Colton, davanti alla falce per peritonite: il Paradiso è reale.

Un bambino di undici anni di nome Colton Burpo, sostiene di essere stato in Paradiso, quando ne aveva solo quattro.

 

La vicenda del piccolo statunitense si distingue dai molti altri casi di esperienze pre-morte, di recente analizzate con molta cura anche dalla scienza ufficiale: un fatto che incuriosendo, studiosi e non, di tutto il mondo.

La storia incomincia poco prima che i genitori di Colton, decidano di andare da Imperial, Nebraska, a Greeley, Colorado, per una breve vacanza nel mese di luglio.

Il giorno prima della partenza, il bambino sta male:  rimette ed ha la diarrea.

Il medico di famiglia gli diagnostica semplicemente un’influenza dello stomaco. All’indomani, sembra che Colton si sia un po’ ripreso, così i suoi genitori decidono di partire.

Dopo un solo giorno di viaggio, però, Colton inizia di nuovo a rimettere in continuazione. Visto che l’altra figlia di sei anni si è, a sua volta ammalata, i genitori, Todd e Sonja, pensano si tratti di una normale ricaduta dell’influenza.

Ma, poiché la sorellina, Cassie, si riprende subito, i genitori capiscono immediatamente che la situazione sia molto più grave di quanto aveva creduto il loro medico.

Le sue condizioni peggiorano così rapidamente che Todd e Sonja ritornano in fretta in Nebraska per portare il bambino, di nuovo, dal medico di famiglia.

Dopo la visita Colton viene ricoverato d’urgenza in ospedale per delle analisi.

Mentre gli esami del sangue non rivelano nulla di irregolare, la TAC mostra una massa strana e molto grande nel minuscolo addome del bambino.

I medici ammettono di non sapere di che cosa si tratti né la sua causa. Avendo avuto già in famiglia un caso di peritonite, i genitori chiedono ai medici se non può trattarsi di una situazione analoga, ma il dottore che si  occupa del piccolo, insiste che è impossibile perché gli esami del sangue non lo rivelano.

Nei giorni successivi le condizioni di Colton si aggravano notevolmente aggravate e Todd, che è un pastore protestante, inizia a vedere l’ombra della morte in faccia al giovane figlio.

Todd ha assistito molti suoi parrocchiani moribondi, quindi capisce che gli occhi del figlio non lasciano presagire nulla di buono.

Presi dal panico, i genitori di Colton lo portano in un altro ospedale. Qui al bambino viene subito diagnosticata la perforazione dell’appendice con la fuoriuscita di sostanze velenose nel suo piccolo corpo.

Colton viene subito trasferito in sala operatoria. Il personale medico, senza dirlo ai genitori, è convinto che Colton non si salverà. È durante l’intervento chirurgico che Colton sostiene di aver vissuto la straordinaria esperienza di visitare il cielo.

Melvin Morse, un pediatra famoso per i suoi studi e libri sulle esperienze pre-morte dei bambini, ha descritto molte delle situazioni vissute dai  giovani pazienti sul letto di morte. Nel suo repertorio ha molti disegni dei che dipingono il cielo colorato con Gesù e Dio, angeli, arcobaleni e bellissimi campi di fiori.

La differenza tra Colton e tutti gli altri pazienti di Morse è che essi, ad un certo punto, sono morti e poi sono stati riportati in vita.

Colton non è veramente morto ma è solo stato in serio pericolo, in bilico tra vita e morte.

Tecnicamente, un’esperienza di pre-morte si verifica quando una persona – bambino o adulto – realmente muore e ritorna in vita o spontaneamente o attraverso un intervento medico.

Ossia, il termine “pre-morte” è un po’ fuorviante, dal momento che non significa che qualcuno, come Colton, si trova sull’orlo del decesso. Significa che qualcuno muore e risuscita.

È interessante notare che le persone possono e compiono realmente esperienze di pre-morte quando sono sono in stati di salute fisica molto critici. Qui possono anche avere delle esperienze extra-corporee, note come OBE, e, non di rado, vedono la vita passare davanti agli occhi.

Questo, però, non spiega l’esperienza dettagliata descritta da Colton, mentre si trovava in chirurgia, soprattutto da dopo essere stato anestetizzato e, quindi, incosciente.

Durante l’intervento, Colton sostiene di avere lasciato il proprio corpo e guardato dall’alto i medici disperatamente intenti a cercare di salvarlo dall’infezione.

Di seguito ha viaggiato attraverso i muri dell’ospedale, dove ha visto il  padre pregare solo in una stanza piccola e la madre pregare,  al telefono.

