Ma che egoisti e indifferenti: i giovani di oggi sono angeli con il fango sulle magliette

I giovani di oggi sono davvero così irrecuperabili? Ed i new media sono davvero così negativi?

Due amletici quesiti ai quali ci dà una chiara risposta la cronaca dei disastri degli ultimi giorni  in Liguria e Toscana .

I SOCIAL MEDIA

Il potere dei social network ed, in particolare, in Italia, di Facebook è in costante crescita.

I più scettici e refrattari ai nuovi media continuano ad additarli ritenendoli un’ulteriore fonte di alienazione, di individualismo, di creazione di relazioni superficiali, false, illusorie.

Invero, però, a fronte dei danni causati dalle alluvioni degli ultimi giorni, la famigerata rete sociale si è trasformata in un potente e prezioso strumento di solidarietà oltre che un’importante fonte e collettore di informazioni ed un esemplare mezzo di comunicazione.

È, perciò, inutile dire che qui, più che mai, Facebook dimostra quanto sia veramente solo uno strumento e che, perciò, il suo essere positivo o negativo dipende esclusivamente da noi, da come ce ne serviamo e dai contenuti che gli affidiamo da diffondere in Rete.

CHE COSA E’ ACCADUTO NEGLI ULTIMI GIORNI?

La risposta è semplice: è scattata una vera e propria gara di solidarietà.

In un continuo tamtam, da un profilo all’altro, dapprima sono comparse testimonianze ed appelli di solidarietà per le vittime.

Poi toccanti testimonianze dirette degli alluvionati con scritti ed immagini girate durante e dopo la calamità.

Nel frattempo, sono stati diffusi anche i primi messaggi di persone che si rendevano disponibili ad ospitare gli sfollati mettendo a disposizione le proprie case private o, addirittura, le camere di albergo, gratuitamente.

Infine hanno iniziato a circolare voci di potenziali volontari in cerca di ragguagli su come potersi rendere utile concretamente.

Tutto ciò, lungi dall’avere innescato il meccanismo perverso dell’egocentrismo e del narcisismo, ha, invece lasciato emergere un solido terreno di solidarietà, di carità, di empatia e carità, ossia di amore genuino ed empatia.

LE PAGINE FB

SOS LIGURIA TOSCANA

Nello stesso clima si inseriscono anche una serie di pagine che testimoniano di iniziative di solidarietà e volontariato.

Tra le altre, c’è SOS Liguria Toscana che recita:

Noi NON siamo pagati. NON raccogliamo soldi, ma siamo punto raccolta informazioni, appelli, offerte di aiuto. Il 45500 non è nostro, ma un’iniziativa di LA7 e Corriere della sera.

GLI ANGELI COL FANGO SULLE MAGLIETTE

Ma, una delle pagine più cliccate negli ultimi giorni, non a caso  conta 21.558 mi piace,  è Angeli col fango sulle magliette. Già nel presentarsi, chiarisce la sua filosofia:

Questa pagina è nata il 4 Novembre 2011 da un gruppo di giovani genovesi per raccogliere l’entusiasmo di tutti quelli che vorranno e si sentiranno di dare una mano – dopo che sarà passata l’allerta – alla Genova devastata dall’alluvione, come accadde nel ’70

Da notare sono almeno quattro aspetti:

