۞ 10-6-10 L’oro dei Giganti. L’olio degli uliveti monumentali di Puglia

10 giugno 2010 ore 18,30
La Scuola de la Cucina Italiana,
Piazza Aspromonte 15, Milano

Presentazione

 L’oro dei giganti. L’olio dgli uliveti monumentali di Puglia

 

 

Il Wellthiness incontrerà l’Oro dei Giganti, l’olio bilogico degli ulivi monumentali pugliesi.

Un olio che è, nel contempo, messaggio e messaggero, che racconta la storia millenaria di un paesaggio eterno, la passione di agricoltori custodi, il rispetto e l’amore per un terrotorio straordinario. 

Il Wellehiness, il grande valore ecumenico del Benessere-Salute-Felicità che sta plasmando l’era appena inaugurata, ha molto in comune con l’olio degli ulivi monumentali.

Essenze di più di duemila anni che, hanno visto nascere civiltà ed eroi, nutrito schiavi ed imperatori, che vibrano di valori antichi ed originali, essendo coltivati sulle terre liberate dalla mafia.

 

Liquidità vs liscio

Ma partiamo dall’olio. Etimologicamente risale al greco elaion=liquefare oppure leios= legare.

Di primo acchito potrebbe sembrare più appropriato seguire la prima strada che riecheggia dell’infinita saga i teorie, ideate da Zigmunt Bauman, sulla società, l’amore, la vita… liquide.

Una realtà che sfocia in visioni pessimistico-apocalittiche se non catastrofistico-nichilistiche, tanto care alle cassandre del postmoderno ed all’industria cinematografica, quanto invise all’appena germogliata era ed al nuovo genere umano che accoglie nel suo seno.

Un’era complessa che ci chiede di imparare dagli ulivi monumentali ad adattarci, a sintonizzarci sul nostro Zeitgeist per poterlo capire e vivere fino in fondo.

Così, ci è chiesto di imparare da loro la tecnica della torsione.

Non vi siete mai chiesti perché certi ulivi hanno il tronco ruotato?

Alcuni forniscono una risposta più tecnica: il tronco ha un movimento sinistroso in presenza di un terreno con poca terra e ricco di roccia calcarea compatta, destroso, se calcarea friabile. Un’altra versione vuole che solo alcuni ulivi, quando raggiungono il secondo secolo di vita, si torcono per compensare la rotazione terrestre.

In entrambi i casi ci insegnano che, per vivere, dobbiamo imparare a con-muoverci armonicamente ed empaticamente.

Per riuscirvi dobbiamo conoscere quali sono i principali valori che animano la nostra società attuale e, non a caso, hanno molti punti convergenti con l’olio degli ulivi monumentali.

A differenza di quanto sostengono vari autori, capofila Lyotard, convinti che la nostra epoca sia priva di grandi narrazioni ideologiche che esprimono anche principi primi,  invero stanno spuntando vari valori: etica, empatia, autenticità, recupero selettivo del passato, radicamento, slow living, Natura, autenticità, unità nella molteplicità, wellthiness.

Porosi, rugosi, contorti e cariati, gli ulivi sono visioni dal carattere onirico che sembrano scaturire dalla profondità dei miti e della nostra memoria ancestrale.

Così gli olivi diventano una nostra speciale finestra sullo spazio e sul tempo e sulla nostra identità e il suo radicamento in una terra generosa di frutti e di miti, di tradizioni e di valori.

 

Le radici di ulivo del Mediterraneo

Il Mediterraneo ha radici d’ulivo e cuore di olio.

Il romano Mare Nostrum, non indica più nell’aggettivo il possesso, il marziale, il dominio, l’arroganza, la competizione.

Nell’era del Wellthiness, il focus non è più sulle grandiose civiltà che sono sorte e tramontate lungo le rive del bacino, ma proprio sul del Mare Nostrum, inteso come spazio libero e liberato, locus di incontro e confronto, i arricchimento e di grandi valori, di empatia ed emozioni, di polisensualismo e la spiritualità.