Una volta lasciato l’ospedale, Colton afferma di essere entrato in un regno celeste dei quale dà una descrizione dettagliata di angeli, o spiriti guida, Gesù e Dio. Poi dice di avere incontrato il nonno – che non ha mai visto nelle spoglie di un giovane uomo.

In seguito, confrontando il ricordo del nonno celeste con una foto reale del nonno da giovane, Colton capirà che lo spirito incontrato è davvero suo nonno.

Il bambino sostiene che in cielo “nessuno è vecchio e nessuno porta gli occhiali”.

Proseguendo nel viaggio, il bambino sostiene di avere visto Dio, di essersi seduto in braccio a Gesù, di avere incontrato Giovanni Battista ed ammette che “tutto è stato molto bello”.

A sua detta, nella sfera celeste, non c’è nessun punto di ombra perché Dio, Gesù e lo Santo Spirito illuminano tutto, continuamente.

Poi ricorda di avere assistito ad un’imminente tra il bene ed il male ed di avere visto arcobaleni dai colori ultraterreni ed animali molto miti.

Oltre al particolare racconto sul nonno, Colton spiega ai propri genitori di avere non una ma due sorelle.

Ed a nulla valgono i tentativi di Sonja che tenta di convincerlo di avere solo una sorella, perché Colton, è convinto che una delle sue due sorelle si trova in Cielo.

Anche qui c’è una dovizia di particolari nella descrizione. “Ha i capelli scuri e mi ha riconosciuto subito. Mi ha chiesto di come stanno la mamma e il papà.”

Invero, i genitori di Colton non gli hanno mai detto che, prima della sua nascita, Sonja ha avuto un aborto spontaneo. Ma ciò è accaduto troppo presto per potere determinare il sesso del bambino.

Così Todd e Sonja si sono convinti che la bambina incontrata dal figlio sia la loro perduta primogenita.

Colton, nel parlarne, insiste che la sorella “è in cielo e che Dio l’ha adottata. E è molto felice all’idea di conoscerli e, quindi di riunirsi alla sua famiglia, quando andranno tutti in cielo.”

Un altro momento molto toccante è quando Colton dice di avere chiesto a Gesù perché doveva essere crocifisso. “Mi ha risposto, ‘così la gente può incontrare il Padre.”

Parole semplici e chiare ad una domanda così incredibilmente complessa.

Non importa se crediamo o meno al racconto di Colton, di fatto, però, i casi di persone che compiono esperienze di pre-morte stanno interessando sempre più anche il mondo della medicina ufficiale e non sono più soltanto relegate nel mondo dell’esoterismo, della New Age, della parapsicologia et similia.

Ciò è un’ulteriore prova dell’incapacità dell’uomo di accettarsi e di pensarsi come una creatura solo ad una dimensione.

Rientra, dunque, nel sempre più forte e diffuso trend alle nuove forme di spiritualizzazione.

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3 Risposte to “Colton, davanti alla falce per peritonite: il Paradiso è reale.”

  1. michaelangelus Says:

    Anche di fronte all’evidenza,molti continuano a negare.In questo caso la spiegazione si ha solo con la psicanalisi,che ci spiega la rimozione di ciò che fà paura a credersi. Gesù agli Apostoli, che gli avevano chiesto di fare un miracolo per convincere alcuni miscredenti presenti, ha risposto: Se non vogliono credere non crederanno nemmeno col miracolo. L’ ateismo è una scelta irrazionale,sostenuta da false ragioni per la paura del senso di colpa che ci ispira il nostro superego quando non vogliamo credere, poichè il non credere è una deviazione della natura umana e l’inconscio soffre di questa situazione.

  2. Non vi è peggior sordo di chi non vuole sentire. Il bimbo i n questione non poteva sapere dai genitori di una sorellina celeste. Non poteva sapere, per insegnamento paterno che nessuno ha deformazioni o guasti. Non poteva sapere dai genitori che Gesù lo potesse tenere in braccio. In fin dei conti, la sua storiua sfida scienza e ragione. Ben venga la sua storia, quale monito ai troppi, che deridono quantpo non credono, perchè a dirlo è solo un bambino. Non si dimentichi alcuno di questo monito: Dio è amore, e non si raggiunge, odiando, invidiando, accumulando e via discorrendo. Colin lo insegna. I semplici sono Santi.

  3. Serena Pennacchia Says:

    Sono felice di aver letto che ci sono anche gli animali.. Io ne ho avuti e ne ho tanti! Li amo come li amava San Francesco e tanti altri Santi! E un Dio misericordioso non poteva che accogliere tutte le creature. Volevo questa conferma e Dio ha fatto in modo che la trovassi:-) grazie Padre, ora so che un giorno riabbraccerò proprio tutti! Grazie!

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