Profumo di morte: le candele profumate sono davvero pericolose?

Che cosa c’è di più gradevole dell’avere la nostra casa invasa da leggeri o intensi aromi, a seconda dei nostri gusti personali, o dell’entrare in un’abitazione profumata?

Danno un tocco di magia, di spiritualità, di piacevole irrazionalità, suscitano intense emozioni e positive sensazioni.

Invadono gli ambieni di scenografie olfattive rasserenanti, regressive, energizzanti… a seconda delle fragranze scelte… sono le candele profumate e gli aromi per gli ambienti.

In quanto tali rappresentano un’inequivocabile testimonianza della potenza dei trend al polisensualismo ed alla ricerca di nuove forme di spiritualità…

Inoltre,  da un po’ di tempo, sono un diffuso ed economico modo per coprire odori sgradevoli o, semplicemente, per armoatizzare gli ambienti nei quali viviamo.

E, poiché l’olfatto è capace di evocare potenti ricordi ed emozioni, le candele profumate riescono a suscitare in noi e nei nostri ospiti, una sensazione di festa, di calore, di colore.

Ma, a fronte di un uso tanto massiccio di tali prodotti qualcuno ha iniziato a porsi delle domande: sono davvero sicure? Le candele profumate rilasciano fragranze chimiche che sono davvero tossiche? È sicuro usare le candele, in generale?

L’American Chemical Society ha appena pubblicato uno studio nel quale dimostra che, un derivato del petrolio, la paraffina molto spesso utilizzata nelle candele al posto della naturale ma molto più costosa cera, è altamente cancerogena quando viene bruciata.

Qual è il problema? È accendere le candele in ambienti non ventilati, come in bagno, o accenderle ogni giorno per prolungati periodi.

Secondo gli autori dello studio, accendere le candele profumate, una tantum, come nelle festività, non crea nessun problema. Quindi gli studiosi ci consigliano, se vogliamo, di proseguire pure ad infondere le nostre abitazioni di aromi e fragranze gradevoli nei periodi festivi, ma non di abusarne. E, soprattutto, di permettere all’aria di circolare, aprendo ogni tanto le finestre. L’altro consiglio è di cercare, per quanto possibile, di acquistare candele di cera d’api o di soia, che non producono esalazioni pericolose come la paraffina.

Quasi inutile dire che, in US, l’Associazione Nazionale delle Candele, si è immediatamente mobilitata, sostenendo che la paraffina non è tossica ed, anzi, è approvata dalla Food and Drug Administration, tesa a tutelare i cittadini dai pericoli per la salute provenienti da sostanze alimentari, chimiche…, che non ne ha bandito l’utilizzo nei cibi, nei cosmetici e nei medicinali. Secondo la NCA, dunque, la quantità di sostanze nocive rilasciate da una candela sono infinitesimali e non maggiori di quelle prodotte da una macchinetta per i toast o da combustibili come il diesel. Ciononostante, l’associazione incoraggia la gente a utilizzare le candele con circospezione.

Ed, a tale proposito, ha anche stilato un elenco di consigli:

  • chi soffre di allergie o di asma potrebbe evitare di usare le candele profumate o i profumi particolari che possono scatenare in loro reazioni non salubri;
  • le candele profumate vanno utilizzate in ambienti ventilati
  • le candele di ogni tipo non dovrebbero essere lasciate accese quando non si possono controllare
  • le candele vanno acquistate esclusivamente da produttori di candele. Le candele artigianali o fatte in casa possono contenere profumi gradevoli ma non omologati per l’utilizzo di candele o possono contenerne in dosi eccessive, il che può portarle a bruciare in modo non sicuro.

Ossia, riassumendo, i membri dell’Associazione, cercano, in tutti i modi, di “tirare l’acqua al loro mulino”, senza preoccuparsi veramente della salute delle persone.

A dare man forte alle prove della pericolosità delle candele e delle essenze profumate sono gli esperti statunitensi della qualità dell’aria negli ambienti interni hanno detto che le candele profumate ed i deodoranti ambientali che danno una gradevole fragranza alle nostre case, possono contenere centinaia di sostanze chimiche dannose o, comunque, pericolose per noi.

Nel Consiglio Ambientale Oregon, hanno denunciato che alcuni di questi prodotti chimici potrebbero avere una vasta gamma di effetti collaterali sulla nostra salute.

