La vera storia della Bella Addormentata: avvelenamenti, stupri e bambini mangiati

Quante volte da bambini abbiamo sentito la fiaba della Bella Addormentata nel Bosco, o quante volte, se siamo adulti, l’abbiamo raccontata?

Le fiabe e le favole, i miti e le leggende, oltre ad essere un prezioso patrimonio dell’immaginario collettivo, un inestimabile eredità che riceviamo dal passato e che, almeno in linea di principio, dovremmo sentirci tanto responsabili da tramandare ai posteri, non di rado, hanno un qualche fondamento di verità alle proprie origini.

Trovare la prima versione di ogni racconto fiabesco è uno sforzo quasi impossibile ma che ha, in sé, qualcosa di estremamente intrigante in quanto si colloca nell’incredibile dimensione che sta sospesa tra la dura e cruda verità quotidiana e il magico mondo della fantasia.

Prima che i fratelli Grimm raccogliessero i loro racconti nella nota collezione delle loro fiabe popolari tedesche, tali storie appartenevano al ricco bagaglio di tradizioni orali trasmesso, da generazione a generazione.

Quello che, forse, non molti sanno è che queste prime versioni orali delle nostre fiabe più popolari ed, in alcuni casi, la loro versione più antica a stampa, sono ben lungi da quelle che noi oggi raccontiamo ai bambini, appositamente epurata di tutti gli aspetti più truculenti, contraddittori, e,  per certi versi, persino ‘pericolosi’,ma che avevano ed avrebbero un ruolo psicologico fondamentale. Il pulito, “bravo ragazzo che vince sempre”, la principessa in fiduciosa attesa del principe che la salva sono cambiati nel tempo così le fiabe di oggi possono essere molto diverse rispetto alle stesse di secoli fa…

L’EVOLUZIONE DELLE FIABE

Le versioni precedenti delle nostre fiabe classiche includevano storie di omicidi, cannibalismo, incesti, stupri e vari altri atti deprecabili.

Sono, dunque, state ripulite e rimaneggiate.

Le prime raccolte di racconti, spesso, avevano solo una parvenza delle nostre fiabe moderne. E, solo dal 1634, sono state pubblicate le prime storie. Giambattista Basile ha scritto Il Pentamerone (la Fiaba delle Fiabe), noto anche come Lo cunto de le cunti.

È un testo difficile da tradurre, in dialetto napoletano. Si tratta di tre volumi apparsi nel 1634, seguiti da un quarto del 1635 ed un quinto del 1636.

Sono stati pubblicati postumi – Basile era già morto da 1632.

Per via dell’oscurità e della difficoltà di traduzione della sua opera, il tutto è stato pubblicato in italiano solo nel 1747, in  tedesco nel 1846 ed in inglese nel 1848.

Il Pentamerone contiene molti racconti che sono direttamente legati a molte delle storie più popolari di oggi, inclusa Cenerentola, Sole, Luna e Talia (come la bella addormentata nel bosco), Petrosinella (come Raperonzolo), e Gagliuso (simile al Gatto con gli stivali). La loro presenza in questa collezione, benché, a volte, in versioni sostanzialmente diverse, dimostra che questi racconti esistevano di già nella tradizione orale e che hanno influenzato Basile quasi 400 anni fa. Così, a Basile spetta il merito di avere tramandato le prime versioni note letterarie di molti delle favole di oggi.

Poco dopo Pentamerone di Basile è stato scritto, i Racconti di Mamma Oca, pubblicato nel 1697, da Charles Perrault in Francia. Anche qui ritroviamo La storia della Bella Addormentata, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Il Gatto con gli stivali e Pollicino.

Dal 1812, anche i fratelli Grimm avevano assemblato la loro celebre raccolta di racconti. Le loro Fiabe nelle sette riedizioni, sono state, progressivamente, “annacquate” per renderle più adatte ai bambini.

LE PRIME VERSIONI DELLA BELLA ADDORMENTATA

Le prime versioni di Bella Addormentata avevano solo una quelche vaga somiglianza con la nostra moderna.

La storia era molto cruda: raccontava la vicenda della Bella Addormentata e del suo stupratore.

IL RACCONTO

I saggi avevano avvertito il grande Re che sua figlia Talia sarebbe stata messa in grave pericolo di avvelenamento a causa di un lino presente a palazzo.

Così, il sovrano, bandì l’uso del lino a corte, ma come previsto, Talia si punse con una scheggia avvelenata mentre filava il lino sul suo fuso. colto da grande disperazione, il re depose il corpo addormentato (o morto) della figlia su un velluto e lo lasciò nella foresta.

Qualche tempo dopo, un nobile ricco, mentre era a caccia nei boschi, si imbattè nel corpo abbandonato della Bella Addormentata.

Lungi dal darle un casto bacio come vuole la nostra versione della fiaba, il nobile violentò il corpo addormentato della giovane, mettendola in cinta. Nove mesi più tardi, la Bella Addormentata ha dato alla luce due bambini (Sole e Luna) e le fate della foresta si presero cura delle due creature mentre Bella Addormentata continuava nel suo sonno.

Allorchè le fatine attaccarono al seno della Bella Addormentata nel Bosco i figli, uno dei due, accidentalmente, scambiato il pollice di lei per un capezzolo le succhiò via la scheggia avvelenata. Fu così che Talia si svegliò dal suo sonno profondo.

Mesi dopo, il nobiluomo decise di tornare nei boschi per avere un altro rapporto sessuale con il corpo della Bella Addormentata, ma, con sua grande sorpresa, la trovò sveglia.

Il nobile le confessò di averla violentata e, di nuovo, ebbe un rapporto con la principessa nel fienile. Alla fine, lungi dallo sposarsi e vivere felici e contenti, l’uomo se ne tornò a casa dalla moglie. La moglie del nobile, però, scoperto il tradimento, ordinò che i figli di lui venissero rapiti e cotti vivi. Il, fedelmente, cucinò e servì al nobile il piatto diabolico. Come il signore ebbe finito il pasto, la moglie gli annunciò “hai mangiato ciò che è tuo!”. Purtroppo, a quanto pare, il cuoco aveva un cuore tenero ed, invece di uccidere e cucinare i bambini, li sostituì con una capra.

Solo a questo punto Talia si ricongiunse ai figli ed al suo stupratore ed allora sì che vissero felici e contenti.

Una Risposta to “La vera storia della Bella Addormentata: avvelenamenti, stupri e bambini mangiati”

  1. Per fortuna esistono scrittori che sanno filtrare storie crude, adattandole alla psicologia infantile.

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