Epifania: dai Magi alla Befana. Leggende, storia e tradizioni

Epifania significa “manifestazione” e ricorda, agli uomini, la prima presentazione di Gesù al mondo.

Attorno all’Epifania gravita un’ampia rosa di tradizioni popolari che meritano di venire ricordate.

I RE MAGI

Sono i protagonisti di questa festa cristiana che ne ricorda l’arrivo alla capanna di Betlemme, dopo un lungo viaggio, seguendo la luce della Stella Cometa.

Così, nel presepio, il 6 gennaio, le loro tre statuine vengono spostate davanti alla mangiatoia, al cospetto del neonato figlio di Dio.

Ma chi sono in vero i Re Magi? Quale è la loro storia legata alla nascita di Gesù?

Di loro si parla in diverse fonti ed il numero tre pare non sia che una convenzione. Il testo ufficiale che ricorda l’episodio è il Vangelo secondo Matteo.

PERCHÉ MAGI?

“Magi” si riferisce, con molta probabilità, al termine greco magos, titolo proprio dei sacerdoti della religione dello zoroastrismo professata, in modo eminente, nell’Impero persiano. Esso indicherebbe, dunque, “uomini saggi”, competenti, tra l’altro, anche nell’arte dell’astrologia. Mentre i persiani chiamavano magi questi saggi, gli ebrei li definivano scribi, i greci filosofi e i latini savi.

I 3 re magi erano, si presume, persiani provenienti dalla vicina terra ad oriente della Palestina.

Secondo alcuni studiosi, essi sarebbero, invece, originari di paesi assai più lontani e rappresenterebbero i 3 continenti: Asia, Africa e Europa per sottolineare l’importanza dell’avvenimento e che Gesù era venuto per il il mondo intero il quale, a sua volta, gli rendeva omaggio.

LA STORIA

I Re Magi, invero, erano tre importanti studiosi degli astri, tre saggi orientali. Matteo narra il loro arrivo a Gerusalemme e la loro visita ad Erode, il re della Giudea, domandandogli dove si trovasse “il re che era nato” poiché avevano “visto e seguito la sua stella”. Nella cultura orientale, si credeva che l’apparizione in cielo di un nuovo astro segnalasse agli uomini la venuta al mondo di un grande re.

E la grandiosità del nuovo re era, a loro detta, denotata dal fatto che non fosse una semplice stella, bensì una cometa.

Erode, ignaro della profezia dell’Antico Testamento, consultò i suoi scribi e venne a sapere che la città natale avrebbe dovuto essere Betlemme.

Guidati dalla stella, i Re Magi giunsero al cospetto del nascituro e lo adorarono offrendogli in dono oro, incenso e mirra.

I DONI DEI MAGI

L’oro è un simbolo regale che rende onore alla nascita di Gesù,re dell’Universo. L’incenso, essendo, ai tempi, la tipica offerta votiva per le divinità, riconosceva la natura sovra-umana di Gesù. La mirra era una pianta medicinale utilizzata come unguento per le imbalsamazioni dei morti, intesa come simbolo di preservazione del corpo dalla corruzione fisica, è un presagio della fine di Cristo che sarà anche l’inizio della redenzione dell’umanità.

Invero, il termine “Cristo” con il quale viene appellato Gesù, significa in realtà “unto” ovvero consacrato tramite unzione per ricoprire il triplice ruolo di Messia, re e guaritore.

LA FINE DELLA VICENDA DEI MAGI

Dopo avere incontrato il Bambino, i Magi furono avvertiti, in sogno, di non tornare da Erode, come gli avevano promesso, per segnalargli dove si trovasse il nuovo re così che potesse , a sua volta, andare ad adorarlo. Fu così che i tre tornarono in patria. Erode si adirò molto per l’inganno ed ordinò alle proprie guardie di uccidere tutti i neonati al di sotto dei 2 anni di età per essere sicuro di sbarazzarsi di quello che considerava un suo pericoloso pretendente. Di qui la strage degli innocenti.

I MAGI A SANT’EUSTORGIO: LEGGENDA, STORIA E TRADIZIONI

A Milano, nella “cappella dei Magi” all’interno della basilica di Sant’Eustorgio, è ancora conservato un sarcofago di pietra, attualmente vuoto, che un tempo avrebbe contenuto le spoglie dei Re Magi. La storia, frammista alla leggenda, vuole che, allorché Federico Barbarossa ordinò la distruzione della chiesa, per una serie di vicissitudini, i resti dei corpi dei Magi vennero trasferiti in Germania, nel  Duomo di Colonia, dove ancora oggi ne è conservato il reliquario.

