Segni dei tempi: addio denaro… il ritorno del baratto

Il grande protagonista delle ultime settimane, in Italia come in molti altri paesi del mondo, è, a vario titolo, il denaro.

Stiamo assistendo alla più profonda crisi dell’Euro, la tanto decantanta moneta unica dell’Europa Unita, per la quale molti stanno giù recitando il De Profundis, mentre circolano, sempre più insistenti, voci di nazioni, a partire dalla stessa Germania, che, pare, stiano già battendo altra moneta.

Il Bel Paese è alle prese con una crisi grave che ha un notevole impatto sui singoli cittadini, sul mondo del lavoro, sulla politica, sulla cultura e, non da ultimo, sull’economia.

Così, mentre sempre più persone non riescono nemmeno a “raggiungere la terza settimana”, anche il Natale ha risentito fortemente del clima di austerity e di sobrietà, registrando, a quanto dicono i primi dati divulgati sull’andamento dei consumi per le feste, un netto meno 18% rispetto all’anno scorso.

Ebbene se una delle principali cause della defaillance mondiale è di natura finanziaria, legata, tra l’altro, alla perdita della convertibilità della moneta, il denaro sembra sempre più perdere il suo valore simbolico e convenzionale oltre che il suo valore di scambio.

È un po’ come se si stessero, più o meno velatamente, mettendo in discussione i secolari concetti di valore d’uso, valore di scambio e, persino, il valore di comunicazione implicito nei soldi.

A confermare questa crescente tendenza è l’emergere di una serie di fenomeni paralleli che vanno sempre più acquistando visibilità.

Così dal dono allo scambio merce stiamo assistendo alla riscoperta di feomr antichissime di relazione che sembravano, ormai, per sempre estinte.

Ma, invero, complici la crisi economico-finanziaria ed il profondo rinnovamento socio-culturale in atto, l’introduzione di inediti comportamenti ed atteggiamenti di consumo e sensibilità morali, etiche, ambientali, vanno assumendo una crescente attualità e si stanno diffondendo in modo considerevole.

All’interno si un simile contesto si inserisce la rinascita del baratto.

LA RISCOPERTA DEL BARATTO

Il baratto è stato, indubbiamente, la prima forma di commercio ed ora, sembra destinato a ritornare in auge, almeno in certi frangenti.

Il caso più evidente è quanto sta accadendo in Toscana ad opera della Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa ha che sta promuovendo il baratto agricolo con lo scambio di prodotti alimentari con altri anche non alimentari.

IL MECCANISMO DEL BARATTO

Per supportare la sua antichissima eppure nuova forma di commercio, la Cia di Pisa ha creato un portale/social network dove, tramite il processo di fidelizzazione tra gli utenti stessi, si dovrebbe innescare un meccanismo virtuoso di scambi giornalieri.

Il disagio che sta attraversando l’Italia sta trasformando profondamente anche la cultura, gli atteggiamenti ed i comportamenti di acquisto/consumo, pertanto, pare che i dirigenti ed i tecnici della Confederazione italiana agricoltori della provincia di Pisa hanno pensato di realizzare un portale sul web sul quale rendere possibile barattare i prodotti della terra con servizi o altre tipologie  merceologiche.

Quindi, ad esempio, 10 caciotte di pecore di prima qualità in cambio di un pigiama di puro cotone, 80 litri di vino rosso Doc di Toscana per un decespugliatore, olio extravergine d’oliva per un soggiorno di tre giorni in una Beauty Farm.

“Le scorte di alimenti invenduti nelle aziende agricole sono ingenti – spiega la Cia – si tratta di prodotti di grande qualità che non hanno trovato i giusti canali nel mercato, ma che hanno un valore e soprattutto farebbero la felicità di molti. Magari di quelle persone che, a loro volta, hanno eccedenze di altri beni che potrebbero servire alle famiglie degli agricoltori”.

UNA SOLUZIONE ER SODDISFARE TUTTE LE ESIGENZE

Nell’ottica della Confederazione italiana agricoltori le dinamiche del nuovo baratto dovrebbero facilitare le connessioni fra un considerevole numero di persone soddisfacendone le esigenze.

“Quante volte si ricevono, ad esempio, regali doppi o magari non si può partire per un viaggio già pagato, per l’imprevisto dell’ultimo momento. Si tratta di centinaia di casi ogni giorno, denaro che troppo spesso va in fumo, sprechi inaccettabili”.

In effetti il baratto agricolo nelle festività natalizie, si è rivelato uno strumento prezioso ed  utile a razionalizzare le economie familiari grazie al quale molti hanno potuto godere di tangibili benefici.

In effetti non ci vuole molto per entrare in questa logica che, comunque, pare assai promettente: “Serve un pizzico di attenzione, pochissimo tempo e un minimo di dinamicità. Non è certo la soluzione di tutti i problemi, ma è una cosa utile”.

CONCLUSIONI

Il baratto agricolo mostra, dunque, una sfaccettatura originale che sta prendendo corpo nella nostra società. Esprime un nuovo modo più genuino, di conferire un valore alla realtà, agli oggetti, ai prodotti. Un modo più diretto, più autentico, più concreto.

Così, al grande trend alla smaterializzazione che, negli anni passati si era manifestato in varie forme (dalle relazioni virtuali alle carte di credito, dall’economia dei servizi ai prodotti light…) sembra affiancarsi un controtrend alla materializzazione che si intreccia, non a caso, alla forte tendenza al radicamento, alla ricerca delle radic, di contro alla volatilità, allo sradicamento, il disembedding proprio della Postmodernità…

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