E’ giunta l’ora del coraggio

Che cosa è il coraggio? Molti descrivono la nostra come un’epoca di apatia, di sudditanza, di passività, di manipolazioni… ma è proprio così? E’ vero che non abbiamo più coraggio?

Coraggio… proviamo a vedere insieme se abbiamo davvero perso il coraggio, o…

IL CORAGGIO OGGI

Il coraggio è indispensabile ma anche se sorprendentemente sottovalutato.

Vivere, affrontare l’esistenza in tutte le sue cangianti sfumature cercando di non lasciare mai che ci sopraffacciano, che ci annientino, metterci in gioco in prima persona, saper dire no o sì, quando è necessario, essere disposti a combattere per i nostri principi, per i nostri valori…

IL CORAGGIO DELLA VITA

La vita richiede sempre coraggio. Eppure tendiamo a perdere di vista il suo significato essenziale, la sua potenza ed importanza. Non si tratta solo del coraggio fisico evidente del temerario, del soldato, del pugile o del supereroe, né del coraggio disinteressato di chi è disposto a rischiare la propria pelle per salvare gli altri, ma dello straordinario, eroico coraggio, richiesto a ciascuno di noi, ogni giorno.

UNO SCENARIO DISARMANTE

Consideriamo il coraggio necessario per vivere su questo pianeta, innegabilmente pericoloso. Un luogo  dove, a caso, terremoti, tsunami, epidemie, eruzioni vulcaniche, tornado, uragani o un qualsiasi  meteorite, potrebbero distruggere, in ogni momento, le nostre case ed uccidere noi o i nostri cari, come è già, più volte, tragicamente accaduto. Un pianeta sul quale, i nostri antenati, ma anche noi, potevano essere quotidianamente attaccati e divorati da leoni, tigri, lupi, serpenti, orsi o mostruosi dinosauri, come i T-Rex. Dove non possiamo mai escludere la possibilità di essere selvaggiamente assassinati da alcune tribù o banda rivale,  finire vittime innocenti di una sparatoria per strada, di una strage a scuola, di una rapina in casa, di un violentatore o killer seriale che ci aggredisce brutalmente nel parco, o, persino della follia omicida di persone insospettate e della violenza gratuita che paiono imperversare. Un mondo nel quale, ormai, non stupisce più che un aereo venga dirottato da fanatici religiosi o politici e fatto schiantare su  qualche edificio, se i reattori nucleari di una centrale atomica creano una catastrofe ecologica contaminando la nostra aria, il cibo e l’acqua.

E dove una bomba all’idrogeno nelle mani dei terroristi o in un’eventuale guerra potrebbe vaporizzare istantaneamente intere città e precipitare, l’intero pianeta, in un devastante “inverno nucleare”.

Un mondo dove, in un dato giorno, noi o i nostri cari potremmo rimanere uccisi o mutilati in un incidente stradale, investiti da un autobus, o avere un infarto, un ictus debilitante, un tumore o qualsiasi altra strana patologia non ancora conosciuta.

O dove un governo dittatoriale, un despota, un tiranno, un potere forte, magari mascherandosi di un falso alone di democraticità, potrebbe instaurare un regime liberticida, arrestare, in modo pretestuoso o segretamente, e far giustiziare uomini per motivi ideologici, politici, per sete di potere e di denaro, per aver parlato per essersi opposti, in cerca di libertà, o, semplicemente, per appartenere ad una determinata cultura.

Un mondo nel quale la carestia, la siccità, la disoccupazione dilagante o la crisi economica globale possono minacciare profondamente non solo il nostro modo di vita, ma anche la nostra capacità fondamentale di garantire le condizioni per l’esistenza e la sussistenza delle nostre famiglie.

DOVE TROVIAMO IL CORAGGIO?

Alla luce di questi fatti e possibilità terribili che ci prospetta il nostro scenario, come facciamo a trovare il coraggio, ogni giorno per scendere dal letto ed affrontare una realtà così dura?
Eppure, molti di noi ci riescono, fanno proprio questo.