A Milano restò solo la medaglia forgiata con l’oro donato dai magi al bambino Gesù, esposta nella Chiesa di Sant’Eustorgio, insieme al sarcofago, il giorno dell’Epifania. Con il tempo, dopo lunghe trattative, i milanesi riuscirono a riottenere parte delle spoglia dei Magi, deponendo in un’urna di bronzo le reliquie che, ora, riposano accanto al sepolcro vuoto, con la scritta che ne ricorda i natali “Sepulcrum Trium Magorum”.

Il giorno dell’Epifania, ogni anno, a Milano, si ripete il corteo in costume, con tanto di Re Magi, che si reca dalla chiesa di Sant’Eustorgio al Duomo, dove viene celebrata dall’arcivescovo la messa.

LA BEFANA 

UN ANTICO RITUALE CELTICO E PAGANO

Nel mondo celtico e pagano c’era la credenza che, nelle notti di inverno, volassero sui campi appena seminati, figure femminili in grado di propiziare il raccolto.

La Befana, dunque, sarebbe nata quasi a mo’ di superstizione o come avviene una manna dal cielo, inventata dal popolo ansioso di un buon raccolto. Secondo gli antichi romani a guidare le fanciulle volanti era Diana, dea lunare della vegetazione; per altri, invece, il compito spettava alla divinità misteriosa di Satia, nome che deriva dal latino satiaetas, ovvero sazietà.

Il suo aspetto poco piacevole segue una tradizione, una leggenda, che si tramanda nei secoli. La Befana, vestita di stracci e gonne malmesse, mantiene il suo povero aspetto iconografico per un preciso motivo: essa rappresenta la natura ormai spoglia poiché  arriva portandosi via un anno “consumato”, vissuto, inevitabilmente punteggiato di pene e sacrifici che, la vecchia, avrebbe il compito di spazzare via. Pertanto, l’aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l’anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per “rinascere” come anno nuovo, mentre l’uso di fare doni assumerebbe un valore propiziatorio per l’anno appena nato.

Nel suo valore di figura sacrificale, la Befana venne riconosciuta dalla Chiesa che la bruciava proprio in segno di buon auspicio. Un’usanza che influenzò anche la tradizione popolare fino ai nostri giorni.

Ma, se per alcuni la vecchia donna simboleggiava un periodo ormai concluso, vissuto e consunto, in Italia la festa dell’Epifania ha assunto un significato un po’ diverso che si ricollega anche ad una leggenda nella quale confluiscono e convivono in un meraviglioso sincretismo la tradizione pagana e cristiana.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA ED I MAGI

Poco dopo la nascita di Gesù, i Re Magi, partiti dall’Oriente, al seguito della stella cometa, si diressero verso Betlemme per rendere omaggio al Bambino con preziosi doni.

Ad un certo punto, però, la stella scomparve improvvisamente dal cielo ed i tre furono molto disorientati. Come ritrovare la capanna senza loro guida celeste?

Ormai sul punto di desistere dall’impresa, decisero di chiedere indicazioni ad una vecchina che incontrarono.

E la donna mostrò a loro la giusta direzione da seguire però, malgrado le insistenze dei Re Magi affinché si unisse alla comitiva per visitare insieme il Neonato, ella rifiutò e ritornò nella sua umile abitazione.

In seguito, pentitasi di non averli accompagnati, preparò un cesto colmo di dolci e di ogni altra leccornia e si mise, a sua volta, in cerca di Gesù e dei Magi.

Fu così che, per ore ed ore, sì calò dai camini di ogni casa incontrata lungo il cammino, lasciando i dolci più deliziosi per i bambini che vi abitavano, nella speranza di visitare, tra gli altri, anche il luogo dove abitava il piccolo Gesù. Ma tutta la sua fatica fu vana. Perciò, da allora, la Befana, ogni anno, nella notte tra il 5 ed il 6 di gennaio, passa di casa in casa portando doni a tutti fanciulli sperando, così, di farsi perdonare per non essere andata con i Magi da Gesù.

BUONA EPIFANIA A TUTTI

2 Risposte to “Epifania: dai Magi alla Befana. Leggende, storia e tradizioni”

  1. BELLISSIMA LA BEFANAAAAA
    ma come sei riuscita a fotografarla al lavoro!!!???
    noto una certa somiglianza…. ma adesso mi sfugge con chi…
    Auguri BefAda!

    • Non l’ho fotografata io… ho trovato la foto nella calza al posto del carbone! Non ho capito, però se me l’ha lasciata perchè non sono stata poi molto buona, quest’anno o perchè mi vede bene come sua sostituta! Auguri😉

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