Anonymous: una nuova generazione di eroi?

L’immaginario collettivo celebra, tra i vari eroi del passato, figure come Robin Hood, che rubava ai ricchi per dare ai poveri o Zorro, il misterioso uomo mascherato, intento a combattere contro i nemici della sua gente, in nome della giustizia.

Si trattava, dunque, di singoli individui che, sotto un certo tipo di anonimato, dato dall’essere un ‘fuori-legge’ e/o dal celare la propria identità sotto una maschera nera, combattevano per la propria gente, per i molti.

Ebbene, possiamo chiederci: come sono cambiati questi eroi? Ed, ancora prima, continuano ad esistere o si sono estinti?

EROI E SUPER-EROI, OGGI?

Se è vero che oggi, in un mondo che sta rispolverando, dagli archivi della memoria, i supereroi e, nel contempo, celebra i così detti eroi della quotidianità, ossia uomini e donne ‘ordinari’, che compiano imprese ‘extra-ordinarie’, è altresì noto, come abbiamo spesso visto insieme, che la nostra società si sta completamente destrutturando, che non esistono più le classi sociali, sostituite da nuove realtà quali le community, i network, le tribù,… Si tratta di realtà tenute insieme da interessi, passioni, esperienze… condivise, non dal reddito, dal tipo di lavoro svolto, dal sangue, dalla dignità, come avveniva nelle classi, nelle caste, nei ceti del passato.

In un simile scenario si inseriscono anche l’empowerment del singolo individuo, il progressivo emergere di una inedita coscienza collettiva, il crescente potere dei piccoli che, in una logica dell’unità-nella-molteplicità, riescono a fare massa critica e a non essere più succubi della potenza dei grandi (pensiamo al ruolo fondamentale di Internet nei fatti recenti).

Invero, si sta affermando un soggetto inedito, costituito dalla somma di tanti altri che dimostrano come, davvero, l’unità faccia la forza.

Così, assistiamo anche ad un ribaltamento nell’ambito degli eroi: oggi, non di rado, sono eroi collettivi che combattono per sé ma, soprattutto, per i singoli individui.

IL CASO ANONYMOUS

Il termine ombrello “Anonymous” rappresenta una sottocultura internet, un insieme di individui online, o, meglio, di “hacktivisti”, che condividono idee comuni come l’anti-censura e la libertà di parola sul web.

Mentre ci sono alcune frange estremiste, Anonymous è in gran parte dedito alle proteste ed alla sensibilizzazione del pubblico. Quindi  non è, semplicemente, come alcuni tendono a descriverlo, un gruppo di giovani annoiati, fanatici del computer.

Ogni giorno uomini e donne, molto preoccupati per la libertà online, sono attivamente coinvolti in Anonymous.

COME E’ NATO

L’idea di Anonymous, come gruppo, è cresciuta, in gran parte, nel 2003, da un sito di condivisione di immagini nel quale i membri caricavano fotografie in forma anonima, da qui il nome dell’utente era impostato come “anonimo”. Con il trascorrere del tempo, tutto ciò ha dato origine ad un’idea, o, per meglio dire, un “meme”, che “anonimo” possa essere rappresentativo di un ideale più grande.

Per inciso, il “meme” è un termine relativamente nuovo, il quale indica e significa, essenzialmente, un’idea che viene passata da persona a persona.

I membri di Anonymous si sono distinti per una serie di attacchi ai Server (Distributed Denial of Service Attacks DDoS) e per andare contro le grandi aziende, le istituzioni e, persino, i paesi nei quali si ritiene che possa perpetrarsi qualche ingiustizia nei confronti della libertà di parola, informazione, o censure.

GLI ATTACCHI DDoS

Un attacco di tipo DDoS può sembrare complicato e tecnico, ma, purtroppo, è abbastanza facile da fare, come evidenziato nel seguente esempio. Anche se non tutti capiranno gli aspetti tecnici del termine “banda”, la maggior parte delle persone ha chiaro che si tratti di uno dei fattori limitanti per la quantità di informazioni che possiamo ottenere da, e mettere su, internet.