Una storia di grandi regni ed imperi travolti dalla storia e dal tempo, di miti e leggende, di culture e colture, che hanno formato la civilizzazione Mediterranea. Ed il fil rouge che unisce 7.000 anni di storia sono l’olio e l’ulivo.

Partendo dai Fenici con il oro dio Melqart, alla colomba di Noè, dalla leggenda di Atena all’olio di bellezza di Cleopatra, dal Monte Testacco nato dall’accumularsi dei contenitori di olio consumati dai romani, all’incommensurabile opera di trasmissione dei saperi e dei sapori tradizionali.

O, ancora, l’olio che segna ed accompagna tutte le tappe principali della nostra esistenza (dal battesimo all’estrema unzione) all’olio degli ultimi prodotti di bellezza, le più recenti forme di esperienze turistiche o l’oro dei giganti di Alce Nero.

 

L’In-divisus

Vissuti apparentemente scollegati ma che acquista un significato, un senso, una direzione grazie all’In-divisus, la nuova generazione di uomini, protagonisti della loro vita, responsabili e proattivi.

Esseri umani che vedono la loro storia misteriosamente legata alla storia degli ulivi monumentali. La loro è una forma umana, antropomorfa, resistente, forte, tenace, ricca di frutti ma anche ferita, sofferente e commovente, topos del Benessere-Salute-Felicità.

E come l’In-divisus è un ologramma di tutto, una monade, un microcosmo nel quale si rispecchia il macrocosmo, così, le cavità nel tronco degli ulivi secolari sono agroecosisemi ad alta naturalità e biodiversità, nicchie ecologiche che ospitano infiniti multi versi di fauna e flora (dall’upupa ai pettirossi, dai geco a 137 tipi di insetti che vivono in simbiosi con gli olivi stessi)

 

Il Ben-essere

Il Benessere si incrocia con l’olio extravergine di oliva biologico a partire dal fatto che gli ulivi, da millenni, hanno offerto all’uomo i loro preziosi doni capaci di garantire ed innalzare la qualità della vita ordinaria e extra-ordinaria. Luce, medicamenti, unguenti, profumi, alimenti, legname per il calore… hanno riempito e costellato la vita di milioni di uomini nel tempo rendendo il benessere un buon-avere, proprio come accade con i terreni liberati dalla mafia.

Il ben-essere dell’olio e degli olivi monumentali, cattedrali naturali, è di grande attualità culturale in quanto olistico. Un benessere fisico, polisensoriale che evoca l’effetto dell’olio sulla vista, con le sue magie di un oro liquido, di una pozione magica nella quale pulsa il calore del giallo sole e riecheggia, vibrando, la frizzante aria del mare; sull’olfatto con il suo inebriante, atavico, evocativo, profumo capace di risvegliare ricordi primordiali, forme archetipiche, sogni ancestrali; sul gusto con il suo bouquet di intense sinfonie di sapori; sul tatto con la sua inconfondibile, soffice viscosità; sull’udito con l’incantevole voce delle piante. Non si tratta delle fronde mosse dal vento, dei canti e delle voci durante la bacchiatura… è la voce, più intima, l’essenza stessa, la vita che fluisce nei vasi della pianta che ci invoca, che ci  chiama, che ci parla.

 

Un benessere che, oltre ad ammaliare i nostri sensi, trascina le nostre emozioni (pensiamo al’esperienza intensa dell’abbracciare le piante), delizia il nostro intelletto in vissuti artistici, poetici, letterari unici e sorprendenti. Intriga il nostro spirito in un benessere sublime e consente il nascere dell’empatia, della simpatia, della simbiosi, della socializzazione (dalle feste popolari dei contadini alle mense dei consumatori finali, un ininterrotto network di legami sono tenuti insieme dalla magia dell’oro liquido)

Ma il benessere, nell’era che ci siamo appena lasciati alle spalle ha anche delle ombre, quando viene confuso con il ben-evere e diviene patologico.

