La Croce Rotta: papi, mistificazioni, satanismo e complottismo

La Croce rotta ha radici pagane ed è diametralmente l’opposto del simbolo pitagorico della vita e la runa teutonica della morte, ed in voga nella Wicca e nel satanismo.

Nel complesso, può essere considerata l’antitesi di tutto ciò che il cristianesimo rappresenta.

Simbolicamente, alcuni considerano rompere una croce una forma di protesta intentata contro il cristianesimo. Un esempio di ciò è quanto è accaduto in Armenia, dove negli ultimi anni sono state distrutte centinaia di croci proprio in questa logica.

(croce rotta)

LA CROCE ARMENA

Per inciso, possiamo ricordare che, agli inizi del IV secolo, l’Armenia è stata il primo paese ad accettare il cristianesimo. Non sorprende, allora, che la croce armena rispecchi alcuni dei tratti grafici preferiti a quel tempo: pampini di vite e volute floreali.

La Croce alata armena ha un design piuttosto composito con le estremità che terminano con due trifogli, simbolo della Trinità, ed il braccio inferiore leggermente più lungo del superiore.

È nota anche come Croce Siroun. Siroun è il nome armeno di una ragazza e significa bella.

Sulle antiche croci di pietra (khachkar) si ci sono sempre delle decorazioni che ricordano gli intrecci tipici dei nodi celtici. Mentre questa croce è utilizzata dalla Chiesa Apostolica Armena, la Chiesa Cattolica Armena o l’Evangelica si servono della croce a due bracci orizzontali che, con le sue otto punte, simboleggia le otto beatitudini.

LA CROCE DI NERONE

La Croce rotta è detta anche Croce Neronic o Croce di Nerone, in ricordo della feroce campagna condotta dall’imperatore romano nel tentativo di sopprimere nel sangue la nascita del cristianesimo. San Pietro che insieme a San Paolo, porta il cristianesimo nell’Urbe, considerato da Nerone una grave minaccia per il suo impero, dopo essere stato imprigionato e torturato, viene condannato alla crocefissione, ma non ritenendosi degno di subire la stessa morte del suo Signore, chiede, ed ottiene, di venire crocefisso a testa in giù. Quindi la sua croce è al contrario, rispetto a quella di Gesù.

LA CONTRADDIZIONE

Potrebbe sembrare assurdo ed illogico collegare il principale simbolo della cristianità, sia pure rovesciato e spezzato, con chi si oppone strenuamente alla religione. Invero, non è raro che gli stessi simboli vengano utilizzati con significati antitetici da gruppi di persone contrapposti, così per le messe nere, vengono utilizzate le Ostie consacrate, l’acqua benedetta,… ed, ovviamente, la Croce.

DOVE TROVIAMO OGGI LA CROCE ROTTA?

In primo luogo, la croce rotta compare nel simbolo del pericolo di radioattività, all’interno di un cerchio. È stata l’emblema della Campagna per il Disarmo Nucleare (CND) dal 1958, per poi diventare il sinonimo di ‘pace’.

Alcuni disprezzano il segno scelto dalla CND ritenendolo in qualche modo anarchico o sovversivo. Per capire il perché di questa associazione di idee, va considerato il contesto che spiega anche, in modo piuttosto agevole la difficoltà e la reticenza di alcuni paesi come il Giappone ad adottare e ad assimilare il cristianesimo, a fronte del fatto che gli unici ad utilizzare un’arma atomica sono stati i cristiani stessi.

(simbolo pace)

Ed ancora, il designer del logo CND, Gerald Holtom, nel concepirlo, si è proposto di scegliere qualcosa di circolare e facilmente riconoscibile, come simbolo del pericolo di radioattività, così da renderlo adatto per un badge.

(simbolo pericolo nucleare)

Non voleva usare una croce rotta, ma, semplicemente, integrare le due posizioni del semaforo che si fa con le bandiere, che rappresentano la lettera di ‘N’ e la ‘D’, un acronimo per il disarmo nucleare.

CROCE ROTTA COME STIPE

Un’altra ipotesi vede la Croce rotta come una semplice Stipe in piedi sostenuta da due travi inferiori.

Mentre i più credono che la Croce di Gesù sia greca (con i due bracci lunghi uguali) o una Tau (quella di San Francesco), altri, come i Testimoni di Geova, sono convinti  che sia soltanto un palo di legno posto in posizione verticale.

LA TESI DEI COMPLOTTISTI E LA CROCE ROTTA

La Croce Rotta compare anche in una piuttosto fantasiosa chiave di lettura della realtà, proposta da chi sostiene la teoria del complotto del Nuovo Ordine Mondiale. a detta di costoro, notoriamente fautori di un approccio anticlericale, la Croce rotta sarebbe utilizzata, nell’accezione satanica, anche dai papi.

In particolare, essi notano che il Crocifisso con il quale spesso Papa Giovanni Paolo II si presentava davanti alle folle, non fosse affatto uno tradizionale. Bensì si tratta di un crocifisso è conosciuto come “Croce Ricurva” (Bent Cross). Ma che cosa significa?

Alcuni autori, tra i quali il cattolico Piers Compton nel suo libro“The Broken Cross: Hidden Hand in the Vatican”, sostengono che il Crocifisso Ricurvo è

…un simbolo sinistro, utilizzato dai satanisti nel VI secolo, che è stato ripreso al momento del Concilio Vaticano ll. Questa era una croce piegata o rotta, sulla quale figurava una figura ripugnante e distorta di Cristo, a cui i maghi neri e gli stregoni del Medio Evo avevano fatto ricorso per rappresentare il termine biblico del “Marchio della Bestia”. Eppure, non solo Paolo VI, ma anche i suoi successori, i due Giovanni Paolo, portarono quell’oggetto, e lo tenevano alto per essere venerato dalle folle, le quali non avevano la minima idea che rappresentasse l’Anticristo.