Un esempio è Ashley Henry residente a Portland, che, la scorsa primavera,è stata colpita da una grave forma di asma ed è diventata ipersensibile ai profumi ed a varie altre sostanze chimiche presenti nella sua abitazione.

“Mi piacevano tantissimo le candele profumate. Potrei dire che ne ero una grande fan ma ho dovuto smettere di utilizzarle “, chiarisce.

“È iniziato con una forte sensazione di bruciore,” ammette la donna.

Secondo Jen Coleman, dell’Oregon Environmental Council, il cosiddetto “inquinamento indoor” può causare molti pericolosi problemi.

“A volte può essere solo una questione di un po’di tosse e prurito agli occhi e uno non sa perché ce li ha. Ebbene, questo può benissimo essere un problema di qualità dell’aria”, sottolinea Coleman.

Se nelle nostre case ci sono odori sgradevoli, Coleman consiglia di evitare di mascherarli con qualche fragranza. Ed invita, invece, a cerca di aumentare la circolazione dell’aria in casa.

Molte candele e prodotti profumati contengono anche sostanze chimiche che le aziende non sono tenute a scrivere sull’etichetta, ed alcune etichette semplicemente mettono “profumo” come ingrediente senza fornire dettagli.

Così Coleman spiega che ci possono essere centinaia di sostanze chimiche che vengono messe nelle candele profumate ad insaputa dei consumatori o che essi non sanno essere potenzialmente pericolose.

Alcuni composti chimici contengono i cosiddetti “ftalati”, che aiutano le fragranze a persistere.

L’Environmental Protection Agency ha, dunque dimostrato, l’esistenza di molte prove che gli ftalati possono persino causare difetti alla nascita e problemi nella riproduzione.

Quindi, ammesso il piacere di avere una casa profumata, non è detto che ciò corrisponda, necessariamente, ad un segnale di Wellthiness…

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2 Risposte to “Profumo di morte: le candele profumate sono davvero pericolose?”

  1. in questo post c’è molto di vero e molto di inesatto, come sempre la verità e dificile da raggiungere (e in fondo è proprio impossibile raggiungerla) ma questo non è un buon motivo per non cercarla insieme.
    Un ricercatore italiano nell’inquinamento indoor mi diceva che il problema maggiore per le case italiane è rappresentato dai nuovi e perfetti serramenti che non fanno passare uno spiffero. Il risultato che non cambiamo abbastanza l’aria. In questo modo qualunque sostanza tende a concentrarsi. La soluzione a mio avviso è di cambiare l’aria e non privarsi di …tutto: ogni tipo di vernice od impregnante e quindi niente legno, niente plastica, attenzione anche alle piante… Naturalità è cambiare l’aria.
    Ovviamente in ogni caso evitiamo gli eccessi: non accendete insieme 30 candele in un bagno di 5 mq, non svuotate un profumatore spray in una camera, non dipingete un giorno intero al chiuso.
    Passiamo allo specifico delle candele: Presumo che il post si riferisse ad uno studio finanziato dalla associazione dei coltivatori di soia che ha scoperto (guarda caso) che le candele di soia sono migliori di quelle di paraffina. Lo studio è stato fato da un solo giovane ricercatore.
    La NCA (assoc. americana di settore) si riferisce ad un ampio studio interdisciplinare che è in corso ormai da diversi anni che studia le emissioni delle candele in genere. Il programma di studio effettuato per la gran parte in Europa è finanziato da diverseassociazioni di tutto il mondo.
    I risultati sono confortanti ma, come dicevo prima, ci dicono che dobbiamo in ogni caso evitare gli eccessi. Ricordiamoci che si tratta sempre di una combustione e che attraverso la fiamma passa la cera ma anche l’aria dell’ambiente e quindi si bruciano anche gli inquinanti già presenti nell’aria.
    Sono tecnicismi ma la realtà non è poi preoccupante.
    Per dare un riferimento un bel camino acceso inquina l’aria ambiente come almeno 50/100 candele accese.
    Un suggerimento: quando comprate le candele guardate se è citata la norma UNI/EN, è un segno che indica un bravo produttore che fa le cose con cura.

    • Grazie Mario, del tuo approfondimento. Mi sono occupata anch’io per un po’ di tempo di inquinamento indoor e confermo pienamente ciò che ti diceva il tuo amico ricercatore. 🙂

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