Archivio per cibo

L’insospettabile effetto del piatto rosso sull’esito della nostra dieta

Posted in Curiosità with tags , , , , , on 4 marzo 2012 by Ada Cattaneo

Il colore ha uno straordinario potere di influenzare le nostre esperienze, il nostro umore, la nostra capacità e modo di pensare, di relazionarci con  gli altri, di agire… ossia la nostra vita.

Ammesso tutto ciò, è naturale che, tra i tanti aspetti e funzioni che contraddistinguono i colori, qualcuno si domandi se ci sia e, qualora esista, quale sia la tinta che ci può favorire e supportare quando siamo a dieta?

 

GLI EFFETTI DEL ROSSO

A detta di uno speciale studio compiuto all’Università di Basilea, in Svizzera, è il rosso.

Il risultato della ricerca è, quantomeno, sorprendente in quanto evidenzia, per la prima volta, che mangiamo di meno se lo spuntino ci viene servito su un piatto rosso, piuttosto che su uno blu o bianco.

Lo stesso ragionamento è valido ed applicabile anche nei confronti delle bibite.

L’ipotesi dei ricercatori è che il rosso possa aiutarci a perdere peso.

 

LE RICERCHE CONFERMANO IL POTERE DEL ROSSO

Un primo esperimento ha focalizzato l’attenzione sulle bibite. A 41 studenti è stata data da bere tanta acqua da dissetarli completamente.

In seguito, è stato domandato a loro di provare varie bevande dolci, servite in bicchieri di plastica con un’etichetta rossa o blu.

Chi aveva il bicchiere rosso ha bevuto circa il 40% in meno rispetto a chi ha scelto il blu. Ciononostante, il colore non ha avuto nessun effetto sulla percezione della bontà della bevanda.

In un secondo test, gli studiosi hanno voluto capire se il rosso abbia un effetto analogo anche si consumi di cibo, in particolare, di spuntini.

109 persone sono state invitate a compilare un  questionario e, nel frattempo, è stato offerto a loro un piatto – rosso, blu o bianco – con dieci ciambelle salate, che potevano mangiare a volontà.

Chi si è servito dal piatto rosso ha consumato poco più della metà rispetto a chi ha aveva stoviglie degli altri due colori.

Inoltre, di nuovo, la colorazione non ha avuto nessuna influenza sul giudizio per la qualità del prodotto.

 

CONCLUSIONI

Pare, dunque, che il rosso, spesso utilizzato per indicare una situazione di pericolo o un divieto, agisca come un segnale inibitorio nei confronti del consumo di bevande e cibi.

La frontiera che ha aperto la ricerca svizzera impone ulteriori indagini e riflessioni per comprendere se, utilizzando in modo mirato i colori, si possa sviluppare qualche innovativa strategia per favorire chi si trova a dieta.

L’aspetto curioso di tutto ciò è che il rosso, insieme al giallo, è, spesso, il colore più utilizzato non solo dalle catene di super/ipermercati, ma anche dai fast food…. ossia chi dovrebbe, invece, incentivare il consumo di cibi.

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Eco-carburanti: le auto che vanno a torte e patatine

Posted in SR Benessere with tags , , , , , , , , , , on 10 maggio 2011 by Ada Cattaneo

Che cosa hanno in comune lo spreco del cibo e il progressivo esaurimento del petrolio?

Apparentemente niente. Invero non è così.

Stando ai fatti, la quantità di cibo che, ogni anno, solo noi italiani buttiamo nei rifiuti sarebbe sufficiente a sfamare 44,5 milioni di persone.
Dall’altro canto la costante crescita dei prezzi della benzina e la progressiva riduzione delle scorte di combustibili fossili, associato ai costanti incrementi di inquinamento, stanno rendendo sempre più indispensabile trovare delle fonti energetiche alternative.
In alcune zone del mondo, come in Brasile, vengono già utilizzati per la produzione di eco-curburanti alternativi alcuni prodotti agricoli come l’olio di colza, la barbabietola, la canna da zucchero, i cereali, la soia, il mais.

Un simile impiego di materie prime che potrebbero anche sfamare le migliaia di persone che muoiono di fame ogni anno, inevitabilmente, evoca una serie di questioni molto delicate ed ambivalente di ordine etico e morale.

La soluzione potrebbe, invece, provenire dal riciclare i prodotti alimentari che, generalmente, gettiamo tra i rifiuti.

Anche qui un’alternativa potrebbe essere, in alcuni casi, di recuperare i cibi che sono ancora edibili, come insegna il last minute market, ma la parte che finisce, inevitabilmente, nella spazzatura come umido, potrebbe essere convertita in bio-carburanti.

Greenergy, il più grande fornitore di carburanti della Gran Bretagna sta proprio lavorando ad un progetto per ottenere del diesel utilizzando rotoli di salsiccia, patè, pasticci di maiale e patatine. La società ha già firmato un accordo per acquistare l’olio spremuto dai rifiuti alimentari, che sarà trasformato in bio-diesel nella centrale di Hull.

Il prodotto verrà poi miscelato in un diesel da distribuire in una pompa di carburante in Gran Bretagna.

