JoAnne Fluke, la ballerina con metà corpo che vince la vita

C’è chi è invidiato da molti perché ha un corpo perfetto, sano, vigoroso, un volto meraviglioso, angelico, un aspetto elegante, seducente… eppure non riesce a  vivere veramente e ad essere felice.

C’è poi anche chi ha un corpo menomato o, persino, solo metà corpo eppure vive un’esistenza piena, felice, gratificante.

Non di rado si tratta di eroi della quotidianità che, invece di suscitare in noi commiserazione, pena, pietà, invero, sono e diventano grandi modelli ai quali guardare per imparare a riconoscere i veri Valori e ciò che realmente ci rende esseri umani.

JoAnne Fluke rientra, indubbiamente, in questa seconda categoria esprimendo, intensamente, l’essenza più sublime e nobile della libertà, del movimento, del  sentimento, della lode alla vita.

È il magico spirito della forza di volontà, l’angelo

Della danza, del ballo liscio su una sedia a rotelle.

Dal cha-cha alla salsa, dalla rumba decisamente sexy al valzer viennese, nulla riesce a fermare la sua travolgente passione per la danza, nemmeno la sua condizione fisica.

Ed, anzi, come spiega con un meraviglioso sorriso sul viso, “danzare mi fa sentire bella, elegante, una vera signora”.

Ma chi è questo vulcano travolgente?

UN SORRISO RUBATO ALLA MORTE

Esuberante e dai capelli color rame, di Ottawa, Kansas, JoAnne Fluke è nata affetta da una rara condizione chiamata regressione caudale.

Le sue gambe, del tutto insensibili, sono piccole pendici di dimensioni non superiori a quelle dei bambini appena nati palmate alle ginocchia. Sono ripiegate su se stesse, nascoste sotto al parte superore del duo corpo che, invece, è del tutto analoga a quella di una trentenne. Così, quando è seduta, il suo aspetto nessuno potrebbe mai immaginare che è priva della parte inferiore del corpo.

Al momento della nascita, i medici  le danno, al massimo, poche ore di vita… ma, come sempre, la vita stessa può molto più delle supposizioni scientifiche ed, in breve, JoAnne va a casa ed inizia la sua meravigliosa esistenza attorniata da tanto amore.

E, quando un giorno, ancora bambina, i suoi compagni di scuola la apostrofano, schernendola, dopo un’attenta riflessione, giunge alla grande deduzione: “Non sono una nanetta, sono fatta così “ e, come spiega sua madre, “JoAnne non credo che abbia mai pensato che l’handicap la limitasse: è il suo modo di essere, e se non fosse così, non sarebbe più lei”.

LA PASSIONE PER LA DANZA

A soli tre anni ha già perfettamente capito che la sua vera, grande passione è la danza.

E con il suo splendido sorriso, nel corso degli anni, non si tira mai indietro, è sempre in prima fila ovunque ci sia la possibilità di ballare, allenandosi persino con le cheer leader.

Ed ancora oggi, sulla pista da ballo, quando sente le note melodiose del valzer che la trasportano, quando il suo cavaliere la solleva in aria tenendola tra le braccia e spazzato le sue braccia, elegante ed affascinante, nessuno mai potrebbe osare a dubitare che sia, fino in fondo una donna, una donna completa, malgrado la manchi metà del corpo.

“Quando sto ballando è come se la mia disabilità scomparisse, non la vedo affatto: la danza mi assorbe, mi trascina mi dà le gambe che non mi ha dato la natura”.

IL CORAGGIO DELLA PASSIONE

A 32, Fluke è vivace, audace, una ex Miss disabili Kansas, che dalle scuole medie all’università, non si è mai sottratta ai riflettori e non ha mai avuto nessuno scrupolo solo perché è su una seda a rotelle o perché deve usare le mani per camminare o per ballare.

Con grande coraggio non permette mai alla sua condizione fisica di limitarle la possibilità di fare qualche cosa ed, anzi, in casa sua ha preferito che tutto fosse come in un’abitazione normale perché “preferisco essere io ad adattarmi al mondo: io sono fatta così, lui è fatto così, e troviamo sempre un compromesso”

UN SOGNO CHE DIVENTA REALTÀ

L’amore per la danza, ha portato, da pochi mesi, JoAnnea realizzare un progetto ambiziosissimo quanto grandioso: ha creato un piccolo gruppo, in continua crescita, di ballerini che praticano il ballo sedia a rotelle in Kansas City.

Ed il suo grande traguardo è di portare il ballo su sedia a rotelle tra le discipline alle Olimpiadi 2012.

IL GRANDE PROGETTO

Nell’ultimo anno, Pruitt, Fluke ed altri hanno formato un’organizzazione senza scopo di lucro di ballo alternativo chiamato Groovability (“al contrario di disabilità”).

“Io non volevo essere l’unica ad avere questa opportunità”, ribadisce Fluke. “E ‘troppo meraviglioso perché possa goderne solo io.”

Ora, ogni, sabato Fluke e tre o quattro amici danzano sulle loro sedie sul pavimento di legno al Bella Studio di piazza Westport Manor.

Prima ancora Fluke ha cercato invano scuole di danza locali per trovare un corso per persone su sedia a rotelle. Il risultato è stato pressoché nullo.

Allora ha pensato ad una soluzione alternativa: chiamare dei maestri di ballo direttamente.

Così, tutto è iniziato nel 2007 con una telefonata ed una bugia.

Fluke telefona a Pruitt e gli chiede: “Sei un insegnate ballo danza su sedia a rotelle?”

Ed egli risponde affermativamente, benché non abbia la minima idea di che cosa sia la danza su sedia a rotelle ed inizia ad informarsi su Internet e presso altre fonti.

E Pruitt ha accettato la sfida vincendola.

Ma per capire ciò che era possibile fare con una persona sulla sedia a rotelle, ciò che il corpo e la sedia potrebbero fare insieme, Pruitt ha acquisito, a sua volta,  una sedia e, per quattro giorni, ha vissuto come se fosse un disabile. “Sono andato al bagno sula sedia a rotelle. Ho fatto la doccia. Ho legato le gambe insieme per essere davvero come un disabile, così ho capito davvero tante, tante cose”

“Ti dirò, queste donne mi hanno insegnato di più sulla vita di chiunque altro. Mi hanno insegnato moltissimo su come niente ti può fermare. Mi hanno sfidato al di là delle mie capacità, costringendomi ad inventare una coreografia creativa”.

CONCLUSIONE

Le ultime parole di Fluke riassumono perfettamente l’essenza della sua esperienza e della sua vita: “Ballando ho l’opportunità di esprimere realmente come mi sento. Quando ballo non importa che io abbia le ruote al posto dei piedi: tutto è nel mio  cuore, nella mia anima”.

Quanti normodotati hanno il coraggio di sottoscrivere una frase del genere? Quanti osano mettere in dubbio che questa donna, non sia una donna completa solo perché ha metà corpo in meno? Quanti si sentono di negare che Fluke non sia un eroe della quotidianità, un fulgido esempio del significato della vita nella nuova era?

Una Risposta to “JoAnne Fluke, la ballerina con metà corpo che vince la vita”

  1. […] sono gli eroi della quotidianità, persone che vivono la vita di tutti i giorni in modo tanto ‘normale’ da dimenticare e far dimenticare a chi li circonda di essere disabili o portatori di […]

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