L’11/11/11 e le vere origini della profezia Maya: tutto colpa di Colombo!

Mentre si avvicina la nuova data messa in calendario dai vari sedicenti profeti, fissata per l’11/11/11, è interessante uno studio che sta facendo molto discutere perché dimostra che il mito Maya, invero, non è tale ma il frutto di una serie di errori fioriti attorno ad un racconto di Cristoforo Colombo fortemente impregnato di sfumature apocalittico-millenaristiche.

HOOPES IL GRANDE ESPERTO E SCETTICO SUL 2012

Hoopes è considerato uno degli studiosi più precisi e puntuali nel tenere nettamente separati i fatti concreti dalla varie finzioni che stanno lievitando in modo esoso, riguardo al calendario Maya e della corrispondente previsione che il mondo finisca il 21 dicembre 2012.

Hoopes ha alle sue spalle un consistente numero di articoli accademici tesi a sfatare il mito del 2012, tra i quali ne spicca anche uno che propone una decodifica la controcultura apocalittica. Inoltre, Hoopes contribuisce a Wikipedia inserendosi nella schiera degli scettici riguardo il 2012.

LE ULTIME DATE DEGLI APOCALITTICI

Poche settimane fa, Hoopes ed i suoi studenti hanno studiato a fondo le due date nelle quali erano stati predetti cataclismi: il 21 e d il 28 ottobre.

Come abbiamo avuto modo di vedere insieme, a suo tempo, il 21 ottobre era una data selezionata dall’evangelista californiano Harold Camping, dopo che il 21 maggio, precedente giorno segnalato come fatidico, era trascorso senza che nulla fosse accaduto.

Un farmacologo svedese, autodidatta ed autoproclamatosi cosmologo Maya Carl Johan Calleman è, invece, uno della schiera dei convinti sostenitori della profezia che voleva il 28 ottobre come l’avvento di una coscienza unitaria in tutto il mondo.

PROSSIMO APPUNTAMENTO 11 NOVEMBRE 2011

La prossima data nell’ormai interminabile elenco di giorni, possibili scenari di eventi epocali di vario genere, è l’11/11/11. Questa volta la firma è direttamente del movimento della New Age che considerare l’11 di novembre il momento nel quale riceveremo le energie emergenti, in preparazione per una trasformazione radicale della coscienza, che avrà luogo il 21 Dicembre 2012.

LE VERE ORIGINI DEL MITO MAYA: CRISTOFORO COLOMBO?

Hoopes, stravolgendo i vari luoghi comuni nati attorno all’argomento,  sottolinea che “queste date tanto segnino un momento di trasformazione della coscienza quanto la fine catastrofica, sono comunque inserite nella grande narrazione del mito escatologico del 2012. E, a differenza delle varie erronee convinzioni che hanno sparso i mass media e gli pseudo-intellettutali del momento, il mito del 2012 non ha nulla a che fare con il calendario Maya, perché ha avuto origine con Cristoforo Colombo ed i missionari francescani”

Hoopes ha ricostruito le origini del mito Maya del 2012 attraverso varie rinascite nel XXI secolo.

Il mito si radica in una miscellanea di profezie astrologiche e bibliche europee del XVI secolo di stampo millenarista.

Colombo credeva che la sua scoperta del mondo delle “terre più remote” avrebbe consentito alla Spagna di riconquistare Gerusalemme portando a compimento gli eventi descritti nel Libro delle Rivelazioni.

Per convalidare le sue convinzioni, Colombo ha scritto un proprio libro riguardo alle Profezie, nel quale c’era anche il resoconto di un suo colloquio con un capo “Maya”  nel 1502.

COME SI E’ DIFFUSO IL FALSO MITO?

Questo racconto ha ispirato molte speculazioni dei primi esploratori e missionari, non meno che influenzato tanto gli eccentrici quanto gli studiosi, inducendoli a tratte una conclusione del tutto gratuita ed inappropriata: hanno attribuito agli antichi Maya – prima di qualsiasi contatto con gli europei – le credenze astrologiche e religiose diffuse in Europa nel 1500.

Da questo errore iniziale ha, subito, iniziato a fiorire un’interminabile numero di fraintendimenti e distorsioni che si sono via via rinnovati ogni volta che la cultura Maya è ritornata al centro della scena e dell’attenzione internazionale.

LA RINASCITA DEL MITO MAYA NEGLI ANNI ’60.

Così, da quando il mito Maya è rifiorito negli anni ’60, sotto forma dell’Era dell’Acquario, non ha ancora smesso di essere sulla cresta dell’onda dell’immaginario collettivo ed, oggi, più che mai prospera.

Hoopes aggiunge che l’Occupy Wall Movement riflette chiaramente una nostalgia per la cultura progressista del 1960.