Compton prosegue, poi, nella sua interpretazione, sottolineando che anche Papa Giovanni Paolo ll se ne è servito e vede in ciò un suo messaggio recondito agli occultisti di tutto il mondo nel quale comunica a loro di non essere un Papa Tradizionale, ma un Papa che si impegna a svolgere il ruolo di leader religioso del mondo, come richiesto dai Piani per il Nuovo Ordine Mondiale.

Un altro autore cattolico, Malachi Martin ribadisce l’impegno di Giovanni Paolo ll è per il Nuovo Ordine Mondiale, nel suo libro The keys to this blood.

L’INTERPRETAZIONE DELLA CROCE ROTTA DEI PAPI

Tutto il discorso dei complottasti nasce, invero, da una lettura molto libera e superficiale dei messaggi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, di chi, più o meno ingenuamente, dimostra di non avere una grande conoscenza della storia della Chiesa e del suo linguaggio a partire da Cristo, dalla ricca produzione dei padri della Chiesa e della scolastica medievale.

Ossia, i complottasti si scandalizzano davanti al fatto che Papa Giovanni paolo II, prima e Benedetto XVI ora, auspichino la venuta di un Nuovo Ordine Mondiale (“lasciati prendere per mano dal bambino di Betlemme, non temere, fidati di lui, la forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale…” Benedetto XV).

La superficialità è di volere fare, a tutti i costi, della dietrologia perché la Chiesa da sempre parla di un Nuovo Mondo ed una Nuova Terra, di una Gerusalemme Celeste, di un Nuovo Ordine… certo che se non si ha un bagaglio sufficiente di conoscenze e si ragiona in termini meramente materialistici, è facile cadere nell’errore di considerare che i papi invochino l’avvento della famigerata creatura demoniaca del Nuovo Ordine Mondiale.

Quanto al pastorale, quello incriminato è stato commissionato da Papa Paolo VI, nel 1963, subito dopo la sua elezione, allo scultore napoletano Lello Scorzelli. Questo pastorale argenteo riprese dalla ferula tradizionale la forma di croce, accompagnato però dalla figura del Crocifisso.

Paolo VI lo ha utilizzato per la prima volta nell’occasione della chiusura del Concilio Vaticano Secondo, l’8 dicembre 1965.

In seguito, l’ha adoperato in modo analogo al pastorale del vescovo, spesso ma non sempre, nelle celebrazioni liturgiche. Paolo VI e Giovannni Paolo II non hanno mancato, però, di ricorrere anche alla triplice croce come insegna, in certe particolari circostanze.

Invero, non si tratta propriamente di una Croce Rotta, ma, parrebbe, piuttosto, una croce con i tralci di vite, interessante ed anomala, è, invece, la presenza di Gesù, che, nel Cattolicesimo, non desta scandalo come, invece in alcune chiese orientali, dove non può mai essere mai mostrato in croce al pubblico, perché si fermerebbe alla sua morte umana e non ne riconoscerebbe la resurrezione.

È noto, invece, che Benedetto XVI ha deciso di ritornare all’antica ferula, come spiega mons. Marini

Il pastorale dorato a forma di croce greca – appartenuto al beato Pio IX e usato per la prima volta da Benedetto XVI nella celebrazione della Domenica delle Palme di quest’anno – è ormai utilizzato costantemente dal pontefice, che ha così ritenuto di sostituire quello argenteo sormontato dal crocifisso, introdotto da Paolo VI e utilizzato anche da Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e da lui stesso. Tale scelta non significa semplicemente un ritorno all’antico, ma testimonia uno sviluppo nella continuità, un radicamento nella tradizione che consente di procedere ordinatamente nel cammino della storia. Questo pastorale, denominato “ferula”, risponde infatti in modo più fedele alla forma del pastorale papale tipico della tradizione romana, che è sempre stato a forma di croce e senza crocifisso, perlomeno da quando il pastorale è entrato nell’uso dei romani pontefici.

Certo le interpretazioni possibili sono varie dipendono molto dal livello di profondità con il quale vengono presentate ed affrontate.

Restando in superficie il significato è molto più facile da manipolare, ma, invero, racconta una storia che è molto diversa dalla realtà.

2 Risposte to “La Croce Rotta: papi, mistificazioni, satanismo e complottismo”

  1. La Santa Croce rappresenta il mezzo del quale si è servito Gesù per redimere l’umanità. Può essere rappresentata in vari modi, ma richiama, in ogni caso la morte di Cristo,fine di un periodo di preclusione del Paradiso ai discendenti di Adamo ed Eva, il trionfo di Cristo sulla morte,con la sua resurrezione e l’apertura delle porte del Paradiso alle anime sante. Se vogliamo aggiungere un altro significato alla sua rappresentazione, le sue quattro braccia rappresentano l’ indicazione dei quattro punti cardinali, che permettono all’uomo di orientarsi. Ne possiamo trova molti altri di significati,se usiamo la notra fantasia, ma servono solo al nostro autocompiacimento. I satanisti la disegnano rotta in segno di odio,che dimostra però la loro paura verso il vero significato della Croce. Chi la disegna con amore può disegnarla come vuole,pure in modo artistico,come quella che vari Papi hanno portato. Voler dare altri significati particolari alle varie forme di croce è solo questione di fantasia,ma non corrisponde a nessuna verità.

    • Non corrisponde a nessuna verità ed è, invero, non di rado, un tentativo di distrarre dal significato vero, unico e profondo del cristianesimo: la resurrezione guadagnataci da Gesù tramite il suo sacrificio in Croce.

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