Se non c’è abbastanza banda disponibile, le cose funzionano lentamente o non funzionano affatto.

Ebbene, un attacco di tipo Distributed Denial of Service si propone di utilizzare completamente la larghezza della banda disponibile su una connessione ad internet impedendo così agli utenti legittimi di accedere alla rete.

Questo tipo di azione è spesso realizzato utilizzando legioni di computer-“zombie” dai quali gli hacker riescono ad inviare costantemente delle richieste al server, “intasandolo”.

Un computer zombie è un computer che è stato precedentemente violato e infettato con programmi speciali che permettono agli hacker di prendere il controllo in remoto e di costringerlo a lavorare per loro conto.

Immaginate un’infinita coda in un ufficio postale, con migliaia di persone che desiderano informazioni inutili: così noi non potremo mai inviare un pacco: questo è, circa, l ‘idea di un attacco DDoS.

LA STRUTTURA DI ANONYMOUS

All’interno di Anonymous non c’è nessun tipo di governo o di gerarchia chiara, ma ci sono un certo numero di gruppi indipendenti e decentrati che scelgono di usare l’attribuzione Anonymous e del suo logo di una persona senza testa, la maschera di Guy Fawkes, e la frase “Noi siamo la Legione”.

Come il simbolo Anonymous può essere utilizzato da qualsiasi gruppo, in qualsiasi momento, perciò i suoi membri sono molto difficili da rintracciare.

ANONYMOUS VS SONY

Di recente, diversi siti Internet riportano che Anonymous ha concentrato le proprie attenzioni su Sony dopo che questa ha intrapreso un’azione legale contro un hacker noto che ha attaccato Play Station 3 (PS3) bypassando le restrizioni messe in atto dal produttore. L’hacker in questione era già stato segnalato, in precedenza, per avere violato l’iPhone di Apple. L’hacker, poi, ha messo in Internet i dettagli di come violare PS3 e la Sony si è alterata.

IL FUTURO DI ANONYMOUS

Qualunque sia l’esito del caso Sony, sta di fatto che, con il passare del tempo, l’idea di “Anonymous” come un movimento orchestrato si sta diffondendo e continua a crescere.

I cittadini della rete senza volto votati alla causa della giustizia continuano ad osservare quanto accade ed aspettano di cogliere in fallo chiunque intenda limitare la libertà online.

COME SI DEFINISCONO

“Nonostante tutte le masturbazioni mentali che molti si stanno facendo, Anonymous, non sono davvero il Male o qualcosa di spaventoso. Anonymous è un Panopticon in senso inverso. Un gruppo dove ognuno è invisibile e sembra parlare dal centro. Esso contiene, collettivamente, ogni credenza, credo, livello culturale, la sessualità, il fetish, gli hobby, il lavoro, le simpatie, le antipatie, (inserire qualsiasi qualità), ecc

I suoi membri hanno sperimentato collettivamente ogni atto di violenza e gentilezza. Conoscono tutte le lingue, probabilmente anche quelle ormai estinte. Sanno tutto quello che può essere conosciuto, e possono commettere qualsiasi atto che una persona sia in grado di compiere. Tuttavia, proprio poiché abita in un panopticon al contrario, l’individuo anonimo che “urla” lo fa più forte o più provocatoriamente, e, nella maggior parte dei casi, per ciò sarà ascoltato e ricordato di più di chiunque altro.

Ecco perché l’anonimo sembra così crudele e disgustoso.”

CONCLUSIONI

Anonymous rientra, dunque, nelle nuove dinamiche e forme di manifestazione della società in stato nascente.

È un fenomeno estremamente interessante che non può e non deve essere trascurato, disprezzato o dileggiato perché si nutre, nelle sue  forme ortodosse, dei valori emergenti della nostra epoca.

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