  • in primo luogo, che si tratta di un’iniziativa promossa e gestita da dei giovani. e qui la domanda a tutti i detrattori delle nuove generazioni è di obbligo: ma i giovani di oggi non sono tutti egoisti, individualisti, apatici, con il cervello spappolato dalle droghe sintetiche e l’alcool, con l’unica ambizione del divertimento e della discoteca, privi di valori, sensibilità e responsabilità sociale ed ambientale? Non si tratterà magari di un superficiale stereotipo che ci impedisce di vedere la realtà, ossia che i giovani di oggi non sono tutti come i black bloc di Roma?
  • il secondo aspetto è il riferimento all’entusiasmo. Un attributo altrettanto bandito e tabuizzato nel parlare delle nuove leve. Nel comune ritratto dei ragazzi di oggi gli aggettivi più quotati gravitano nell’area dell’indifferenza, della noia, della depressione, dell’apatia, dell’insofferenza, della contestazione gratuita e manipolata. Una generazione grigia, demotivata, disorientata, incapace di sognare, di sperare, di progettare, orfana di valori e di ideali nei quali credere e per i quali spendersi. Ma allora da dove nasce questo entusiasmo? Non è, che, ancora una volta, l’immagine che ci siamo costruiti non corrisponde alla realtà?
  • il terzo punto che salta all’occhio è il “che vorranno e si sentiranno di dare una mano”. E qui, di nuovo, non manca il quesito: ma non ci avevate detto che sono egoisti, indomabili ribelli, anomici, amorali ed abuici? Allora come fanno a “Volere”? Fino a prova contraria per volere bisogna avere qualche cosa da volere e questo qualche cosa, per essere ambito, dovrebbe presentarsi ai loro occhi come valore o connesso a qualche valore. Ma non erano ragazzi senza valori, questi? E, poi, il ‘dare una mano’, l’aiutare il prossimo, magari anche estraneo, non necessita essere dotati di un qualche sentimento di solidarietà, di empatia, di carità, di disponibilità, di capacità di cum-patire?
  • infine come fanno questi giovani sradicati, orientati solo al presente edonistico, al qui ed ora, a ricordarsi dell’episodio degli anni 70? Ma questa generazion è davvero frutto di un costante lavaggio del cervello intentato dall’ideologia moderna e postmoderna, che li spinge a rifuggire e snobbare il passato come vecchiume indesiderato e ad aborrire il futuro, ad affondare le radici nel primo e slanciarsi verso il secondo?

Non meno significativa è la mission che si sono dati gli angeli col fango sulle magliette:

  1. Raccogliere l’adesione di tutti coloro che intendono dare una mano dopo che sarà passata l’allerta e ci sarà bisogno di ripulire e far rinascere la nostra città
  2. Raccogliere i contatti di tutte le associazioni, collegate alla protezione civile, che, coordinandosi con quest’ultima, metteranno in campo le proprie forze nel difficile e faticoso dopo-alluvione, e passare a queste i nominativi delle persone resesi disponibili al punto 1.
  3. Ricevere materiale e informazioni, sia sullo stato dell’alluvione, sia sulle associazioni di cui al punto 2.
  4. Raccontare cosa vedete, come state, come vi sentite, e di cosa avete bisogno.

In conclusione, va notato che questi giovani volontari come molti altri che spaziano dai Giovani Padani ai giovani della Croce Rossa, si sono realmente rialzati le maniche e sono, a tutt’oggi, in prima linea, in modo del tutto spontaneo e non remunerato.

Di qui l’ultimo dubbio che mi sovviene: non è che tutti gli adulti e gli anziani continuano a non vedere questi segnali forti e positivi dal mondo dei giovani, perché, forse, invece di essere in Liguria o in Toscana a spalare fango, sono comodamente seduti in poltrona a guardare la partita di calcio o sono in montagna a farsi il weekend?

O non è che, magari, la loro percezione e memorizzazione selettiva fanno brutti scherzi e impediscono a loro di vedere e di ascoltare l’encomiabile impegno di questi ragazzi?

Con quali argomentazioni ribattono ora, questi grandi soloni, per impedirci di inserire questi angeli col fango sulle magliette nella categoria dei nuovi eroi?

Una Risposta to “Ma che egoisti e indifferenti: i giovani di oggi sono angeli con il fango sulle magliette”

  1. Tanti giovani non solo li troviamo nei servizi per i disastri ecologici,ma in tanti generi di volontariato.La società non si rende conto che il loro sacrificio,completamente gratuito, è una risorsa morale ed economica incalcolabile.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: