La riscoperta del valore della vita: lo scenario dell’antiabortismo in Itialia

Nelle scorse settimane abbiamo ascoltato le parole di Pietro Guerini – Portavoce nazionale no194- in merito alla questione dell’aborto. In seguito alla pubblicazione di tale post, molti amici ed amiche della community del Wellthiness, mi hanno sollecitato ad approfondire ulteriormente la questione.

Per cercare di tracciare meglio la mappa delle diverse posizioni che ci sono in Itala al riguardo, vediamo, insieme, come descrive lo scenario, ancora Guerini.

Nella sua prospettiva, egli identifica quattro diverse posizioni dell’antiabortismo all’interno del panorama nazionale.

DIFENSORI DELLA 194

In primo luogo presenta i difensori della 194, tra i quali pone, come rappresentativo, il pensiero di Giuliano Ferrara, Direttore de Il Foglio. A suo avviso, per il giornalista, “La stigmatizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza è assolutamente esplicita.”

Malgrado la stima per il suo coraggio e l’onestà intellettuale per il coraggio delle sue prese di posizione, Guerini sottolinea, però, di non avere “condiviso la sua battaglia con la lista “Aborto no grazie” alle elezioni politiche del 2008, in quanto, anzitutto, in quella sede dovevamo scegliere un governo e , in secondo luogo, una competizione di quel tipo non la si può affrontare con una lista nata da soli due mesi, tanto più con uno sbarramento al 4% su base nazionale alla Camera, ma ho apprezzato, oltre al suo coraggio, la portata culturale dell’iniziativa… La battaglia di Ferrara, quindi, è puramente culturale, la 194 non va toccata perché va bene così.”

CRITICI VERSO LA 194, MA RELATIVISTI

La seconda posizione è appannaggio di chi considera la legge, per quanto deprecabile, importante e “del tutto relativa, poiché centrale è un mutamento culturale”.

Inoltre, secondo questa ipotesi, “La 194 non deve essere attaccata perché del tutto inattaccabile, in un referendum i favorevoli all’abrogazione sarebbero pochissimi. Come si può notare la centralità / esclusività, dell’elemento culturale è comune alla posizione precedente, ancorché la valutazione del contenuto della legge sia diversa, il cui tentativo di abrogazione costituirebbe comunque un’operazione velleitaria.” Sostenendo, nel contempo, la centralità dell’orientamento culturale dell’opinione pubblica ed una visione pessimistica circa la tendenza “pro life” della stessa, a detta di Guerini, questa corrente, “conclude fatalmente con un atteggiamento di rassegnazione generale , circa la diffusione della pratica abortiva e l’inattaccabilità della legge che la disciplina. In concreto, non vi sono soverchie differenze tra sostenere che una legge non deve essere abrogata o che potrebbe essere abrogabile solo in astratto , dopo una campagna culturale apocalittica, tale da rovesciare di 360° la coscienza collettiva di un paese di 60 milioni di abitanti.”

SCONFITTI E RASSEGNATI

“La rassegnazione caratterizza anche questa posizione, meno moderata delle precedente e tipica del Movimento per la Vita che, nella centralità della legge ha creduto, tanto da poter vantare la promozione del primo referendum a ciò finalizzato, svoltosi trent’anni fa, sia pur con esito negativo.

E forse ci crede pure oggi, solo che questa via viene considerata assolutamente impraticabile.”

La rassegnazione si traduce, di fatto, nell’inconcludenza e “nella diversificazione del proprio impegno in battaglie simboliche e purtroppo del tutto inutili, come quella generica per i diritti del concepito, totalmente ininfluente sul contrario diritto di interrompere volontariamente la gravidanza, per giunta combattuta in un ambito ultralaicizzato come quello europeo, ad abundantiam, presso organismi giuridicamente incompetenti a decidere sulla legalizzazione dell’aborto”

ABROGAZIONISTI TEORICI

Si tratta, per Guerini, di “una categoria in estinzione, poiché la nostra associazione sta raccogliendo tutto l’abrogazionismo nazionale, peraltro sino a due anni fa quasi inesistente e limitato a gruppi tanto piccoli quanto valorosi, indirizzandolo verso un’iniziativa concreta.”

Quindi, resterebbe solo qualche caso isolato di impegno, perlopiù formale.

ABROGAZIONISTI PRATICI  

È la posizione di no194.

“Se un fenomeno è aberrante” commenta Guerini, “la legge che lo legalizza (una legge può anche vietare) va abrogata, anche per la sua profonda, impareggiabile portata culturale, in considerazione della ovvia tendenza dell’opinione pubblica a considerare giusto (o comunque non grave) ciò che è lecito. La sua abrogazione presuppone necessariamente un orientamento favorevole (quindi culturalmente favorevole) da parte dell’opinione pubblica, ma tale orientamento non può essere frutto di un indottrinamento di massa (impossibile in democrazia) o di un’attività informativo-editoriale (fisiologicamente circoscritta a ristretti gruppi di soggetti interessati alla materia sottesa, di regola già schierati), ma può maturare solo da un vasto dibattito, che non può che nascere da un’iniziativa che punta ai diritti dei singoli, quindi di interesse pubblico. Se raccogli le firme per promuovere un referendum finalizzato ad abrogare una legge che riconosce un diritto al cittadino, non puoi essere censurato.”

“A seguito del dibattito,” aggiunge Guerini “ciascuno maturerebbe la propria convinzione. L’esito non è scontato, per l’alta percentuale di soggetti che non hanno alcuna effettiva posizione in materia, e, anche se lo fosse, meglio combattere e perdere che sconfiggersi da soli non combattendo, magari in attesa che cada la manna dal cielo. Anche perché, nel nostro caso, la sconfitta dura in modo permanente da oltre trent’anni.”

CHE COSA È CAMBIATO NEL 2011 NELL’ANTIABORTISMO ITALIANO?

La risposta di Guerini rimarca la forte tendenza socioculturale alla multisensibilità fondata, tra l’altro, proprio nella riscoperta del grande Valore della vita, dell’etica e della morale che ne conseguono.

“Forse vi è una sola novità: che il 12-1-2011 avevamo 183 iscritti, oggi possiamo vantarne 5 000.

Siamo la prima forza “ pro life” nazionale (stravolgendo radicalmente il quadro precedente) e abbiamo un obiettivo concreto. Dopo decenni di calma piatta, è cominciata una nuova stagione, i nostri avversari se ne stanno accorgendo. Affinché possano accorgersene maggiormente, abbiamo bisogno del Vostro aiuto, quindi delle Vostre adesioni e della Vostra dichiarata disponibilità ad operare come volontari nella futura raccolta ufficiale delle firme, il cui inizio è anche condizionato, per legge, dalla data di svolgimento delle elezioni politiche. Comunicatemi il Vostro intendimento in tal senso tramite il citato sito www.no194.org.”

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