Un antidoto contro la legge di Murphy

“Se qualcosa può andare storto, lo farà” è la famosa legge di Murphy, un utile capro espiatorio al quale siamo soliti riferirci di per tentare di giustificare i nostri errori umani.

 Desktop Wallpaper · Gallery · Humor<br /> Murphy's Law

Accanto a questa, sono stati stilati anche nove corollari che recitano:

  1. Niente è facile come sembra e tutto richiede più tempo di quanto si pensi;
  2. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo;
  3. Se si prevedono quattro possibili modi nei quali qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto;
  4. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio;
  5. Non ci si può mettere di fare qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima;
  6. Ogni soluzione genera nuovi problemi;
  7. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire a loro di nuocere;
  8. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla;
  9. Madre Natura è una poco di buono.

Già ad una semplice lettura, il quadro descritto dalla Legge e dai suoi corollari, ci mette in una prospettiva pessimistica, e ci presenta l’immagine di un uomo passivo, frustrato, disperato, in balia del fato, del destino, incapace ed impossibilitato di gestire la propria esistenza, di agire e reagire alle circostanze.

A confermare e rafforzare tutto ciò sono varie altre affermazioni attribuite sempre a Murphy, ossia:

  • la sua filosofia: Sorridi… Domani sarà peggio.
  • la sua costante: Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.
  • la versione relativistica della sua legge: Tutto va male nello stesso tempo.

Un quadro fosco, dunque, ulteriormente ribadito ed arricchito da molte altre affermazioni analoghe come:

  • il Postulato di Boling: Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà
  • la Legge di Iles: C’è sempre un modo migliore
  • la Seconda legge di Chishol: Quando tutto va bene, qualcosa andrà male
  • la prima legge di Scott: Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo

Ebbene, è abbastanza evidente che tutte queste posizioni sono il frutto di una cultura pessimistica, Postmoderna, nata in reazione all’eccessivo e cieco ottimismo Moderno e Positivistico, dove tutto sembrava destinato ad un eterno evolvere dal bene in meglio, e controllabile, conoscibile, governabile da parte dell’uomo, della sua ragione, della sua scienza.

Invero, il mondo e la vita non sono né un’infinita concatenazione di catastrofi che ci trascinano sempre più verso il baratro ed il nulla, né uno zuccherato ed incantevole universo di costante felicità, eterna gioia ed interminabili  soddisfazioni.

Ammesso tutto ciò, dobbiamo essere consapevoli che ci troviamo in una situazione intermedia lungo l’asse che collega i due estremi.

Quindi, se da un lato diciamo no agli estremismi, del catastrofismo e del mondo tutto rose e fiori, dove siamo succubi di una realtà tirannica, capricciosa, sadica, o di una spirale d’incessante e crescente felicità, dall’altro non dobbiamo nemmeno cadere nel relativismo che ci paralizza rendendoci altrettanto incapaci di essere protagonisti della nostra esistenza.

IL SEGRETO CONTRO MURPHY & CO
Il segreto è, dunque, la consapevolezza che la maggior parte di quanto ci accade non è opera di forze benigne o malefiche esterne, ma siamo noi stessi.

Sono le nostre scelte e le nostre decisioni che, in modo più o meno diretto e consapevole, ci portano su una strada piuttosto che su un’altra, che ci inducono a selezionare una serie di possibilità escludendo ed impedendo che si realizzino l’intera gamma delle altre.

Certo è molto più semplice e comodo adagiarci e metterci il cuore in pace dicendo che tutto è pre-destinato, che è inutile ogni nostro sforzo perché, intanto, il risultato è sempre negativo.

Lasciandoci trascinare nella spirale del pessimismo e del nichilismo non riusciremo mai a ritornare ad essere attori e protagonisti della nostra vita, ci accontenteremo del ruolo di semplici comparse, costrette a recitare copioni che non ci piacciono in una drammatica tragedia.

La soluzione vincente è, dunque, di smetterla di pensare in modo negativo e di imparare, lentamente, a guardare e cercare il positivo, i piccoli bagliori nelle tenebre che ci circondano lasciandoci guidare da questi verso la luce.

Ciò non vuol dire che dobbiamo essere ingenuamente idealisti, stucchevolmente ottimisti.

Il principio della realtà deve essere sempre il nostro timone, altrimenti rischiamo di diventare preda di disillusioni e di delusioni che dal piano dell’eccessiva positività ci catapulterebbero sul quello del nero pessimismo, proprio come è accaduto nel passaggio dalla Modernità alla Postmodernità.

Concludendo, quale dovrebbe essere il nostro approccio?

Io lo riassumerei in un concetto leonardesco, a me molto caro: le fantasie esatte.

Un modo di porci verso la vita ed il mondo che ci induce ad essere cre-attivi, proattivi, propositivi, a guardare oltre, a cercare il mezzo pieno, a non arrenderci davanti alle difficoltà, alle brutture, alle congiunture sfavorevoli, mantenendo, però, nel contempo, sempre un piede nella realtà, nella contingenza del mondo che ci circonda.

In sintesi…  dovremmo imparare a prendere il mondo e la vita con un sorriso. Non il sorriso ironico, sarcastico, rassegnato suggerito dalla legge di Murphy  ma quello benevolo, sereno che è una delle più potenti armi a nostra disposizione contro le difficoltà, le avversità, le insidie che ci si presentano nell’esistenza.

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