Il licantropo: realtà e leggende; beveroni druidici e cronaca di oggi

Nel bestiario demoniaco che popola, sin dall’antichità l’immaginario collettivo, quando non gli incubi, di uomini e comunità, compaiono varie figure mostruose e terrificanti, semi-umane e semi-vive che spaziano dai rinomati vampiri ai marginali uomini lupo.

PERCHÉ I VAMPIRI HANNO COSÌ SUCCESSO?

Di tali creature, alcune sono, decisamente, sulla ribalta e godono di una consistente copertura mediatica, mentre altre giacciono nell’ombra.

Negli ultimi tempi, come abbiamo già avuto modo di vedere insieme, i vampiri sono molto in voga: sempre sotto i riflettori del piccolo e del grande schermo, godono di titoloni sulla stampa e molta visibilità nel web, ed, in molte occasioni, compaiono con il loro aspetto belloccio. perché piacciono tanto è, quindi, subito detto: oltre alla loro eleganza esteriore, hanno un vissuto travagliato, tormentato, che dona a loro una curiosa ambivalenza, tra interiorità ed esteriorità. La loro relazione con i viventi non ha nulla di truce o truculento, si limitano ad addentare il collo delle vittime, lasciando due invisibili forellini ed, inoltre, succhiandone il sangue, donano ai malcapitati una ‘vita’ eterna. Il fatto, poi, di mordere sul collo ha, indubbiamente, in sé, qualche cosa di erotico, tanto è che il Conte Dracula, non di rado, si avventa contro donne, bellissime fanciulle.

QUANTO AI LICANTROPI…

Prima di sondare il motivo che relega gli uomini lupo, decisamente, in una posizione marginale vanno compiute alcune osservazioni.

A differenza dei vampiri, i licantropi ed i loro affini hanno una lunga storia e tradizione alle proprie spalle che li vede popolare i timori ed i tormenti di ogni era e civiltà.

Così incontriamo dei mutaforma, uomini che in determinate occasioni si trasformano in animali, a partire dall’Africa dove si trasformano in canidi e gli stregoni preferiscono mutarsi in iene per giungere sino, passando per i miti romani nei quali compaiono i ‘verispelle’ e delle magiche cinture di pelle animale che trasformavano in feroci mostri i loro possessori, per giungere ai guerrieri ‘ulfhedhinn’ o i ‘berserker’ presenti nella mitologia celtica e nordica che attribuisce la loro trasformazione in belve della guerra grazie a uno speciale beverone druidico, per giungere sino a figurare, come comparse, mai da protagonisti, in Herry Potter o La spada della verità.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL LICANTROPO?

I lupi mannari, invero, hanno ben poco dei tratti, per un cero verso, luciferinamente attraente dei vampiri.

Sono esseri mostruosi, ferini, irsuti, istintivi, bestiali, privi di qualsiasi classe. Privi di qualsiasi tipo di controllo, quando si avventano contro le proprie vittime, le sbranano, le dilaniano, le riducono in brandelli. A differenza dei vampiri che vivono la loro natura sempre e comunque, i lupi mannari, di fatto, sono uomini che, solo in alcune, precise occasioni, ossia con la luna piena, si trasformano in mostri sanguinari.

CHE COSA C’È DI VERO NEI LICANTROPI?

Alla base delle storie sugli uomini lupo e simili, c’è un florido terreno di realtà.

Le pozioni trangugiate dai guerrieri nordici sono sempre a base di segale cornuta o altri allucinogeni, come l’amanita muscaria, che rendono facilissimo, per chi le assume, provare la sensazione di imbestialire.

Non a casi, il grande medico latino Galeno spiega che nessuno può davvero diventare un lupo: ‘Coloro i quali vengono colti dal morbo, chiamato lupino o canino, escono di notte nel mese di febbraio, imitano in tutto i lupi o i cani, e fino al sorgere del giorno di preferenza scoprono le tombe. Tuttavia si possono riconoscere le persone affette da tale malattia da questi sintomi: sono pallidi e malaticci d’aspetto, e hanno gli occhi secchi e non lacrimano… È opportuno invero sapere che questo morbo è della specie della melanconia’.

La melanconia mannara, ha versato, però, non poco sangue diffondendo orrore e terrore.

Le cronache Settecentesche della regione agricola francese del G´vaudan, riportano di almeno 112 persone ammazzate tra il 1764 e il 1767, e gli omicidi vengono, comunemente, attribuiti ad una sorta di serial killer travestito da animale.

Ma abbiamo un caso anche tutto italiano: una strana bestia che imperversa nel milanese nel lontano 1792.

Un altro famoso caso ha come protagonista un certo Peter Strubbe che nei pressi di Colonia ha massacrato e cannibalizzato, nel 1589, un numero imprecisato di contadini (sedici le vittime accertate).

Stubbe credeva davvero di essere un uomo-lupo e dopo la sua esecuzione, durante la quale, per sicurezza, hanno conficcato la sua testa su un palo vicina a quella di un lupo. Dopo la sua morte, gli è stato dedicato il bestseller Biografia di un Licantropo che, nei giro di pochi anni, ha convito l’mezza Europa sulla veridicità della sua natura.

Mentre tutte queste prove danno un fondamento di una qualche verità al Lupo mannaro, la questione della luna piena e delle pallottole d’argento, le uniche in grado di uccidere i licantropi, invero, sono frutto di un immaginario collettivo, pelopiù legato alla cinematografia ed ai miti moderni che hanno oscurato tradizioni molto più antiche e realistiche.

MA CHE COOSA È, INVERO, LA LICANTROPIA?

Si tratta di uno specchio mitico-popolare che riflette il prorompere di tutta una serie di pulsioni come il sadismo e il masochismo.

Ha una valenza molto psicologica, che, in un certo senso, potrebbe quasi fornire una qualche spiegazione a molti fatti di cronaca attuali, nei quali improvvisamente, il marito amorevole, l’insospettato vicino di casa, lo zio o il nipote adorato, si trasformano in sanguinari assassini degni dei peggiori, raccapriccianti film dell’orrore.

Ossia, i lupi mannari, non si limitano a colpire la fantasia, ma, in un certo senso, entrano nella nostra storia quotidiana, sono il denominatore comune dell’interminabile scia di violenze, aggressività, efferatezze che costellano l’intero percorso delle civiltà e che hanno dato modo a Thomas Hobbes di parlare di un “Homo homini lupus”, per definire la natura umana. 

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