Abbiamo il coraggio di alzarci, di vestirci, di andare a scuola o al lavoro, di affrontare la velocità di due tonnellate di acciaio lucido che sfrecciano lungo la superstrada, il coniuge, genitore o capo che abusa di noi, della nostra disponibilità, della nostra gentilezza, e le migliaia di pericoli e rischi che il mondo ci prospetta costantemente mettendoci alla prova, sfidandoci. Come?

L’INCONAPEVOLEZZA

Bene, per la maggior parte di noi, la soluzione è l’incoscienza.

Il modo più semplice è di bloccare la nostra consapevolezza di queste minacce onnipresenti.

Qui non è davvero indispensabile il coraggio.

Perché dove non c’è percezione del rischio, nulla da temere, nessuna minaccia, che bisogno abbiamo di coraggio?

Ma c’è sicuramente un costo elevato per questa incoscienza strategica: sacrifichiamo la nostra vitalità, l’auto-consapevolezza, la sensibilità e la capacità di vivere ed esperire pienamente il nostro ambiente in tutta la sua  bellezza e meraviglia, ma anche nelle apprensioni e nelle paure che potrebbe/dovrebbe incuterci.

Naturalmente, tutti noi abbiamo bisogno un certo senso di comfort, di sicurezza e certezza  nella vita.

Gli auto-inganni hanno uno scopo difensivo e sono, in qualche misura, psicologicamente positivi. Talvolta la realtà può essere troppo opprimente, troppo cruda, troppo dura per la nostra fragile psiche umana.

Tuttavia, questa tendenza universale a reinterpretare il mondo in modo più soft, a leggerlo tramite una percezione selettiva, ci rende ignari o ciechi nei confronti dei rischi intrinseci della vita e tutto ciò appare come una mancanza di coraggio.

CHE COS’È IL CORAGGIO, ALLORA?

Il coraggio è una sorta di forza, di potenza, di capacità di affrontare e  risolvere una circostanza, una situazione, una persona. Il coraggio è chiamato in causa ogni volta che ci confrontiamo con una situazione difficile, spaventosa, dolorosa o inquietante. Quando le nostre risorse sono sfidate o spinte al limite assoluto. Quando ci sentiamo minacciati, deboli, vulnerabili, intimiditi o terrorizzati. Quando la nostra prima reazione istintiva è di fuggire. In questi momenti, la vita ci mette davanti a domande esistenziali per noi: possiamo trovare il coraggio di affrontare e sconfiggere la paura, o saremo sconfitti da essa?

Possiamo evocare ciò che teologo Paul Tillich ha chiamato il nostro “coraggio di essere”? Oppure potremo scegliere la soluzione vile che l’Amleto di Shakespeare definisce “non essere”?

Coraggio, è, naturalmente, sinonimo di forza d’animo.

Ma oggi, almeno in parte, pare che abbiamo perso la vera essenza del coraggio.

IL CORAGGIO È UNA QUESTOIONE DI CUORE

Il termine “coraggio” deriva dalla radice di cor, cordis, che significa cuore.

Quindi il coraggio ha a che fare con il cuore, il muscolo vitale che fa scorrere il sangue nelle nostre vene, garantendoci, così, l’esistenza.

Simbolicamente, il cuore rappresenta il nostro fulcro spirituale ed il nucleo più profondo dei sentimenti, soprattutto dell’amore.

Molti secoli fa, il concetto di coraggio era legato, in generale, alle emozioni, i sentimenti o le passioni demoniache, compresi la lussuria, l’amore, la rabbia o la collera. L’amore e la passione sessuale possono essere una miccia, dei catalizzatori di azioni coraggiosa.

L’amore materno può persino indurre una donna a non esitare di sacrificare la propria vita per risparmiare quella dei propri figli.

L’innamoramento ed il desiderio sessuale ci spingono verso l’amato, ci incoraggiano a raggiungerlo e ad affrontare il rischio di un rapporto.

E l’amore platonico e la compassione ci incoraggiano ad aiutare disinteressatamente chi è meno fortunato di noi, come molti grandi ci hanno insegnato iniziando da Madre Teresa.