Intanto il saldo dei libri pubblicati attorno al mito del 2012 ha ampiamente superato i 1.000, per non parlare della pletora di siti web e di trasmissioni televisive dedicati in tema.

E ORA IL 2012…

Hoopes si aspetta l’interesse per questo argomento non raggiungerà il suo picco fino a buona parte del 2012.

La paura e la fantasia sia vendono sempre molto bene e facilmente, soprattutto in tempi di incertezza, quali sono i nostri.

Credenze sulla fine del mondo e sulla radicale trasformazione si trovano anche in molte culture antiche, ma sono, particolarmente, attecchite nei tempi moderni, a partire dal 1499. E, a detta di Hoopes, sono anche molto legate alla cultura americana.

“Gli Stati Uniti hanno sempre abbracciato l’idea della libertà religiosa. Così sono sempre state parte del DNA degli americani le sette religiose, tra le quali si sono ampiamente affermate anche varie credenze occulte”, spiega Hoopes.

L’astrologia, le tavole Ouija, le sedute spiritiche, le canalizzazioni, gli spiritualisti, la vita extraterrestre ed una serie di pseudoscienze in tema, sono state tutte accolte senza molti problemi in alcune parti d’America. Così non stupisce di vedere Mary Todd Lincoln partecipare a sedute spiritiche per cercare di entrare in contatto con il figlio defunto o Nancy Reagan consultare gli astrologi.

Un pio desiderio o un pensiero magico aiuta a perpetuare i miti e le credenze che non hanno alcun fondamento scientifico.

“Se un racconto ha un messaggio morale, allora probabilmente non è un fatto scientifico. Storie fondate su basi scientifiche idealmente dovrebbero essere oggettive, non soggettivi”, dice Hoopes.

La persistenza del mito sul 2012 può rispecchiare la paura della morte che, da sempre tormenta tutte le civiltà dalle antiche fino alle attuali.

“È molto più facile discutere del pericolo della morte quando siamo tutti sulla stessa barca”, commenta Hoopes. “Creare una comunità interessata ad un determinato argomento mitiga le paure della gente e ci permette di proiettare la morale individuale sul mondo”.

La spiegazione di Hoopes sulle origini del mito, indebitamente attribuito ai Maya, ha una plausibile validità scientifica, così come la sua conclusione e la sua osservazione che, tutta la pubblicità che viene fatta al fenomeno del 2012 “ha, almeno avuto il merito di fare conoscere al grande pubblico il calendario Maya ed il solstizio d’inverno.”

CONSIDERAZIONI FINALI

L’unico aspetto non condivisibile è che una simile impostazione può finire con l’avvallare l’ipotesi postmoderna che i valori emergenti dell’empatia, della preoccupazione per l’ambiente, della responsabilità personale e sociale siano il frutto di un’aggregazione basata sulla paura, sul rischio e non nasca da qualche cosa di positivo. Se, infatti, fosse un legame motivato dal desiderio di affrontare un ‘nemico’ comune (inquinamento, catastrofi, guerre…) non si spiegherebbero molti fenomeni ai quali stiamo assistendo e, soprattutto, una volta scomparsa la minaccia o, qualora ne sopraggiungesse una maggiore, la solidarietà si sfalderebbe rigettando gli uomini nel proprio egoismo, nel proprio individualismo.

Invero, i legami che stanno costruendo la nuova società non sono dettati da logiche di paura, di utilitarismo, di funzionalità, di momentanea repressa aggressività, come quelle che hanno fondato la Modernità e la Postmodernità, ma di sensibilità, di empatia, di responsabilità, di compartecipazione.

2 Risposte to “L’11/11/11 e le vere origini della profezia Maya: tutto colpa di Colombo!”

  1. Non si sà la data precisa,ma oltre ai Maya la fine del mondo è predetta in questi tempi anche da Nostradamus ed altri.Se osserviamo i vari cataclismi di ogni genere che hanno fatto disastri e vittime in tutto il mondo in questi tempi,potremmo pensare che siamo vicini a qualche grosso evento mondiale.Non è detto che il mondo finisca, ma che si entri in una nuova era,non senza sofferenza.Gli yogi parlano di un’era che inizia il ciclo delle ere in meglio,poichè considerano l’attuale la peggiore di tutte.Anche i segreti che la Madonna di Medugorje ha affidato ai veggenti fanno intuire la fine del mondo.Penso che sia però probabile che finisca l’era del materialismo e che si entri in quella della spiritualità.

    • Concordo pienamente con la tua visione. A livello socioculturale stiamo vivendo una fase di radicali trasformazioni e mutamenti dalla quale stanno nascendo un uomo ed una civiltà completamente nuovi. Il balzo evolutivo, però, implica sempre l’abbandono del vecchio per sposare il nuovo e ciò, ovviamente, viene percepito in modo negativo da chi non ha la capacità se non di vedere, almeno di intuire quanto ci aspetta…

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