Pietro Guerini, il Comitato no194 e il significato del sì alla vita

Natale è la festa della vita, della gioia, dei bambini… Oggi vorrei riflettere un po’ con voi, sul significato della vita nei nostri giorni. Ed ho voluto chiedere aiuto ad una persona che sta combattendo un’importante battaglia proprio in nome del diritto alla vita dei bambini: Pietro Guerini, il principale responsabile nonché l’anima del comitato no194.

CHE COS’È IL COMITATO NO194?

A spiegarcelo è Guerini stesso: “Il progetto è nato su mia iniziativa nel luglio 2009, con i primi articoli che ho pubblicato sul web, dopo aver riflettuto sull’esito delle elezioni europee, che avevano visto la sinistra, culla ideologica della 194, scendere al 32% contro il 48% delle politiche del 1976, consultazione dalla quale nacque la legislatura che partorì la legge, memore anche di alcuni sondaggi favorevoli, per tutti uno dell’Eurispes di tre anni prima.”

Il fine esclusivo, esplicitato nel manifesto pubblicato sul sito www.no194.org, attraverso il quale pure si raccolgono le adesioni all’iniziativa, è quello di abrogare la L.194 per via referendaria, l’unica in concreto praticabile. In vista di tale obiettivo, ci stiamo radicando ed organizzando sul territorio ed abbiamo raccolto 5.000 adesioni, quasi tutte quest’anno. Il risultato che abbiamo ottenuto è quello di essere già il primo movimento antiabortista nazionale, scuotendo un mondo che era anestetizzato da un trentennio. Procederemo alla raccolta ufficiale delle firme quando avremo i numeri per acquisire le 500.000 sottoscrizioni in tre mesi richieste per legge e, comunque, in ossequio alla normativa referendaria, non prima del 2013, nell’ipotesi di svolgimento di elezioni anticipate il prossimo anno, nel 2014, in caso contrario”.

Si tratta, dunque, di un’iniziativa che intende riconoscere,di nuovo, alla vita il suo vero valore spesso appannato negli ultimi decenni.

L’ABORTO E LO SPIRITO DEI TEMPI

L’aborto è figlio di una particolare cultura egoistica, individualista, narcisista. Il progetto no194 potrebbe essere interpretato in due modo diversi. Da un lato, come un nostalgico ritorno al passato, un tentativo di rinnegare la cultura della morte, della libertà di scegliere, dell’indipendenza della donna… di oggi e, presumibilmente, di domani. Dall’altro potrebbe essere, anche, interpretato come una fuga in avanti, perché il comitato percepisce, nell’aria, nuove sensibilità, nuovi valori che stanno emergendo e che, pertanto, rendono di attualità culturale, etica e morale una simile proposta.

La posizione di Guerini, al proposito, ribalta la prospettiva: “L’uno e l’altro, sia pur consapevoli di dover lavorare molto, confidiamo nel fatto che gli specifici effetti in materia della sbornia nichilistico-sessantottina possano essere superabili, in considerazione del mutato quadro politico, della tendenza sempre più presente nella società a maturare in via autonoma le proprie convinzioni, svincolandosi dalle direttive degli stessi partiti, verso i quali si è diffusa una profonda sfiducia. Il tutto, consapevoli della peculiarità del nostro paese, che ha significativamente come capitale la capitale mondiale del cattolicesimo e che ha quindi nelle proprie radici gli anticorpi per combattere la grave patologia culturale che sta alla base della legalizzazione dell’aborto”.

IL VALORE DELLA VITA E LA VITA COME VALORE, OGGI

Se è vero che nella società Multisensibile si sta, progressivamente, delineando una tendenza a restituire alla vita la centralità che aveva prima della grande iattura degli anni 60, essa è altresì, come sottolinea Guarini, anche “il presupposto dell’esistenza del singolo cittadino e di ogni suo diritto ed è, quindi, il valore fondamentale su cui si fonda ogni società in ogni epoca.”

IL SIGNIFICATO DELL’ABORTO

A questo punto, diventa molto interessante, capire come si sia trasformati il significato dell’aborto nel tempo. La chiave di lettura suggerita da Guarini rimanda al fatto che “Ognuno di noi esiste in presenza di due presupposti: il concepimento e l’assenza di eventi letali durante la gravidanza e l’interruzione volontaria della stessa è l’evento letale casisticamente più ricorrente. Il significato è sempre il medesimo, il mancato rispetto verso la vita stessa della più debole (la concepita) e, nella minoranza dei casi, del più debole (il concepito).

L’ABORTO RENDE LIBERA UNA DONNA?

Come sottolineava, Madre Teresa in un’intervista degli anni ’90, l’aborto è un’illusione di libertà per la donna che crede di poter, così, gestire la propria vita. Invero la situazione è molto complessa, come ricorda Guerini, perché la possibilità di interrompere la gravidanza volontariamente, “la rende libera di esercitare il potere di vita e di morte su un altro individuo, che nella maggioranza dei casi, come detto, è un’altra femmina, negandole così una inesistenza intera e rendendola vittima del più grave atto possibile, tale da far impallidire la condotta del maschilista più efferato. Il fatto è di pari gravità anche se commesso ai danni di un maschio, che, in fondo, è pure esso un essere umano.”

