Un’ispirazione angelica alla base di una rivoluzione nell’auto

Talvolta abbiamo delle idee geniali, sorprendenti, che non riusciamo a spiegarci.

Lo chiamiamo intuizione, illuminazione, ispirazione… ma, potrebbe anche non essere proprio solo frutto e tutto merito nostro…

Alcuni ritengono che certe nostre scelte, certe nostre azioni sono guidate o seguono i suggerimenti di qualcosa di esterno da noi.

A differenza delle nostre credenze possiamo dire che traiamo queste idee sorprendenti da un demone, come diceva Platone, da uno spirito come nelle culture animiste, da un angelo, un messaggero di Dio, per i credenti, uno spirito guida per i seguaci della New Age e discipline affini.

La straordinaria storia raccontata da Namio Kameda di Tokyo, riguardo ad un suo conoscente che ha tratto l’idea per una significativa innovazione nella costruzione delle automobili, partendo da un’esperienza extra-ordinaria.

Tutto accade il 6 marzo 1996, presso una grande azienda automobilistica del Sol Levante. I membri del gruppo di progettazione stanno lavorando ininterrottamente sul design della portiera per una nuova linea di automobili.

Ciascuno presenta la propria proposta che viene discussa insieme.

Alla fine i partecipanti alla riunione si rendono conto che nessuna delle idee emerse possa essere tanto significativa da venire trasformata nella portiera della nuova vettura.

Uno dei membri del team di lavoro, il signor K., mentre tutti gli altri proseguono a discutere e confrontarsi, ritorna improvvisamente al suo computer, resta un po’ in contemplazione del vuoto e poi, repentinamente, la sua mano afferra il mouse del computer ed inizia a muoversi da sola, proprio senza nessun tipo di intenzionalità da parte sua.

Lentamente inizia a comparire, sullo schermo, il disegno di una struttura della portiera. In questo istante tutto il rumore intorno a lui scompare ed una misteriosa scia, quasi una brezza profumata aleggia nella stanza.

Quando il disegno è completato, il signor K si accorge anche che c’è un uomo in piedi davanti alla sua scrivania. Sembra che sia lì da molto tempo.

E la sua presenza è così naturale che egli non vi trova nulla di strano, anche se nessun estraneo dovrebbe/potrebbe entrare in questa stanza.

Il signor K. lo descrive come un uomo molto alto, dalla pelle piuttosto scura, grandi occhi scuri e capelli neri, ma non riesce a determinarne la nazionalità.

Indossa un lungo abito bianco come quello di un medico.

Il signor K. è convinto che si tratti di un Messaggero di Dio.

Ma perché la sua presenza è così naturale e di fatto, il signor K. non si emoziona, non si intimorisce, non ha nessuna reazione davanti ad una visione tanto non consueta?

L’uomo gli dice che, per risolvere il problema della portiera, dovrebbe fare una struttura a nido d’ape, proprio simile a quella del disegno sullo schermo, anche perché potrebbe aiutare a risparmiare un po’ in quanto con quella soluzione  non ci sarebbe bisogno di un airbag sulla porta laterale.

Un altro consiglio del misterioso uomo in bianco è che sarebbe meglio usare la carta come materiale per rendere la struttura a nido d’ape perché la carta è sottile e leggera.

Il signor K., invero, non conversa con il suo ospite ma, in qualche modo, gli vengono in mente quelle idee come se si trattasse di una conversazione mentale, telepatica o una sua intrinseca convinzione. Appena ultimato definitivamente il disegno, l’uomo scompare.

Quando il signor K. mostra il progetto ai suoi colleghi, questi gli mostrano alcune perplessità riguardo alla resistenza di una così fatta portiera.

Ma il computer del signor K era collegato online a quello dei suoi superiori che, vista l’idea, subito, incaricano il gruppo di progettazione di perseguirla ritenendo eccellente la soluzione con il nido d’ape.

A questo punto il signor K. spiega chiaramente che la struttura a nido d’ape è un nuovo design ed ha la stessa resistenza di un normale air bag, ma è molto più economica, più sicura e non inquinante.

La direzione decide, dunque, di utilizzare questa struttura proprio per la possibilità di ridurre il prezzo auto, e programma la messa in produzione di massa della nuova portiera entro una settimana.

La storia del signor K è interessante perché può suggere alcune domande che, spesso, mi vengono in mente quando sento dei casi analoghi: come ci comporteremmo noi, davanti ad un’apparizione del genere?

La vivremmo in un modo altrettanto naturale?

Saremmo sconvolti, terrorizzati, incantati… o che altro?

Cambierebbe, in qualche modo, la nostra esistenza o continueremmo, tutti, a vivere come se non fosse accaduto nulla?

Sicuramente il nostro atteggiamento sarebbe influenzato anche dalle nostre credenze, dal nostro modo di considerare la vita e la morte…

2 Risposte to “Un’ispirazione angelica alla base di una rivoluzione nell’auto”

  1. Le storie dei Santi sono piene di casi simili. Anche Paganini raccontava d’aver sognato una presenza di un’essere che gli ha suonato col violino un pezzo bellissimo. Al suo risveglio si è messo a suonarlo, mettendolo poi nel suo repertorio col nome: il trillo del diavolo,forse il pezzo più bello da lui composto. Chissà che anche il diavolo possa qualche volta ispirare cose buone.

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