IL CORAAGGIO ENERGICO

Il collegamento tra la rabbia ed il coraggio (cor-rabbia) è un altro aspetto significativo della questione.

Il coraggio spesso richiede un’energizzazione e viene rafforzato, non solo dall’amore ma anche dalla rabbia che ne diventa un carburante in grado di alimentarlo, di sostenerlo.

Come spiega Rollo May (1981): “Incontrare il proprio destino richiede forza, se l’incontro prende viene la forma di abbracciarlo, accettarlo o anche di contrastarlo, di attaccarlo…

La rabbia costruttiva è un modo di incontrare il destino.”

E, aggiungerei, di generare coraggio, oltre a contrastare l’apatia, la depressione e la disperazione.

Oggi, questa modo più complesso di intendere il coraggio persiste quando ci riferiamo a qualcuno di molto coraggioso come chi ha ‘un gran cuore’, ossia è molto passionale.

L’esempio più palmare è il personaggio di Mel Gibson, in Braveheart (1995), l’irascibile scozzese William Wallace che combatte per la libertà . In lui il coraggio infuria.

 

IL CORAGGIO IMPLICA UNO SFORZO

Il coraggio è richiesto in quasi tutte le attività umane di base e nello sforzo.

Ad esempio, per lasciarci amare ed  impegnarci seriamente con un’altra persona ci vuole un immenso coraggio. Separarci dai nostri genitori e forgiarci una vita indipendente sono atti coraggioso.

Per sopravvivere in un mondo duro e, non di rado, spietato, mantenendo fede ai nostri valori, rispettando la nostra dignità ed integrità dimostra grande coraggio e resistenza. Invecchiando il coraggio si fonde, sempre più, con la soddisfazione delle nostre esigenze.

Ci vuole coraggio per essere autenticamente se stessi nel mondo, per osare, per essere veramente creativi, per esprimere artisticamente e manifestare agli altri il nostro più intimo io.

Cambiare lavoro o un partner richiedono coraggio

Ci vuole un coraggio formidabile per vivere, ed ancora di più per farlo in modo creativo, coerente, dando un significato al nostro esistere… In certi casi, Socrate docet, ci vuole tanto coraggio anche a morire.

CONCLUSIONI

Dopo secoli di torpore, oggi sembra che il coraggio di dire no, di riappropriarsi della propria vita, di ritornare ad esserne protagonisti attivi, si stia risvegliando nella nuova generazione di uomini, gli UniCum, destinati a guidare le redini dell’era all’orizzonte.

Il coraggio ritorna ad essere un valore, si ricongiunge alla passione, alla forza dei valori e degli ideali che stanno rispuntando malgrado la crisi economica, politica, democratica, culturale, sociale. Certo stiamo assistendo solo all’ermergere, al manifestarsi dei primi bagliori di un nuovo giorno che ci richiede di guardarlo in faccia con coraggio per non lasciarci soggiogare dalla congiuntura negativa, per rivendicare la nostra dignità, i nostri principi, i nostri valori all’interno di un mondo ipercomplesso .

3 Risposte to “E’ giunta l’ora del coraggio”

  1. il coraggio non ce quasi piu perche’ è la fede che non è sufficente prendiamo Abramo che offriva il figlio al SIGNORE quello è coraggio perche lui Abramo AVEVA FEDE e come dice GESU’ la fede sposta la montgna ma la vera fede non quella che si mette al dito lessere umano fa tante cose male si sente grande uno piu dell’altro ma quando arriva il terremoto e altri disastri come mai non puo fare niente mentre Abramo con la sua fede DIO a risparanpiato il figlio dalla morte adesso ce troppo vanita’ non fede e senza fede non si arriva da nessuna parte mi scuso serva del SIGNORE trabucco vania

  2. arnaldo Says:

    non siamo ancora abbastanza disperati, ma attenzione la disperazione si accompagna alla violenza….se

  3. […] la metà del 1297, il coraggioso Wallace raduna un esercito. Quindi il  unisce le proprie forze con Andrew Murray, (a volte scritto […]

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