Si manifesta così, uno dei grandi drammi che a causa della massiccia presenza di immigrati nel nostro Paese, sta prendendo molto piede, come dimostrano le cronache degli ultimi mesi. Seguendo una cultura misogina e maschilista, che non ha nessuna considerazione per la donna, molte immigrate, sapendo di portare in grembo una figlia femmina, decidono di abortire.

LE IDEE PROMOSSE DA CHI E’ FAVOREVOLE ALL’ABORTO

I sostenitori dell’aborto insistono, prevalentemente, secondo Guerini, su: “La libertà di scegliere, il tutto a scapito del più debole, colui che non lavora, quindi non guadagna, non compra, non sciopera, non protesta in piazza e, soprattutto, non vota, il quale non subisce una riduzione dello stipendio o il rifiuto del posto di lavoro ma viene direttamente soppresso senza avere alcuna tutela giuridica nei primi 90 giorni di gravidanza e disponendo di una tutela pressoché inesistente dopo il terzo mese.”

Le pecche di una simile posizione sono abbastanza chiare: “Tutti i limiti che sono contestabili al rispetto della vita nelle dittature più spietate , non a caso il primo paese che ha legalizzato l’aborto è stato l’Unione Sovietica nel 1921 e Hitler è stato un orgoglioso abortista che ha usato anche questa pratica per realizzare le sue teorie. Nessuno deve poter disporre della vita di un essere umano inerme.

I PUNTI DI FORZA DELLE PROPOSTE DEL COMITATO NO194

Guerini li identifica in: “la difesa della persona nella sua stessa esistenza, contro l’egoismo, la logica del profitto e le lobbies. Ricordo che il costo di un aborto varia dai 1.300 ai 5.000 euro, il che, moltiplicato per 5 milioni e mezzo di aborti ufficiali praticati in 33 anni dall’entrata in vigore della legge, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, si traduce in un minimo di 7.000 miliardi di euro (tra l’altro di denaro pubblico, quindi di nostro denaro) che non si sono certo volatilizzati ma hanno arricchito qualcuno. Ricordo anche gli oggettivi interessi delle case farmaceutiche, attraverso le varie pillole, che non mi risulta vengano donate alle utenti ma che abbiano un costo.

IL RUOLO DEI CENTRI DI AIUTO

Ciononostante, ci sono anche molte donne che non ci stanno che ci dimostrano come il coraggio di non abortire sia una scelta etica, morale, umana, una scelta di vita (sia per i genitori sia per il bambino). A tale proposito Guerini aggiunge: “So che i centri di aiuto alla vita salvano ogni anno parecchi esseri umani e le donne più coscienziose dalla disperazione e dal rimorso che sarebbero sopravvenuti. Non se ne conosce una che si sia pentita di essere stata decisivamente aiutata.”

CONCLUSIONI

Natale è la festa della vita, dei bambini… e Gerini, se dovesse dare alle donne indecise, sull’abortire o meno, un messaggio, direbbe a loro “Di prendere esempio dalla propria madre che le ha fatte nascere, di non lasciarsi condizionare dal messaggio culturale che inevitabilmente e lo so bene come avvocato) discende da una legge, in quanto ciò che è lecito non necessariamente è giusto, e dall’eventuale atteggiamento indifferente ed irresponsabile del potenziale padre della propria creatura, di farsi il più bel regalo possibile per i Natali successivi della propria vita.”

2 Risposte to “Pietro Guerini, il Comitato no194 e il significato del sì alla vita”

  1. l’aborto è un fatto grave, un’azione che sconfigge tutti anche le donne a cui hanno fatto credere di esercitare un diritto, in realtà è un sopruso perchè la sopressione di una vita non può considerarsi un diritto di nessuno, ma al contrario è negare il diritto alla vita ad un essere umano. allo stesso modo la legalizzazione dell’aborto non è a favore della donna ma contro la donna, contro la sua natura, ne è prova l’effetto destabilizzante che ha sulla loro psiche questo evento che provoca un disagio duraturo da cui faticano a liberarsi.
    le donne come sempre sono vittime, in questo caso le prime vittime di una cultura della morte che da decenni sta avvelenando la nostra società per destabilizzarla attraverso la demolizione della famiglia naturale agendo sugli elementi più deboli che sono il feto e la donna/madre. per fortuna qualcosa in questi anni sta cambiando siamo diventati tutti un po’ più sensibili, lo dimostra la meritevole iniziativa di guerini con il comitato no194 che mi pare stia raccogliendo numerose adesioni, un segno positivo che fa ben sperare per il futuro di tanti bambini e del problema della denatalità

    • Grazie Mara, per il tuo contributo. Condivido pienamente le tue osservazioni sul tema. Tantissimi auguri di Buon Natale a te e a tutte le donne che si trovano a dover compiere questa difficile “scelta” di vita🙂

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