“È un altro esempio dell’ingegno britannico che aiuterà a ridurre la nostra dipendenza dal greggio costoso,” ha affermato Paul Lester, a capo dell’azienda.

Anche se solo una percentuale molto piccola di carburante di ogni vettura verrà da scarti alimentari, la produzione complessiva ammonterà a milioni di litri ogni anno.

Secondo Lester, un solo impianto di trasformazione tratterà abbastanza rifiuti di torte o patatine da riempire una nave da crociera.

La filosofia è, dunque:

1-  di entrare in un’ottica di riciclo produttivo, per cercare di  risolvere la questione delle fonti energetiche alternative,

2- di iniziare a rendere utile la raccolta differenziata,

3- di continuare nella diffusione del messaggio che la risoluzione delle grandi questioni ambientali (dall’inquinamento alle fonti alternative) non riguarda solo i politici, le grandi aziende globali,… ma, anzi, deve partire dall’impegno di ciascuno di noi, nella quotidianità, nei gesti più semplici.  

Gastronomia digitale con la stampante 3D per cibo

Posted in Prodotti with tags , , , , , , , , , , on 27 dicembre 2010 by Ada Cattaneo
La stampa digitale 3D inaugura una nuova generazione di cibo?
Gli scienziati della Cornell University di New York stanno sviluppando una stampante alimentare in 3D che utilizza come ‘inchiostri’ i cibi crudi. Una volta caricata la ricetta nel computer basta premere il pulsante e… voilà il piatto è pronto.
Per molti buongustai ma negati ai fornelli potrebbe essere grandioso avere una stampante digitale 3D in cucina capace di creare ogni tipo di piatto, reale o inventato, semplicemente schiacciando un pulsante. 
Cornucopia: Digital Gastronomy è un Continua a leggere

I nascosti benefici per la salute dei cibi natalizi

Posted in SR Salute with tags , , , , , , , , , , , on 14 dicembre 2010 by Ada Cattaneo
I cibi che siamo soliti consumare nel periodo natalizio sono sempre e da tutti ritenuti soltanto una minaccia per la nostra salute perché ad alto contenuto di grassi e calorie, ma uno sguardo più attento ha rivelato alcuni dei benefici, troppo nascosti e mai considerati, che possono avere per la nostra salute ed il nostro Wellthiness.
 
Ad esempio, un tacchino, che è l’arrosto classico di Natale, contiene alti livelli di proteine, ma è Continua a leggere

Come l’obesità può rafforzare l’olfatto

Posted in Polisensorialità with tags , , , , on 22 novembre 2010 by Ada Cattaneo
Le persone in sovrappeso hanno una capacità nettamente superiore rispetto alle altre di sentire l’odore del cibo.
A compiere la scoperta sono stati i ricercatori dell’Università di Portsmouth convinti che un simile risultato possa spiegare perché sia così tanto difficile per alcune persone a rimanere in linea.
Da tempo, gli esperti sanno che la parte del cervello destinata ad elaborare le informazioni sull’odore è anche Continua a leggere

AVETE I PENNELLI, AVETE I COLORI, DIPINGETE VOI IL PARADISO E POI ENTRATECI. (Nikos Nazantzakis)

Posted in Pensieri sulla Felicità with tags , , , , , , on 9 settembre 2010 by Ada Cattaneo

Il Paradiso è una proiezione di tutti i desideri migliori che l’uomo possa concepire.

Così, l’Eden della Bibbia era un luogo meraviglioso copioso di succosi e dolci frutti profumati e di deliziosi cibi il tutto in una cornice di florida natura rigogliosa e paesaggi idilliaci.

E se il Continua a leggere

Gli insetti: la nostra alternativa ecologica e gustosa alla carne

Posted in TVS glob with tags , , , , , , , on 21 luglio 2010 by Ada Cattaneo
Le varie emergenze della progressiva desertificazione, dell’impoverimento della fertilità dei terreni, dell’utilizzo di risorse alimentari per nutrire animali da macellare invece di destinarle all’uomo, della scarsità di materie prime e la vertiginosa crescita della loro domanda… urgono una repentina revisione di un regime alimentare ampiamente e, pericolosamente, iper-proteico.
Così, iniziano a profilarsi, all’orizzonte, una serie di soluzioni per tentare di trovare una soluzione sostenibile e responsabile.     
Al posto della succulenta carne di manzo, uno scienziato olandese ha consigliato a tutti di iniziare a pensare di mangiare gli insetti.
Obiettivamente, al momento, in tutto il mondo, vengono mangiate circa 1.400 specie diverse di insetti.
Si tratta di abitudini alimentari diverse, culture gastrinomiche che non coincidono con la nostra e che ci vedono refrattari all’idea per pre-giudizi piuttosto che per motivazioni razionali o nutrizionali stringenti.
E se gli indiani inorridirebbero all’idea di mangiare una mucca, quando partecipiamo ad un safari in Africa o Australia, è normalissimo che il ranger tiri fuori una scatoletta con i semi di baobab e le larve secche, o di vedere, sui mercati in Cina, curiosi spiedini con cavallette, scorpioni,…
Quindi, prima di inorridire o di dire “che schifo”, alla proposta dello scienziato, proviamo a sentire la sua giustificazione… Continua a leggere