatia, dell’amore per il prossimo che lo rende una forza in grado di trascendere la morte, di dilagare, di diffondersi aggiungendo bene al bene, di dare la possibilità a tutti, almeno per un istante, di essere davvero felici.

Così Scarf entra nel novero dei nuovi eroi per il coraggio di trasformare il suo affetto per l’amica scomparsa in un impegno nella società, verso chi sta soffrendo per cercare di donare a queste persone un momento di spensieratezza e di sollievo.

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