Quindi dal benessere passiamo all’area della salute.

 

La salute

Di fatto, tra l’altro, consta che:

  • 6 milioni di italiani sono sovrappeso
  • 11% della popolazione è obesa
  • nel 2025 il numero aumenterà del 43%
  • 25% degli italiani soffre della malattia del benessere (sindrome metabolica)
  • 41% è importante per la salute la dieta sana
  • 44% molto soddisfatto della sua alimentazione
  • 18% sceglie i grassi meno dannosi
  • 34% compie regolarmente esercizio fisico
  • 30% consuma olio biologico
  • 42% consuma olio tipico
  • 22% degli immigrati vuole solo olio italiano
  • 83% di italiani ‘segue’ la dieta mediterranea

In un simile scenario l’olio diventa da condimento additato e misconosciuto a grande protagonista sulle tavole. Così, dal vertice della vecchia piramide alimentare (ossia cibo da evitare), va ad occupare la base nella nuova piramide venendo consigliato, in quantità moderate, ad ogni pasto.

Si nota qui l’appena ultimata rivoluzione nel paradigma della salute intesa come concetto propositivo, proattivo, preventivo, culturale-formativo, valoriale e propositivo.

E se ogni In-divisus è responsabile di sé, sceglie i propri percorsi di auto-cura e decide gli stili di vita a seguire, influenzando così anche il proprio destino, l’olio inteso come principio nutraceutico e come alimento, non più solo condimento, ha una nuova dignità.

 

La Felicità-salvezza… eternità

Il cerchio della salute si chiude: partito dal mondo latino dove salus era sia salute sia salvezza, nel Wellthiness la salute ritorna a mettersi in prospettiva debordando nella ricerca di salvezza, fisica ma anche trascendente: dall’olio in tavola all’olio dei massaggi ayurvedici all’olio delle terre strappate alla malavita.

Una tensione all’eternità che, ancora una volta, l’uomo con-divide con l’ulivo. A differenza delle altre piante, per definire l’età di un ulivo non è possibile contare i cerchi del suo tronco. Imponenti cordoni di tessuti vitali si insinuano tra le parti antiche e secche del tronco dandogli nuova stabilità…  di qui l’eternità dei “saraceni” (Pirandello).

Infine la terza dimensione del Wellthiness, la felicità diventa una goccia di perfezione. Una goccia d’oro, una sfera, per sé simbolo di perfezione, di divinità, di compiutezza, che ha una sua spiegazione fisica specialmente quando buttiamo una goccia di olio nell’acqua. A causa della particolare natura delle molecole di olio, l’olio nell’acqua forma le micelle, particolari aggregazioni nelle quali le teste idrofile si dispongono verso l’esterno tenendo all’interno le code idrofobe.

Le piccole sfere di oro liscio sono, dunque contro l’incontenibile, assurda liquidità del mondo postmoderno e ricreano, invece la perfetta unità-nella-molteplicità.

Una perfezione che è felicità, come eudaimonia, fonte di un piacere essenziale ed esistenziale dato da chi porta a termine il proprio destino.

 

Nomen est homen

E se è vero che nomen est homen, i nostri ulivi monumentali hanno già inscritto nel loro nome il proprio destino:

Mediterraneità

Olismo

Natura

Unità-nella-molteolicità

Magia

Esperienza

Nutraceutica

Tempo

Autenticità

Libertà

In-divisus.

Annunci

Una Risposta to “۞ 10-6-10 L’oro dei Giganti. L’olio degli uliveti monumentali di Puglia”

  1. […] mese fa stavo preparando un evento per il lancio dell’olio degli ulivi millenari , l’oro dei giganti, e, mentre cercavo qualcosa di particolare, in grado di rendere […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: