Il Giardino degli Angeli: riflessioni sul primo cimitero per i bambini mai nati

È di ieri la notizia che a Roma, presso il cimitero Laurentino, un’area verde di 600mq, chiamata il Giardino degli Angeli, verrà adibita alla sepoltura dei corpi dei bambini che non sono mai venuti alla luce a causa di un’interruzione di gravidanza spontanea o terapeutica.

Un’iniziativa nobile che intende riconoscere e restituire la dignità di esseri umani a chi è stato abortito…

Ma esploriamo insieme alcuni aspetti dell’interessante questione.

BAMBINI, NON FETI?

In primis ci tengo a sottolineare la mia scelta, consapevole, di definirli “bambini” e non, semplicemente, “feti”. Se avessi optato per il secondo termine, scientificamente più corretto, avrei potuto insinuare un qualche dubbio, sul quale si sta svolgendo un serrato dibattito etico-morale, sul momento dal quale un embrione si trasforma in essere umano. O, in termini religioso-spirituali, da quando un’anima si accompagna ad un ammasso di cellule.

Ebbene, per alcuni, un feto è solo carne e diventa un uomo solo una volta nato. Altri ritengono che l’anima entri nel corpo ad una determinata fase dello sviluppo del feto. Ma non spiegano come possa avvenire un simile cambiamento di essenza, ontologico.

L’ipotesi, a mio parere, più plausibile è che immediatamente, appena lo spermatozoo feconda l’ovulo, si forma una nuova creatura già dotata oltre che di corpo, anche di un’anima, una mente ed uno spirito.

CHE COSA SUCCEDE OGGI AI BAMBINI ABORTITI?

Il quesito è tanto pertinente quanto più inquietante la risposta.

Oggi i bambini abortiti, di prassi, qualora i genitori non presentino una richiesta specifica, vengono riposti in sacchetti di plastica e smaltiti come rifiuti speciali.

RIFIUTI SPECIALI?!

Già perché se sono solo ammassi di carne, che altra fine dovrebbero fare?

È la logica conseguenza di una cultura della morte che consente ad una madre di decidere se un bambino può venire alla luce o se ucciderlo, perchè l’interruzione della gravidanza (un termine che tenta di mascherare un assassinio sotto una coltre di fredda scientificità).

Di fatto, le normative vigenti non consentono di delineare un quadro organico per il trattamento dei feti e dei bambini mai nati così da armonizzare la disciplina di una questione tanto complessa e delicata con la sensibilità di ciascun individuo rispetto all’argomento.

IL GIARDINO DEGLI ANGELI

“Il progetto -come spiegano gli organizzatori- risponde all’obiettivo di assicurare un luogo di sepoltura ai corpi dei bimbi non nati i cui corpi, in mancanza di richiesta esplicita di seppellimento, vengono smaltiti alla stregua di rifiuti ospedalieri”.

È un segno di civiltà e di umanità, di rispetto della dignità umana, di riconoscimento che la vita stroncata dall’aborto era comunque, una creatura, indipendentemente dall’essere nata o meno.

IL DUBBIO

Come già sottolineato, il Giardino è un interessante trovata che può, quantomeno, contribuire, seppur poco, a creare una coscienza collettiva ed una mentalità in grado di riconoscere il vero valore della vita umana dal primo istante. In un’opera così meritoria, però, non manca di levarsi un dubbio: una mamma che ricorre all’aborto, quanto valor dà alla vita e, di conseguenza, alla morte del  figlio che concepito e ha portato in grembo?

CONCLUSIONE

In un certo senso, il Giardino degli Angeli, è una trasposizione terrena di quella parte del mondo dell’Aldilà, definita come Limbo, che venne creata dalla Chiesa per accogliere proprio anche le anime dei bimbi morti senza essere stati battezzati.

Riassumendo, dunque, è un’impresa coraggiosa, degna di valore e meritevole di stima perché contribuisce a restituire valore umano a dei bambini ai quali è stata negata ricevendo il meraviglioso dono della vite e, subito dopo, venendone defraudati.

È un azzardo che vuole andare oltre le polemiche sulla legge dell’aborto, oltre i giudizi sulle donne che scelgono di interrompere la gravidanza.

È un modo semplice per schierarsi dalla parte dei bambini che non saranno mai tali, per difendere la loro dignità di esseri umani, per cercare, in qualche modo, di riconoscere la vita che è, sebbene per breve tempo, scorsa nelle vene dei loro fragili corpicini, del fioco bagliore di un’esistenza spenta ancora prima di essere accesa, ma pur sempre un’esistenza degna di lode, degna di un amore che, per varie ragioni, è stato a loro negato… 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: