Alcune riflessioni internazionali sui valori del 2012,

L’arte di prevedere il futuro, in una società ipercomplessa quale è la nostra, è utopico quanto irrealistico: utilizzando i dati statistici non si otterrebbero risposte più sicure ed attendibili che ricorrendo ad una sfera di cristallo.

Tuttavia, lo studio delle tendenze socioculturali, può consentire di abbozzare, a grandi linee, lo scenario all’interno del quale, si verificheranno, poi, i singoli eventi che daranno vita alla realtà

Proviamo, dunque, a tratteggiare insieme un possibile quadro del 2012 assommando i risultati di molte ricerche condotte in vari paesi.

Premessa, giova ripeterlo, è che il seguente discorso, non ha nulla di predittivo, ma si tratta di un’analisi basata su risultati scientifici.

La cornice nella quale si inserisce il tutto è quella, riconosciuta da sempre più studiosi, di un grande cambiamento in corso nel modo occidentale, in termini di valori.

Non si tratta, dunque, di un mondo provo di morale, di etica, di principi, come molti postmoderni tendono a dipingerlo, ma dell’avvento di un inedito paradigma che, in un certo senso, resosi conto del fallimento dei modello proposti nell’ultimo secolo, sta cercando delle alternative sia recuperando valori tradizionali sia introducendone di inediti.

I VECCHI VALORI

Riassumendo le varie mappe valoriali tracciate da molte indagini, il comune denominatore dei valori alla base della società Moderna e Postmoderna, si basano su:

  • la famiglia, il gruppo, il partito o la classe sociale quando si tratta di lottare per gli interessi personali;
  • le ideologie e tutti gli -ismi, con la loro comprensione limitata, gli obiettivi stretti e le soluzioni a breve termine;
  • l’inflessibilità e la mancanza di immaginazione su come affrontare le sfide della nuova società;
  • l’individualismo come la lotta per se stessi, per ottenere sempre più in modo egoistico ed egocentrico;
  • i sistemi scolastici che mettono l’accento sull’apprendimento come mera ripetizione del sapere già consolidato

I NUOVI VALORI

Nella schiera dei valori emergenti rilevati da molte indagini, si annoverano:

  • un originale senso di identità, non inteso in termini egoistici ed egocentrici, ma come realtà unica ed irripetibile che, però, per essere tale, ha bisogno degli altri (è il concetto di Uni-Cum);
  • il senso di comunità e di un’interezza tra le varie appartenenze che ciascuno di noi ha: la famiglia, i gruppi, le comunità, le fasce sociali;
  • una consapevolezza che un “tutto” -una nazione, una famiglia, un gruppo… – funziona solo quando le leggi, i sistemi fiscali e l’organizzazione sociale soddisfa le esigenze di tutti i membri che vi appartengono;
  • dei modelli di comunità flessibile e vibrante
  • la possibilità di osservare la realtà da prospettive inusuali per trovare le soluzioni alle sfide future;
  • una formazione che mette in risalto la cultura, la flessibilità, la creatività ed il pensiero indipendente, senza, però, rinnegare e pretendere di fare tabula rasa del passato (come i moderni ed i postmoderni)

Il passaggio dai vecchi ai nuovi valori è, da molti, collocato, temporalmente, tra il 2011 ed il 2012… Per inciso, non mi riferisco alle varie profezie dei Maya et similia, ma a studi scientifici di tendenze socioculturali.

La transizione è determinata da una nuova tendenza che può essere sentita, in alcune comunità, più rapidamente che in altre, ma che rischia di venire rallentata e posticipata anche di anni dall’inerzia e dal conservatorismo.

Tuttavia, il passaggio ad un sistema di valori originale, non è esente da alcune conseguenze nefaste. La più evidenziata dagli studiosi è un’apparentemente inevitabile incremento di alcuni atti di terrorismo nel mondo occidentale. L’effetto collaterale positivo è che ciò dovrebbe innescare una serie di meccanismi propensi al rafforzamento del senso di appartenenza e comunità, alla coscienza collettiva e l’identità, il radicamento ed il desiderio di collaborazione, l’empatia ad il desiderio/dovere di custodire i nostri valori umani condivisi…

LA TRANSIZIONE IN ALCUNI PAESI

Indubbiamente il quadro che si sta prospettando in Europa è tutto fuorchè semplice ed accomodante. A due lustri dall’introduzione della moneta unica, iniziano ad avanzare dubbi persino sull’Euro, sulla sua validità e tenuta.

Intanto la Gran Bretagna si è chiamata fuori, Francia e Germania si ergono a dominatori, peraltro non poi tanto forti, date alcune problematiche interne, Spagna, Italia e Grecia si trovano in una profonda crisi…

In una chiave di lettura socioculturale, la crisi economica nel sud dell’Europa ha una funzione che supera ampiamente sia gli intenti o gli effetti, più o meno desiderati di chi l’ha innescata, perché, sul lungo termine, è destinata ad assumere un ruolo catartico e di elemento che forza una conversione più veloce sia in termini di comunità  sia in quanto a formazione e risveglio di  coscienza.

La ragione principale della crisi, si può un perseverare a seguire i valori prima inseriti nella categoria dei ‘vecchi’, trascurando i ‘nuovi’

I cambiamenti in Grecia sono giustificati, tra l’altro anche, dal fatto c sempre più persone si sono rese conto che l’egotismo familiare e l’egoismo di classe (inclusa la corruzione e l’economia sommersa) sono stati i veri detonatori della crisi economica. Avendo compreso ciò si sono creati i presupposti per una migliore organizzazione ed un più appropriato utilizzo delle risorse della società.

Il quadro che viene dato dell’Italia è, complessivamente, ritenuto più difficile da cambiare, perché l’attenzione è ancora troppo distratta da tutto il resto fuorchè sulla vera situazione sociale che è il cuore della transizione.

CONCLUSIONI

Come in ogni periodo di transizione, è ancora più difficile riuscire a definire quanto sta accedendo e, perciò, anche a leggerlo in modo corretto.

L’indispensabile è di prendere le distanze dagli schemi e dalle logiche precedenti e riuscire ad analizzare la situazione da prospettive originali per trovare soluzioni più consone alla complessità dilagante.

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