Tavagnacco riscopre il suo passato con i super8 amatoriali del passato

Le nostre tradizioni, il nostro passato, le nostre memorie, i nostri usi e costumi… sono la nostra cultura, la identità: siamo noi.

Come abbiamo spesso avuto modo di constatare insieme, nella società attuale c’è un numero crescente di evidenze che provano l’esistenza e l’affermarsi di una tendenza che va proprio nella direzione della riscoperta delle origini, della valorizzazione del passato, della ricerca di tutto ciò che è autentico, genuino, semplice, legato al territorio…

Questo è il contesto e lo scenario all’interno del quale va letta un’interessante iniziativa messa in atto nel paesino udinese di 15.000 anime, Tavagnacco, proprio per ricostruire la propria identità sociale e personale.

 

UN MODO PARTICOLARE PER RICORDARE

Dagli anni ’50 del secolo scorso, anche in Italia, grazie all’introduzione di alcune nuove tecnologie, si è diffusa una particolare modalità di conservare ed immortalare i momenti salienti della vita dei singoli e delle comunità: i filmini super 8.

Si tratta di filmati amatoriali che in breve, si sono trasformati in veri e propri rituali collettivi ed hanno, indubbiamente, arricchito l’immaginario collettivo di generazioni.

I protagonisti delle riprese erano, perlopiù, le famiglie, ma, in modo indiretto, raccontavano anche la vita della comunità attraverso l’intera gamma di eventi, più o meno banali o eccezionali che le costellavano.

Prendendo le mosse da tutto ciò, a Tavagnacco hanno realizzato un progetto molto interessante di ricostruzione della storia degli ultimi sessant’anni del paese ricorrendo proprio alle vecchie pellicole girate dai cittadini.

Così, le memorie private, i ricordi personali si sono trasformati in un racconto della comunità, fatto di sagre e di feste di paese, di processioni e di gare sportive amatoriali, di gite fuoriporta e di compleanni, dei drammatici eventi durante il terremoto in Friuli e di ordinaria quotidianità.

 

IL PROGETTO

L’iniziativa “Cinema di famiglia”, è partita dalla casa di produzione multimediale Raja Films con il riferimento italiano di Home Movies, l’Archivio nazionale dei film di famiglia, con sede a Bologna.

A partecipare all’operazione è stato invitato chiunque possedesse filmini girati tra gli anni Cinquanta e i Settanta. In tal modo sono stati recuperati da soffitte e cantine metri e metri di bobine intere e di pellicole, restaurate e digitalizzate.

 

IL CONCETTO A BASE DELL’INIZIATIVA

A suggerire l’interpretazione del progetto è il sindaco di Tavagnacco, Mario Pezzetta: “Il nostro territorio più di altri ha subito cambiamenti epocali dal Dopoguerra a oggi. Da paese agricolo siamo diventati un centro con 100mila metri quadrati occupati dalla grande distribuzione e ora c’è un nuovo cambiamento in atto: puntiamo sulle tecnologie informatiche  il design di alta qualità. Nella costruzione di questa nuova identità più sostenibile cerchiamo anche con questa iniziativa di recuperare il nesso con chi eravamo”.

 

IL MATERIALE RACCOLTO

L’archivio di Tavagnacco ha raccolto 12 ore di riprese, realizzate da cineamatori tra il 1957 e il 1976.

Le pellicole sono state restaurate e scansionate fotogramma per fotogramma, per un totale di 777.600 fermi immagine, calcolando che ogni super 8 durava tre minuti e scorrevano al ritmo di 18 fotogrammi al secondo.

 

OBIETTIVO: UN LUNGOMETRAGGIO FINALE

Il risultato delle pellicole raccolte e sistemate sarà racchiuso in un lungometraggio di circa un’ora.

Si tratta, dunque, di un racconto corale di una comunità che si ritrovava unita per le prime comunioni, le gare ciclistiche, le partite di calcio femminile, il “derby della risata”, con la gente che si sfidava a chi riusciva a suscitare il maggior numero di risate…

Ad impreziosire, ulteriormente il tutto, ci sono gli incredibili lavori di uno dei cineamatori, Riedo Feruglio, autore di veri film in due o tre tempi, che mostrano la situazione friulana prima e dopo il terremoto del 1976.

 

IL MONDO SI FERMAVA…

Il regista Massimo Garlatti-Costa, di Raja Films, conclude: “Il mondo si fermava davanti alla cinepresa. Le persone si giravano a salutare, magari inscenavano gag comiche, come un finto sollevamento pesi. Tutto è cambiato a partire dagli anni Ottanta, con il sopravvento del VHS. Adesso basta un telefonino per fare un video, ma quarant’anni fa era qualcosa di eccezionale, tutti ci tenevano a entrare nel film. E avevano ragione, perché per noi sono ancora vivi in quei trenta secondi di fotogrammi”.

La storia di Tavagnacco diventerà anche un documentario per la tv, il racconto di un microcosmo di provincia simile a tanti altri, estratto dalle rumorose proiezioni che lasciavano trasparire tutto l’entusiasmo e l’ingenuità dell’Italia negli anni del boom economico

 

CONCLUSIONI

Il progetto di Tavagnacco, oltre ad essere apprezzabile in sé, è una forte testimonianza del crescente bisogno di ricucire il legame con il nostro passato, di ri-radicarci in ciò che fu, per potere vivere appieno il presente e proiettarci verso il futuro. Un esempio da imitare e da portare a conoscenza di chi si ostina a negare l’importanza di ciò che fu, per essere ciò che siamo e diventare ciò che saremo. 

Una Risposta to “Tavagnacco riscopre il suo passato con i super8 amatoriali del passato”

  1. masticone Says:

    bello

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