Qualche accenno sul simbolo della Croce

Mentre i giornali, oggi, riportano la notizia che la Regione Lombardia ha disposto di esporre il Crocifisso nei propri edifici, in nome dei valori e dell’identità della nostra Civilizzazione Culturale, proviamo a fare insieme qualche riflessione sul fretile territorio socioculturale nel quale questo segno giace.

LA BRUTALITÀ DELLA CROCE

Benchè la croce sia un simbolo presente in gran parte della storia pagana precedente a Gesù Cristo, quella della crocifissione ha un particolare significato storico perché rimanda ad una specifica tecnica di esecuzione in voga più di due millenni addietro.

In quanto strumento di una delle morti più vergognose e deprecabili, è detestata dagli ebrei. Pertanto è diventata un motivo di profondo scandalo con Gesù.

Come avrebbe potuto, colui che si proclamava il tanto atteso Messia, il re dei giudei morire su una croce?

I greci ed i romani hanno giustiziato migliaia di criminali e prigionieri proprio in questo modo. Possiamo ricordare che, per esempio, Alessandro Magno ha crocifisso 2.000 prigionieri di Tiro, dopo la caduta della città.

Si tratta di una forma di punizione, di solito, riservata a chi si macchiava dei reati più infami come il tradimento, la diserzione, il furto, la pirateria, l’omicidio e daltri crimini del genere.

L’utilizzo della crocifissione è proseguito durante tutto l’impero romano fino ai giorni di Costantino, quando è stata abolita come un insulto al cristianesimo.

Ma, secondo i cristiani, come ha potuto Dio permettere che il suo unico Figlio venisse sottoposto ad una morte tanto orribile? Perché Gesù è dovuto morire sulla croce? Che cosa ha fatto per meritare un simile fine?

Proviamo insieme a cercare le risposte che si dà il cristianesimo.

LA CROCE PAGA IL NOSTRO DEBITO

La Bibbia riconosce come una verità il fatto che tutti i peccati ed i torti vadano puniti.

Dopotutto, Dio è Giusto.

La giustizia esige che gli errori siano pagati.

Ciò vale anche per la giustizia terrena e, tanto più, per la divina.

Le leggi vanno rispettate, pena subire la debita punizione prevista per la loro non ottemperanza.

Dio ha dato all’uomo una serie di comandamenti (leggi) che devono essere rispettati. Quindi, non dovrebbe sorprendere che anche Dio applichi la giustizia nei confronti dei peccati umani.

La Bibbia dice,però, anche che nessun uomo potrebbe mai pagare il prezzo per i suoi peccati da solo.

Il suo peccato è punibile con la morte. Tanto è che la conseguenza del peccato originale è stata proprio la perdita dell’immortalità.

Così, la croce è il mezzo attraverso il quale Gesù ha pagato questo prezzo per tutti, e nel farlo, ha consentito alla creatura di riunirsi al Creator.

LA CROCE È DOVE DIO HA PORTATO A TERMINE TUTTA LA SUA OPERA

Se l’uomo potesse pagare il proprio debito con Dio, diventerebbe orgoglioso, presuntuoso, troppo confidente nella propria capacità di vivere senza bisogno del Padre. Per ciò Dio è l’unico artefice della salvezza dell’uomo e lo redime tramite la croce.

Alla fine, il Suo sforzo per salvarlo ed il Suo amore gratuito sono l’unica cosa della quale l’uomo può vantarsi. Egli sa che, da ultimo, i mortali finiscono per adorare tutto quello che li rende orgogliosi. Pertanto vuole essere l’unico oggetto di culto e la Sua opera sulla croce è il punto centrale della fede cristiana.

LA CROCE DIMOSTRA LA POTENZA SALVIFICA DI DIO.

La croce è la dimostrazione definitiva della potenza di Dio.

Ma questo può essere fonte di confusione per chi vuole vivere lontano da Dio. Per alcuni l’idea di un Dio che morto in croce per gli uomini è semplicemente pazzesca. Non ha senso da un punto di vista mondano. Ma ciò non dovrebbe sorprendere il credente.

IL SIMBOLO DELLA CROCE.

La croce è un simbolo della potenza di Dio, del lavoro che ha fatto per salvare l’uomo.

Nella sua interpretazione spirituale moderna, è un simbolo composto da quattro parti:

1. La parte verticale che rappresenta lo spirito il quale   scendere sulla terra dall’alto. Si tratta della forza di Dio, della luce e dell’amore-saggezza.

2. La sezione orizzontale è la materia, o l’uomo nella sua fisicità.

3. All’incrocio dei due bracci c’è l’uomo, nel suo essere una realtà composta di una parte fisica ed una spirituale, unite insieme. Il punto sulla croce, dove si intersecano i due elementi (orizzontale e verticale) è leggermente sopra il centro nel punto del “cuore” ossia è il simbolo dell’Amore.

4. Il risultato dei due elementi che si intersecano è l’interezza, la totalità: il Padre (verticale); il Figlio (orizzontale) ed i due insieme, la totalità o lo Spirito Santo o Dio reso manifesto nel fisico.

IL SIGNIFICATO SIMBOLICO DELLA CROCE

La Croce è il simbolo del cristianesimo… ciò nel quale i cristiani credono ossia che Dio ha mandato suo Figlio, Gesù Cristo, sulla terra e, dopo essere stato dileggiato ed avere subito atroci violenze, per esperire la peggiore delle morti possibili, malgrado fosse senza peccato ed innocente.

La croce è, dunque, il simbolo della morte del Figlio dell’Uomo, ma anche della sua resurrezione, del debito che Egli ha pagato prendendo su sé i peccati di tutti, per redimerli e sconfiggere anche l’ultimo nemico: la morte.

Non è un caso che, a Gerusalemme, nella Basilica del Santo Sepolcro, sotto il Golgota ci sia la tomba di Adamo. Il sangue sgorgato da Cristo crocifisso è caduto sulla tomba del primo uomo, per lavarne il peccato originale.

La croce è il simbolo più forte del cristianesimo, è parte intrinseca della sua identità. Ne concentra tutti i valori principali, ne racchiude lo stile e la filosofia di vita.

Ma, per esteso, è anche uno dei simboli più forti della Civilizzazione Occidentale.

Ne esprime l’appartenenza anche in modo ‘laico’, basti ricordare come i rapper di colore statunitensi abbiamo lanciato la moda delle grandi croci: a differenza di quanto molti credono, per loro, la croce era un modo per distinguersi e farsi riconoscere dai bianchi come non musulmani, ma fratelli nel cristianesimo, ossia un modo per cercare di essere meno discriminati (solo per il colore della pelle e non anche per la fede religiosa). 

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